Archivi del mese: dicembre 2013

So’ tutti animalisti con le malattie degli altri

Sull’ennesima diatriba tra pro e contro sperimentazione animale di questi giorni ho solo da dire una cosa (ne ho già parlato a bizzeffe in passato in maniera chiara): io non sono per niente contrario alla selezione sanitaria per ogni convinzione ideologica o religiosa (vale anche per i testimoni di Geova per dire). Chi è contrario alla sperimentazione animale non può avere accesso alle cure mediche in ospedale o in farmacia. La cosa è più facile di quanto si creda, basterebbe far iscrivere queste persone ad una apposita anagrafe e quando la loro tessera sanitaria viene scannerizzata gli si rifiutano le cure mediche. Punto. La cosa si risolve nel giro di qualche mese tramite selezione naturale. Grasse risate al pronto soccorso, anzi chiamatemi se questa cosa la fanno perché mi porto pure i popcorn all’uscita del pronto soccorso. Perché so’ tutti animalisti con le malattie degli altri.

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Il libero mercato degli dèi

index-121140548Se un alieno dovesse passare in UK durante il periodo natalizio del 2013 penserebbe che gli umani adorano un dio barbuto e bonario vestito di rosso che magicamente appare su una slitta trainata da renne. Tornerebbe sul suo pianeta e racconterebbe di questa strana usanza dell’albero, delle calze e del camino. Eppure qui in UK fino a qualche anno fa c’era un altro dio che veniva festeggiato. Le sue immagini erano dappertutto ma ora sono scomparse. Anche gli dèi muoiono. Quello che è successo a Cristo accadde già a decine di divinità prima di lui, tutte in gara per accapparrarsi quella famosa data, intorno al solstizio d’inverno, così magica e simbolica. Il sole che sta fermo per giorni, il giorno più corto e poi la rinascita.

La cosa però interessante è che mentre il Natale di Cristo fu imposto con la forza dall’alleanza Impero-Chiesa intorno al 350 cercando di sostituire il Natale del Sol Invictus, questa volta il cambio è stato volontario. Significa che in raeltà in passato non c’è mai stata vera competizione perché Cristo barò, (oggi si direbbe aiutato dai poteri forti dell’epoca) e in un mondo in cui le religioni si trovano in un mercato libero, senza protezionismo statale (e perfino senza Antitrust), le persone scelgono quella che più gli aggrada. In questo caso un uomo barbuto vestito di rosso (thanks Coca Cola!) che regala felicità e doni, più confortante di uno che dice di averci mondato dai peccati che i primi uomini hanno commesso ma poi pretende di sacrificare la nostra felicità per ripulirci dagli quegli stessi peccati (che morte inutile la sua se poi dobbiamo pagare per quegli stessi peccati). Insomma troppo complicato, troppo esoterico, senza logica, un po’ necrofilo.

Nel libero mercato degli dèi quindi vince chi offre un miglior servizio, anche se non è detto che duri tanto: infatti come accadde con il Sol Invictus sono sicuro che accadrà con Babbo Natale. Ovvero lo Stato prima o poi lo imporrà come tradizione ufficiale del Natale contro magari “l’invasione di divinità esotiche” e ci ritroveremo punto e a capo. Non è una ipotesi tanto peregrina visto che qualche anno fa un vescovo italiano si lamentò della mancanza dell’albero di Natale in qualche piazza italiana adducendo che si trattava “di una rinuncia di una tradizione natalizia nostrana”. Poverino doveva essere nato dopo gli anni 40. Bastano un paio di generazioni e “il gesù bambino che porta i doni” diventa “Babbo Natale che porta i doni”. Feste, divinità, simboli cambiano in continuazione nonostante le persone giurino che il loro culto esista da sempre. Chissà cosa ci aspetta in futuro: i sindaci che benedicono la folla con affianco una rappresentazione di Babbo Natale? I preti che inglobano, pur di sopravvivere, il culto di Babbo Natale (so già cosa si inventerebbero come scusa: Babbo Natale deriva da San Nicola nella traduzione nordica quindi è cristianissimo)? In quest’ultimo caso sarebbe interessante perché il Natale sarebbe veramente una festività universale perché ingloberebbe il culto pagano del Sole, dell’albero, quello commerciale di Babbo Natale e quello di Cristo. L’eterna voglia di sincretismo della Chiesa pur di sopravvivere.

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Il sale marino biologico

IMAG0540Il sale grosso marino qui in UK costa abbastanza e in genere te lo vendono in pacchettini da 200 grammi o meno come fosse oro. L’altro giorno sono tornato a casa con uno di questi pacchettini e solo mentre lo aprivo mi sono reso conto – orrore! – che il mio sale era stato “organically approved”. La compagnia, la Geo organics, ha tutta una serie di prodotti salini biologici certificati perfino dalle associazioni vegane.

