Archivi del mese: luglio 2017

Biologico quindi buono

Ristorante-pizzeria nord Sardegna.

“Buono questo pecorino. E’ locale?”

“Certo che e’ buono: e’ biologico.”

“E che cosa fa il pastore per rendere il suo formaggio biologico?”

“Niente roba chimica. Tutto naturale.”

“E che roba chimica mettono i pastori?”

“Ehh… mmm…”

Fine conversazione.

Se fossi un alieno appena sceso sulla terra dedurrei che a) i pastori sardi mettono “roba chimica” nei formaggi a meno che non abbia certificazione biologica; b) il sapore cambia ed e’ automaticamente piu’ buono se ha la certificazione biologica.

Questa cosa dell’equivalenza tra sapore e cibo biologico mi ha fatto molto pensare. Mi ricordo un tempo in cui i cultori della salute in cucina sospettavano di cibi troppo saporiti o gustosi perche’, dicevano, “ci mettono roba chimica per renderlo piu’ saporito.”. McDonald’s veniva additato come una sorta di strega della casa di marzapane che attraeva i bambini con “roba chimica” troppo buona per essere naturale per renderli dipendenti. Dolci, merendine, caramelle troppo buone per essere stati fatti in casa. Ora invece senza “roba chimica” i sapori sono piu’ buoni. E’ come se la “roba chimica” mascherasse il vero sapore naturale dei cibi. Se prima il biologico lo si sceglieva per la salute e per l’ambiente ora invece per il sapore. Eppure nel caso di ortaggi e frutta i nitrati che la pianta assorbe sono gli stessi, che questi provengano dai fertilizzanti o dalla merda di animali che usano nel comparto biologico. Quindi come potrebbe cambiare il sapore, addirittura in meglio? E nel caso di pecorino biologico cosa fa il pastore di diverso per renderlo biologico visto che da 4000 anni il pastore sardo usa le stesse tecniche di allevamento, mungitura e stagionatura? Lasciamo l’uomo comune alle sue favolette ripetute a pappardella.

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