Come volevasi dimostrare

In un post precedente avevo predetto 3 possibili scenari pro-ISIS della coalizione occidentale in risposta alle vittorie dell’esercito siriano sull’ISIS. Felicissimo di averne azzeccato 1 e 1/2. (E se non abbiamo avuto il terzo dobbiamo ringraziare la crisi in Nord Corea.)

Primo scenario: bombardamento da parte di Israele o US della Siria. Infatti esattamente il giorno dopo la rottura dell’assedio a Deir Ezzor Israele bombarda una base siriana adducendo che era un sito dove si producevano armi chimiche. Israele, ovvero l’aviazione di Al Qaeda e ISIS in Siria, come ormai molti dicono ironicamente in Siria. Ovviamente quei pochi fini commentatori occidentali che hanno riportato la notizia non hanno legato le due cose. Come ormai è pratica dei mass-media occidentali: riportare reazioni politiche e militari selettive senza collegarle a ciò che le ha iniziate.

E veniamo agli USA. Un anno fa più di 60 soldati siriani furono assassinati in un vigliacco attacco aereo mentre difendevano una collina su Deir Ezzor. Questo permise a ISIS di conquistare quella collina e di separare l’aeroporto militare dalla città assediata di fatto creando due sacche di assedio. Se non fosse stato per l’aiuto dell’aviazione russa nei giorni seguenti ISIS avrebbe conquistato la città e ridotto in schiavitù 90000 persone. Si stima che più di 1000 jihadisti morirono nell’assalto finale alla città. Il messaggio era chiaro: gli USA volevano che ISIS conquistasse Deir Ezzor massacrando i suoi civili di modo che poi l’intera provincia di Deir Ezzor potesse essere distaccata dal resto della Siria. Ma perché questa volta gli USA non hanno bombardato le truppe siriane? Il motivo è semplice: il progetto di balcanizzazione siriana è fallito e Trump ha capito di aver perso la guerra a ovest dell’Eufrate. Infatti il giorno dopo la vittoria di Deir Ezzor ha ordinato ai gruppi jihadisti pagati e addestrati dalla CIA di ripiegare nel deserto giordano. Stessa cosa per UK che alla chetichella sta abbandonando tutte le forze siriane jihadiste che ha finanziato per anni.

Secondo scenario: alcuni di voi avranno visto un breve lancio di agenzia il giorno dopo la vittoria di Deir Ezzor che diceva che secondo gli esperti dell’ONU dietro al recente attacco di gas sui civili ci fosse dietro la Siria. Le prove, dicono, sono le testimonianze e le foto che abbiamo visto essere molto flebili. Nessun esperto è andato di persona a constatare. Il risultato del lancio di agenzia è stato veramente miserrimo. E il motivo per cui non è stato amplificato dai social media è che gli USA hanno abbandonato tutti i ribelli in Siria e cambiato strategia. Come al solito è la politica a guidare la diffusione delle notizie e non il contrario.

 

Ma torniamo alla notizia geopolitica più importante del 2017 insieme alla liberazione di Mosul, che nessun giornale ha riportato: la rottura dell’assedio di Deir Ezzor da parte dell’esercito siriano di questa settimana. Dopo tre anni finalmente 90mila civili sono stati liberati dal brutale assedio da parte dell’ISIS. La parte a ovest dell’Eufrate della strategica città di Deir Ezzor è ora connessa ad un cordone umanitario e militare che da Damasco passa da Palmira. Questi civili sono doppiamente sfortunati: primo perché sono stati assediati da ISIS per 3 anni e secondo perché hanno la colpa di appoggiare il governo siriano. L’ONU non li nomina, per i media non esistono, sono fake news.

