Archivi del mese: agosto 2019

Meteo relativo

Si parla tanto del tempo del Bel Paese quasi fosse quello di un paradiso ma da quando vivo in UK mi sono reso conto che si tratta di una delle tante frasi che gli italiani si ripetono a vanvera per autoconvincersi di essere nati nel posto giusto. A parte i pochi fortunati che abitano nell’arco alpino e appenninico gli altri vivono o nelle infuocate coste del Mediterraneo o nelle afose pianure del nord. E’ vero, il sole splende più che qui in UK ma a che serve il sole quando non si può uscire dalle 10 fino alle 6 del pomeriggio perché si rischia di svenire letteralmente dal caldo? Alla fine dei conti vivo più fuori casa nel mio Sussex che quando ero in Sardegna. Il sud-est britannico è incredibilmente mite infatti. Le temperature in media in inverno si aggirano tra i 5 e gli 8 gradi di giorno e solo per qualche giorno scendono intorno allo zero o sottozero. In primavera e estate abbiamo tra i 15 e i 26 gradi e solo per alcuni giorni le temperature vanno sopra i 30. Il range 20-25 gradi secondo me è la temperatura perfetta, ideale per il corpo umano perché è al limite della soglia di sudorazione. Qui nel Regno Unito non si suda se non per pochi giorni all’anno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la temperatura ideale e confortevole per un essere umano adulto dovrebbe essere intorno ai 18 gradi. Significa che in alcune zone del Regno Unito esiste un clima tra i più ideali e confortevoli per gli esseri umani. Ora, per una persona che ha vissuto per 25 anni della sua vita in Sardegna come il sottoscritto queste temperature potrebbero sembrare troppo fredde, ma in realtà dopo qualche anno ci si abitua benissimo e credo di aver usato il cappotto invernale solo per un paio di settimane l’anno negli ultimi anni. Con alcune accortezze si può coltivare QUALSIASI frutto o vegetale qui. Nel mio giardino ho piante di avocado, olivo e mirto sardo e questi ultimi due che producono fiori e frutti. Il clima è cosi mite che  è una delle regioni europee con meno sbalzi di temperature estreme durante l’anno. In poche parole gli inverni sono miti e le estati miti.

Poi c’è il capitolo pioggia. Ora,  vi sembrerà incredibile ma dove vivo io in Sussex piove in media meno che a Milano e nella Pianura Padana. La pioggia è sottile e non necessita di un ombrello. Negli ultimi tre anni poi abbiamo avuto interi mesi senza pioggia in estate. Guardate la mappa della media delle precipitazioni all’anno (in mm) d’Europa. Come potete vedere il sud-est dell’Inghilterra gode di precipitazioni inferiori rispetto alla maggior parte dell’Italia centrale e del nord e perfino comparabili a quelle di alcune zone del Sud Italia!

In poche parole il motivo per cui ho voluto scrivere questo post è perché mi sono reso conto che mentre io sono in giro ogni giorno senza sudare d’estate e senza morire di freddo d’inverno e nei weekend vado a fare gite, vedere parchi, castelli, spiagge, insomma in poche parole a godermi la natura per TUTTO l’anno, molti dei miei connazionali nel Bel Paese o sono in casa a boccheggiare per il caldo e l’afa con l’aria condizionata accesa o in casa con la stufa perché c’è troppo freddo. Alla fine dei conti il numero di ore che sfrutto fuori casa qui in UK è maggiore che se fossi stato in Sardegna.

 

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Un piacevole incontro

Mi fermo ad una stazione di servizio sulla M25 – quella che in UK chiamiamo scherzosamente il più grande parcheggio di Londra. Ordino dei noodles per me e mio figlio di 3 anni. Alla cassa un ragazzo capisce che sono italiano da come parlo a mio figlio. Mi parla in italiano ma si sente che non e’ la sua lingua madre. Gli chiedo da dove viene e mi dice che originariamente veniva dall’Albania ma ora e’ italiano a tutti gli effetti e considera Milano casa sua. Chiacchieriamo ancora un po’ e poi mi dice che il pranzo lo offre lui. Gli chiedo, molto impacciato e sorpreso, perché mai dovrebbe fare una cosa simile. Mi risponde indicando mio figlio: “E’ grazie a lui se ora sono qui e sono quello che sono.”. Intendeva che e’ grazie all’Italia se lui e’ riuscito ad avere un futuro, una casa che può chiamare “casa” e se ora può lavorare in UK come cittadino europeo. Non ho parole, perché mi sono commosso dopo quello che mi ha detto. Mi limito ad un grazie veloce ma lui capisce e mi dice di non preoccuparmi, ma vedo che gli scende una lacrima, che fa scomparire in fretta prima del prossimo cliente.

Lui non sapeva che pure io sono un immigrato e che come lui ringrazio il Regno Unito per avermi dato cosi tanto nella vita. Mai pero’ mi era capitato di sentire qualcuno ringraziare un cittadino di un paese per quello che quel paese aveva fatto per lui/lei. Specialmente ringraziare la nuova generazione – come mio figlio – che non aveva contribuito alcunché alle condizioni che hanno favorito il suo riscatto economico e di vita.

Sicuramente arrivato da ragazzino con quei barconi stracolmi di disperati dall’Albania, quell’esercito di centinaia di migliaia di albanesi che avrebbero – a sentire le cronache dell’epoca – distrutto l’Italia. Ve la ricordate l’emergenza albanesi? Dove sono ora nelle nostre cronache? Le prime pagine dove venivano dipinti come criminali, stupratori, assassini? Anche quella era una invasione che avrebbe cambiato il paese in peggio. Molti ci sono ancora, tantissimi integrati e italianissimi, altri tornati in Albania a rimettere il paese a posto dopo aver acquisito conoscenze, esperienza e ricchezza in Italia. Molti come questo ragazzo che chiama Milano casa sua e che ringrazia uno sconosciuto italiano per quello che l’Italia gli ha dato.

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