Archivi del mese: ottobre 2014

Sulla conquista jihadista di Roma

1413225435171_wps_12_dabiq_jpg(2)-1107252528Nell’ultimo periodo si è sentito spesso nei giornali che il Califfo Al Baghdadi e i suoi adepti jihadisti dell’ISIS abbiano indicato in Roma il loro obiettivo finale di conquista. In realtà pare che ci sia molta confusione, non tanto da parte dei media (per una volta hanno riportato senza errori!) quanto da parte dei jihadisti stessi. In questo post vi spiegherò perché e magari riuscirò a far cambiare idea anche a qualche jihadista di passaggio.
La conquista di Roma da parte dell’Islam può creare grande confusione per il seguente motivo: gli arabi e poi più avanti i turchi consideravano l’Impero Bizantino come Roma. Torniamo un po’ indietro nel tempo, esattamente prima del 1453, ovvero prima della conquista di Costantinopoli da parte di Mehmed II (della famiglia degli Osman, da cui la dinastia Ottomana). Il termine bizantino è un termine che nasce recentemente nella storiografia moderna occidentale. L’Impero Romano d’Oriente veniva chiamato dagli europei occidentali semplicemente come Impero Greco. Ma la storia, si sa, la scrivono i vincitori e il punto di vista dei poveri bizantini non viene mai fatto sentire. I bizantini non chiamavano se stessi bizantini (come abbiamo visto è un termine moderno), ma Ῥωμαῖοι (Romaioi) ovvero Romani. Potrà stupire molti studenti modello occidentali ma l’Impero Romano non svani nel nulla nel 476 d.C. ma continuò fino al 1453 a Costantinopoli appunto. La pura e semplice verità è che la storiografia moderna è occidentale e considerato che nel Medioevo gli occidentali pensassero di Bisanzio essenzialmente come di un impero di depravati non aiutò di certo alla causa di una rappresentazione obiettiva. Quindi i bizantini si consideravano romani, ovviamente, e gli unici eredi dell’Impero Romano, ovviamente visto che il resto dell’Impero era stato invaso dai barbari. Ora, quando le truppe arabe si trovarono di fronte ai confini dell’Impero Bizantino anche loro chiamavano i loro nemici romani e il territorio da occupare Rum. In uno degli hadith, la sura ar-Rum (Corano 30:2), la conquista di Rum viene predetta come imminente intorno al 620. Né Maometto né i suoi adepti avevano conosciuto l’Impero Romano nella sua interezza e probabilmente non avevano neppure alcuna conoscenza di una città chiamata Roma in una lontana penisola chiamata Italia. Tutto quello che sapevano era: c’è un impero vastissimo a Nord che controlla la Siria, Gerusalemme, Armenia e Egitto e si chiama Impero Romano.
Quando i turchi conquistarono Costantinopoli e la fecero la loro capitale si vantarono di aver conquistato ar-Rum, ovvero Roma. Il problema sorge però col fatto che i moderni jihadisti della Domenica non hanno fatto altro che seguire la moderna storiografia occidentale alla lettera e pensano che nel Corano sia esplicitamente predetta la caduta e la conquista di Roma come città. Ma in realtà si trattava di Costantinopoli e la profezia è già stata realizzata nel 1453.
E qui finisce la nostra lezione di storia per Mr Mujahedin.

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Astarte, Diana, Selene, Isis, Maria

images(3)-1815184364Vagavo rapito tra le sale dei Musei Vaticani e sono rimasto colpito da una scultura di Selene rappresentata da una mezza luna che adorna la sua testa. Le punte sono rivolte verso l’alto ché da lontano paiono due piccole corna. Vado avanti e trovo una rappresentazione di Diana sempre con lo stesso simbolo. Anni addietro avevo visto la dea fenicia Astarte rappresentata con lo stesso simbolo. A fine giro mi trovo un bellissimo quadro che raffigura la Madonna sopra una mezza luna nella stessa posizione. E allora mi ricordo dela statua della Madonna del Carmine che si trova a CagliariStatue_Ishtar-Astarte378491013 nell’omonima piazza (prima che il prefetto fascista eliminasse Piazza XX Settembre dalla memoria dopo i Patti Lateranensi). Fin da piccolo mi chiedevo cosa rappresentassero quelle “corna” sotto i immacolata1-1348241486suoi piedi. E la luna sotto i piedi della Madonna si trova rappresentata migliaia di volte nel cristianesimo cattolico (mai ortodosso o protestante).

In quel momento allora mi sono reso conto che un simbolo di purezza come la mezza luna era passato di statua in statua, da scalpellino a scalpellino senza soluzione di continuità fino ai giorni nostri. Astarte, Diana, Selene, Maria sono la stessa persona: fanciulle, vergini e pure, protettrici degli uomini rappresentate dalla luna crescente.

Non è straordinario che quest’iconografia sia passata di popolo in popolo, di religione in religione per migliaia di anni? images(5)1336789942L’Ishtar ass5092797071_7bc92336a5_z1307775938ira, dea della fertilità che poi nella Fenicia diventa Astarte. Astarte che porta le corna di un toro sulla testa e che poi si tramutano nelle punte di una luna crescente. I fenici esportano la sua iconografia in tutto il Mediterraneo: In Grecia diventa Artemide, a Roma Diana, in Egitto diventa Isis. E quella luna crescente incisa, scolpita, dipinta dappertutto. Pensate che gli scalpellini e gli artisti cristiani siano nati dal nulla? Pensate che imposta la nuova religione i laboratori artistici dell’Impero Romano abbiano buttato al vento centinaia di anni di simbologia religiosa? No, hanno riutilizzato gli stessi simboli che per generazioni avevano utilizzato per rappresentare le divinità che avevano caratteristiche simili. Ovviamente mettere un diadema a forma di mezza luna sulla testa di Maria sarebbe stato un simbolo di continuità col paganesimo troppo evidente. Forse all’inizio Maria veniva veramente01-selene-statue-roman-bath-1599895775 rappresentata così poi l’intervento di un’autorità religiosa ha spostato la luna dalla testa ai piedi in un forse non troppo velato tentativo di simboleggiare la vittoria del cristianesimo sul paganesimo. Maria infatti è sempre rappresentata con la mezza luna schiacciata sotto i suoi piedi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPossibile che nessuno se ne sia accorto? O forse sono l’ultimo ad averlo fatto?

Ma, tornando alla mia natia Cagliari, forse la cosa più meravigliosa è che Astarte, che per secoli aveva salvaguardato l’antica Kar dal tempio sopra il monte che ora è chiamato S. Elia, si sia spostata 3000 anni più tardi più a valle incarnata in un’altra figura di origine semitica passata attraverso Diana/Afrodite. Come ieri Kar, così l’odierna Caralis è protetta da una pura fanciulla e da una luna crescente. Chi sarà la prossima reincarnazione dell’eterna dea della luna crescente?

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