Ma non sono fake news per le migliaia di militari e volontari che sono morti per aiutarli in questi anni. Massacrati da decine di attacchi suicidi degli inghimasi sulle loro file o letteralmente bruciati vivi dentro i carri armati colpiti dai MANPAD ricevuti dagli americani o per i milioni di siriani che questa settimana sono scesi per le strade per festeggiare. E sono umani perfino per Iran e Hezbollah nonostante il 99% di questi civili siano sunniti. Esatto migliaia di sciiti iraniani e libanesi hanno dato la loro vita volontariamente per salvare 90mila sunniti. Con buona pace di chi, mentendo spudoratamente, promuove una visione della guerra in Siria come una guerra settaria.

p.s.

nella foto il generale druso Issam Zahreddine che ha resistito con la Brigata 137 per tre lunghi anni l’assedio dei barbari. Se fosse stato americano ci sarebbero bestsellers e film di Hollywood a celebrarlo. Invece il suo nome compare in una lista di sanzioni contro alti comandi militari dell’UE per il presunto attacco al sarin di un anno fa. Peccato che Zahreddine era assediato in Deir Ezzor da tre anni 1000 Km piu’ a Est. Questo vi da’ l’idea della totale partigianeria/malvagita’ dei governi occidentali contro la Siria.

Annunci

4 commenti

Archiviato in Uncategorized

Quel pazzo di Kim, o forse no?

In Occidente facciamo finta che la Guerra di Corea non sia mai accaduta, che gli americani non abbiano ucciso più di 1.5 milioni di nordcoreani, il 20% della popolazione, che non abbiano sganciato più di 650mila tonnellate di bombe (record nella storia umana per una singola guerra), che abbiano distrutto e messo in ginocchio un paese per più di 50 anni. Nei libri di Storia a scuola la guerra di Corea non esiste. Eppure fu una delle più violente e dove l’America compi’ i più efferati crimini di guerra senza conseguenza alcuna. Sorvoliamo sul napalm sui civili, sorvoliamo sull’embargo infinito che uccide i civili e aiuta Kim Jong-Un e prima di lui suo padre a rimanere al potere. Sui giornali ci vanno vedere reazioni violente della Corea del Nord e ci dicono che questi comportamenti sono frutto della pazzia o della malvagità del regime. Mai nessuno che ci dica che ogni singola volta che Kim fa un test missilistico lo fa SEMPRE in risposta alle annuali esercitazioni militari US-Corea del Sud al confine. Esercitazioni a pochi metri dal confine con decine di migliaia di militari che simulano non una difesa ma un attacco preventivo alla Corea del Nord.

Quindi dicevamo Kim Jong Un viene dipinto come un pazzo suicida guidato dall’odio e dalla malvagità. Ma in realtà non ci fermiamo mai a pensare che Kim Jong Un e’ figlio di 60 anni di Guerra Fredda, di una guerra in Corea per cui non si e’ mai segnata la pace, di una strategia del contenimento che ha rafforzato, non indebolito il regime e impoverito la popolazione civile. Ogni volta che si rinforza l’embargo sono i civili a rimetterci, non il regime. E alimenta la propaganda anti-americana. Non che ci voglia molto ad odiarli gli americani dal punto di vista coreano: tutti hanno nei propri ricordi le immagini dei soldati americani che bombardano indiscriminatamente i civili come fossero…ops… uno stato canaglia. L’Asse del male ve lo ricordate? A parte Assad, salvato in extremis dalla Russia, tutti gli altri sono stati eliminati: Saddam, Gheddafi, fra un po’ Maduro. Chissà perché Kim Jong Un e’ ancora al potere. Sara’ mai che la minaccia delle armi nucleari funzioni? Sara’ mai che tra Corea del Nord e USA il contendente più razionale sia la prima?

Kim ha fatto sua la dottrina della Guerra Fredda del deterrente nucleare: le armi nucleari servono a non essere attaccati. Chi non ce le ha viene decapitato. Punto. Saddam e Gheddafi hanno rinunciato ai loro programmi nucleari e guarda che fine hanno fatto. Kim deve essere proprio un pazzo ad usare tutte le risorse e il denaro in un programma nucleare invece che nutrire il suo popolo affamato, vero? La verità e’ che Kim sta giocando la partita in modo molto razionale e Trump non può far altro che guardare e infliggere danni collaterali, come embargo e sanzioni. Se invece avesse seguito le raccomandazioni di Cina e Russia di dialogo a quest’ora non saremmo arrivati a questo punto. Ma per gli USA non e’ di certo una sconfitta: l’obiettivo e’ aumentare la tensione nel Pacifico, tagliare ponti tra Corea del Nord e Cina e Russia, unici suoi partner commerciali, e vendere armamenti a Corea del Sud e Giappone. D’altro canto l’industria bellica americana dovrà pur sopravvivere. La fame di un’altra guerra e’ tanta e si vive anche di questi bocconcini piccoli.