Ora, qui come al solito è come parlare con una molecola di NaCl quindi non mi aspetto alcuna risposta logica né dai produttori di tale castroneria – scientifica, chimica e perfino linguistica – né dai consumatori rincoglioniti che si vantano di comprare tali prodotti. Ma il sale marino, la quintessenza dell’inorganicità, la base dell’esame di chimica delle superiori, l’onnipresente sale da cucina, ma proprio fino a questo punto si può arrivare con la stupidità umana?

Come si può commercializzare il cloruro di sodio come biologico? O nel caso del termine in inglese “organic” se parliamo di una molecola composta da Na e Cl? Come si può vendere una molecola come “più salutare” di altre se la composizione chimica è la stessa? Ma soprattutto come cazzo si fa ad avere un timbro di approvazione dalle associazioni vegane su una molecola inorganica la cui produzione si limita alla sola evaporazione dell’acqua marina?

Chiediamolo a Giacobbo.

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The Geneva butterfly effect

butterfly-effect-magicalPare incredibile ma quasi nessuno si è reso conto di quello che sta succedendo a livello geopolitico (a parte i protagonisti ai piani alti ovviamente) dopo l’accordo di Ginevra. A pochi giorni dall’accordo dei 5+1 di Ginevra, la Cina ha mandato un chiaro messaggio agli USA: ti abbiamo lasciato firmare l’accordo con l’Iran ma ciò non significa che ti faremo rovinare i nostri piani per l’oleodotto che passerà per il Pakistan e il Tibet.

E lo ha fatto in maniera plateale affermando che d’ora in poi lo spazio aereo cinese sarà spostato verso sud-est sulle Senkaku, sovrapposto a quello giapponese sul Mar di Cina. Gli USA hanno risposto facendo sorvolare i bombardieri proprio su quello spazio aereo e forzando il parlamento giapponese a far votare una legge bavaglio “anti-Snowden” (segnale che ci sono dei cabli che riguardano il paese del Sol Levante e gli USA non vogliono far trapelare niente in un momento così delicato).

La Cina ne esce in parte avvantaggiata da Ginevra perché l’Iran costituisce un potenziale mercato per materie prime, gas e petrolio e per i propri prodotti. Ma allo stesso tempo apre la strada anche agli USA che non vedono di buon occhio la sua alleanza con il Pakistan.

Allo stesso tempo la Russia sta combattendo una guerra fredda con gli USA sul confine degli Urali con l’Ucraina. Non esistono pro-europeisti e pro-russi in Ucraina: esistono fantocci comandati dagli USA e dalla Russia in territori di confine. Ucraina, Siria, Georgia, Pakistan ecc. La linea Kiev-Hormuz tracciata da Putin.

Intanto i francesi approffittano del buco americano in Africa centrale e occidentale per il controllo degli elementi rari in chiave anticinese con la scusa di guerre umanitarie. Cina che ormai ha il controllo del Corno d’Africa ad Est (Mogadiscio-Beijing passando per Gwadar). Gli USA stanno perdendo su tutti i fronti e su tutti i continenti inebriati da sogni di autarchia energetica grazie allo shale gas.

L’apertura con l’Iran è stato come aprire il tappo del vaso di Pandora. Tutti adesso hanno le mani libere per muoversi nello scacchiere. E’ come se invece di firmare sul nucleare iraniano (una cazzata per distrarre l’opinione pubblica) avessero firmato per riscrivere la geopolitica mondiale dalla caduta del muro di Berlino.

Sembra incredibile che i sauditi abbiano tenuto in scacco l’intero pianeta per 50 anni semplicemente grazie al ricatto dei petrodollari. E sembra incredibile come gli USA abbiano cambiato strategia in così poco tempo. Si devono essere resi conto che Russia e Cina stavano premendo troppo in Medio Oriente e hanno cercato di spostare l’attenzione sul Pacifico, là dove la vera guerra fredda si combatterà in futuro tra lo Stretto di Malacca, la Corea e il Mar di Cina.

Ma la cosa più incredibile è che i media e l’opinione pubblica continuino a vedere gli avvenimenti in maniera scollegata: chi parla di imperialismo cinese, chi di voglia del popolo ucraino di Europa, di dittatori e popoli che si ribellano romanticamente in piazza e cazzate del genere. Possibile che nessuno riesca a vedere i fili che legano tutti questi avvenimenti? Che esistono delle mosse e delle contromosse come con gli scacchi e che è tutto collegato? Che ribelli, dittatori, terrorismo, guerre umanitarie, nucleare, antisionismo, imperialismo cinese sono tutte parole vuote? Che tutto si gioca sull’approvvigionamento di gas, petrolio e controllo di stretti e corridoi geografici?

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