6 commenti

Archiviato in Uncategorized

Un altro weekend di paura?

Tal Afar quasi conquistata del tutto da esercito irakeno e PMU sciite. Uqayribat presa nella provincia di Hama da esercito siriano e ISIS hunters. Qalamoun conquistato da Esercito libanese e Hezbollah. Le Tiger Forces a 40 km da Deir Ezzor. Forze siriane e alleate trasferiscono cannoni e mezzi pesanti per assedio finale alla città circondata dai barbari da 3 anni. Ma quando qualche cellula dell’ ISIS farà una strage in Europa prossime settimane i giornali continueranno a dire che lo fanno perché odiano il nostro stile di vita.

La Siria è l’Iraq non esistono e quello che succede lì in questi giorni fa parte di un universo parallelo.

4 commenti

Archiviato in Uncategorized

Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: le parole inglesi in italiano che non esistono in inglese

Ed eccoci di nuovo ad una nuova puntata della rubrica Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese. Per le altre puntate vedere qui lista completa. Ogni lingua incorpora parole straniere nel proprio vocabolario ed è naturale che sia cosi’. Di forestierismi anglofoni la lingua italiana abbonda ma non tutti esistono nella lingua inglese oppure per altri il significato è cambiato talmente tanto da non essere più comprensibile ad un madre lingua inglese. Badate bene che questo non è un fenomeno solo della lingua italiana ma è universale. Basti pensare a quante parole italiane sono state inventate/distorte nei paesi anglosassoni. Detto questo delle 6 professoresse d’inglese che ho avuto nei vari cicli scolastici non me ne ricordo neanche una che mi abbia fatto notare queste parole. E non credo di essere l’unico perché quasi tutti gli italiani che ho conosciuto all’estero pensano che le seguenti parole siano inglesi e/o dal significato corretto. Ma vediamo quali sono:

footing: gli italiani quando corrono per il parco pensano di fare footing. Ditelo ad un madre lingua inglese e vi guarderà un po’ sconcertato. Sarà che footing può essere usato per indicare il feticismo dei piedi e quindi associato a qualche perversione sessuale. Sta di fatto che quando uno corre fa jogging non footing. Errore che pure i cugini d’oltralpe e iberici fanno comunemente.

box macchina: a meno che non abbiate una macchinina giocattolo non vi consiglierei di mettere la vostra auto in un box. Box auto/macchina è una parola usata solo in italiano per indicare un garage spesso prefabbricato. In inglese non esiste, o meglio esiste e vuol dire scatola. Meglio garage.

flipper: se cercate flipper su Google trovate solo immagini di delfini. Del resto flipper non esiste in inglese, ma il gioco classico da bar si dice pinball. Le asticelle di metallo che si muovono si chiamano flipper.

playback: quante volte lo sentiamo playback in TV o alla radio. In italiano significa quando un cantante fa finta di cantare dal vivo quando invece la voce è già preregistrata. Questa pratica è in realtà definita lip-sync, letteralmente sincronizzazione delle labbra. Su wikipedia esiste una voce per Playback singer specificatamente usata per indicare gli attori indiani di Bollywood che fanno lip-sync nei musical. Abbiamo qualcosa in comune con gli indiani.

slip: non parlate di slip nei paesi anglosassoni, qualcuno potrebbe pensare che utilizziate le sottovesti femminili (a meno che non intendiate proprio quelle). Infatti per slip non si intende le mutande ma proprio le sottovesti che si usano per dormire. Come questo termine sia stato applicato alle mutande per me è un mistero. Generazioni e generazioni di utilizzatrici di “salvaslip” e la parola neanche esiste. Le mutande si dicono underwear or pants a seconda che siate americani o britannici. Spesso certi “slip” femminili vengono chiamati knichers.

sexy shop: forse per un motto di puritanesimo passeggero per evitare di usare la parola sesso o per chissà quale altro motivo i negozi che vendono giochi erotici in Italia si chiamano sexy shop. Ditelo ad un madre lingua inglese e si metterà a ridere. Giustamente. Sexy significa sensuale infatti e mi pare che non ci sia niente di sensuale in un negozio! In realtà nel resto del mondo si chiamano sex shop, letteralmente negozio del sesso.

stage: questa parola spunta come un fungo ogni volta che si parla di corsi, di lavoro interinale, ragazzi ai primi passi nel mondo del lavoro ecc. Stage in italiano si dovrebbe pronunciare alla francese perché e da li’ che viene, estage. E comunque si potrebbe utilizzare l’equivalente italiano tirocinio per non sbagliare. Stage pronunciato all’inglese, steig, vuol dire palco, fase, tappa ecc.

beauty-case: nonostante beauty-case sia comune anche in altre lingue (anche se spesso col significato di borsa trucchi e cosmetici) in inglese si dice vanity case o toiletry bag.

autostop: stesso caso con autostop presente in molte lingue continentali europee ma che in inglese si dice hitchhiking. (grazie a zoppaz per il suggerimento nei commenti).

Lascio questo post aperto ai consigli. Se conoscete altre parole finte-inglesi come quelle sopra scrivetelo nei commenti e le aggiungerò alla lista.

 

2 commenti

Archiviato in affascinante guida alla lingua inglese, quello che non vi hanno mai insegnato al corso d'inglese

Siria, quel piccolo dettaglio omesso di proposito

Di tutti i giornali che leggo, nazionali e internazionali, sugli articoli sui fatti di Barcellona non c’è’ stato uno che abbia nominato quello che sta succedendo in Siria. Nel presente distopico orwelliano che viviamo le notizie vengono date in pacchetti a tenuta stagna. O forse c’è’ solo il fatto che il 99% dei giornalisti o dell’opinione pubblica non abbia alcuna idea di quello che sta succedendo in Siria. Come si possa commentare su un attentato ISIS  senza nominare la Siria mi pare assurdo. E infatti quello che e’ successo fa parte della fisiologia del terrorismo islamico odierno: usare gli attentati come messaggi ai governi e ai servizi segreti occidentali. Il messaggio qual era? Se non ci lasciate in pace in Siria continuiamo a fare attacchi. L’attentato e’ stato fatto esattamente nello stesso giorno in cui l’esercito siriano ha sconfitto l’ISIS nel mezzo del deserto siriano con una mossa a tenaglia che ha decretato la sconfitta dell’ISIS nella provincia di Hama. In particolare dopo aver conquistato Al Suknah vicino a Palmira l’esercito siriano insieme alle milizie iraniane ha chiuso la roccaforte dell’ISIS di Uqayrabat in una manovra a tenaglia mortale. Ora la strada per liberare Deir Ezzor (sotto assedio da pare dell’ISIS con 90mila civili da 3 anni) e’ spianata e, come promesso dai generali siriani, Deir Ezzor verrà liberata entro Agosto.

Non lo sapevate? Certo che no. I media non vi diranno mai che l’esercito siriano di Assad sta sconfiggendo l’ISIS. L’unico vero nemico dell’ISIS insieme all’Iran e a Hezbollah e alla Russia. Queste notizie si leggono solo tramite gli account Twitter/Facebook dei soldati siriani e dei russi (digitate #saa su Twitter). I media occidentali censurano a bella posta cosicché ci ritroviamo con analisi sugli attacchi terroristici ISIS che omettono ciò che succede nella terra da cui l’ordine di attaccare e’ arrivato, la Siria. Roba assurda. Cosi’ assurda che l’unica spiegazione e’ che sia una omissione voluta. Infatti farebbe di Assad un eroe contro il terrorismo e dell’Iran e di Hezbollah delle forze che proteggono le minoranze siriane e distruggono l’estremismo islamico. Quando mai! Gli americani ci hanno detto che Assad e Iran sono cattivi cattivi mentre i tagliateste che la CIA pagava con milioni di dollari erano eroi.

Assadisti e Hezbollah tra l’altro che in questi giorni sui loro account Twitter dedicano la loro vittoria non ad Allah o ad Assad ma a tutto il mondo libero, incluse le vittime di Barcellona. Non sia mai che il pensiero unico venga minacciato da queste verità.

Badate bene che l’ISIS non colpisce mai i centri di potere, ne’ uccide politici, militari, corpi di polizia occidentali. Il motivo e’ che con questi ci dialoga ogni giorno con informatori, talpe della CIA e quant’altro. Sarebbe facilissimo uccidere un primo ministro occidentale, o il capo di un servizio segreto. E invece gli attentatori scelgono solo i civili. Se attaccassero un politico o le forse di sicurezza il tenue filo di dialogo cesserebbe. E’ un tacito accordo tra i due. E questa cosa e’ cosi banale che non capisco come i fini analisti dei media la omettano. A meno che… beh non lo si faccia apposta.

Quindi ora i governi occidentali cosa faranno per evitare altri attentati? Semplice: colpiranno l’esercito siriano o l’Iran per rassicurare i loro partner criminali dell’ISIS. Non sia mai che Assad sconfigga l’ISIS in Siria. L’ISIS e’ una manna dal cielo per tutti: USA, Turchia, Arabia Saudita e Israele. Preparatevi per uno dei seguenti scenari: a) finto attacco chimico sui civili con risposta USA; b) aviazione israeliana e/o USA che colpiscono l’esercito siriano mentre combattono ISIS; c) pressione su Iran con minacce di guerra preventiva. In tutto questo ISIS ringrazia.

15 commenti

Archiviato in Uncategorized

Legioni di imbecilli

Quando Umberto Eco in una delle sue ultime interviste se ne uscì così “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”, molti si misero a ridere commiserandolo. Sembravano le classiche parole di un vecchio incapace di adattarsi alle nuove tecnologie, o peggio incapace di comprendere le nuove tecnologie. All’epoca non le commentai ma ogni giorno risuonano nella mia mente mentre apro il browser. Istintivamente pensiamo che gli stupidi si siano moltiplicati, che la madre dei cretini sia sempre incinta. In realtà le madri dei cretini sfornano sempre una quantità eguale di cretini fin dall’inizio dei tempi. Ma allora come è possibile che ci sia questa invasione di cretinismo? Le idee strampalate si diffondono a macchia d’olio – dai terrapiattisti ai novax, dai neonazi ai grillini – e i cretini si organizzano intorno ad associazioni, gruppi, scrivono perfino libri. Vedete, i cretini e gli ignoranti sotto sotto sanno di esserlo ed è anche per questo che vanno contro tutto quello che glielo possa far notare come la scienza, il buon senso, la statistica, l’informazione. Odiano, ovviamente, che gli altri glielo facciano notare. Si riempiono la bocca di ingiurie contro quelli che chiamano “gli acculturati”, i “professoroni”, a scuola li canzonavano chiamandoli “secchioni”. Appena sentono la parola – forse fin troppo abusata in Italia da molta sinistra radical chic – “cultura” hanno un riflesso pavloviano e invece di vergognarsi si inorgogliscono della propria ignoranza. La meschinità diventa motivo di pregio, si appuntano medaglie sul petto di ignoranza. Si compiacciono di non avere finito gli studi o di non aver mai letto, di non sapere un’altra lingua, di essere intolleranti e razzisti. Gli inglesi usano un termine, underachiever, intraducibile in italiano, che rende bene l’idea di chi non ce l’ha fatta a dimostrare le proprie capacita’ cognitive e ora grida vendetta.

E’ la rivincita dello sciocco, dell’ominicchio, dell’uomo mediocre e medio che nell’era in cui ha accesso a tutto lo scibile umano sa solo come mettere Mi piace sulle foto dei gattini su Facebook. Il mondo sta per diventare loro fino a quando non si renderanno conto che senza quelli che odiano il mondo non va avanti.

Ma non è sempre stato cosi’: un tempo i cretini erano sotto il radar di tutti, perfino al bar – è luogo comune che al bar si dica di tutto senza inibizioni – perché le loro cretinate se le tenevano per se, al massimo in famiglia o con qualche amico intimo. Avevano un complesso di inferiorità che teneva a bada tutti i loro istinti. Mi ricordo come fosse ieri quando le persone senza istruzione dicevano chinando il capo e con senso di colpa “ma io queste cose non le so”. Mi ricordo quando le persone chiedevano agli esperti (medici, scienziati o chiunque avesse un’esperienza professionale sul campo) suggerimenti e ammettevano senza problema che di certe cose loro non ne potevano capire. Dicevamo l’uomo mediocre è uscito da questo stato perché ha capito che non ci sono conseguenze delle sue azioni, delle sue parole su internet e sui social. Mentre prima si vergognava e giustamente dei suoi pensieri più trogloditi perché la società lo giudicava ora su internet può dire quello che vuole. E lo può fare perché internet promuove il tribalismo, la dicotomia, il bianco e il nero. I social per loro stessa natura non aprono a idee o persone nuove ma ti rinchiudono in una echo chamber, ovvero una stanza dove quello che senti sono solo conferme delle tue idee, giuste o sbagliate che siano. Gli algoritmi, di Google, Facebook, Twitter sono costruiti in maniera tale che ti vengono suggeriti solo ed esclusivamente temi e persone della tua tribù. E così lo sciocco pensa di avere conferma delle proprie idee malsane e di far parte di una maggioranza che viene oppressa dai poteri forti. Ma in un’epoca in cui la parola democrazia ha assunto accezioni perverse tipo “che tutti hanno diritto ad una opinione” o che “le opinioni stanno sullo stesso livello” la scomoda verità è che le scienze, la statistica e perfino il buon senso non sono democratici. Ci sono opinioni che non hanno dignità di esistere, esistono idee superiori ad altre perché hanno evidenza sperimentale e numeri che le supportano. Il resto sono solo opinioni disinformate che appunto rimangono confinate al bar. Ma esiste un modo per fermare queste legioni di imbecilli? Per nostra sfortuna no. Sono in mezzo a noi, tra i nostri colleghi, i nostri vicini, perfino tra i familiari. La resistenza è inutile, il virus della mediocrità li acceca perché è diventato un marchio di orgoglio. Hanno diritto di voto esattamente come tutti gli altri e si riproducono moltiplicandosi in una perversa riproposizione moderna della Notte dei morti viventi di romeriana memoria.

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Sieste

C’è un motivo per il quale nel sud Europa si cena tardi e i negozi chiud(eva)ono per la pausa pranzo e riapr(iva)no alle 4 del pomeriggio. Ed è lo stesso motivo per il quale i negozi nel nord Europa chiudono alle 5 dopo aver fatto orario continuato e la gente cena alle 6. Il motivo è il ciclo del sole ovviamente. Per migliaia di anni le popolazioni alle latitudini piu’ alte hanno dovuto concentrare la maggior parte della propria forza lavoro quando il (poco di) sole era presente, mentre quelle del sud hanno dovuto concentrare le attivita’ mattina presto e tardo pomeriggio. Queste abitudini fisiologiche delle popolazioni sono spesso, ahimè, interpretate dalle popolazioni del nord come un sintomo della pigrizia meridionale e non come il naturale adattamento all’ambiente. Il numero di ore di lavoro è simile, anzi nei paesi meridionali è addirittura piu’ alto ma la battuta sulla siesta pomeridiana è sempre sulla bocca di tutti. Ed è forse anche per questo che nei paesi meridionali si è incominciato ad adottare l’orario continuato per i grandi negozi e centri commerciali. E questo è stato solo possibile dopo la popolarizzazione dei condizionatori negli anni 90. Senza condizionatori sarebbe impossibile nel sud Europa lavorare dalle 12 alle 5. Quindi i paesi meridionali si sono dovuti adattare all’orario continuato grazie alla tecnologia e allo stesso tempo hanno prolungato in certi casi fino alle 9 l’orario di chiusura (alla faccia della pigrizia). Ma quelli del nord? Quelli del nord invece sono rimasti con le stesse abitudini di 3000 anni fa nonostante nel frattempo la corrente elettrica sia state inventata e quindi non ci sia piu’ bisogno di chiudere le serrande alle 5 e mangiare alle 6. Ricordatevi questo la prossima volta che un crucco o un figlio di Albione vi fanno la solita battuta sulla siesta.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized