Quante stupidaggini sullo ius soli

Ad infuocare il dibattito politico di questi giorni su un argomento importante come lo ius soli e’ bastata la proliferazione di milioni di post, facebook like e vere e proprie fake news. E’ veramente deprimente assistere all’esibizione del carattere piu’ becero dell’italiano medio su questi temi. Italiano medio che non ha alcuna cognizione di quello che sta criticando o condividendo su Facebook.

Spero che con questo post possa fare nel mio piccolo un po’ di chiarezza nel mare di idiozie che si sono sentite su internet. Esistono due tipi di diritto alla naturalizzazione/cittadinanza: ius soli e ius sanguinis. Sono rari gli stati che usano solo o l’uno o l’altro. In realta’ la maggior parte degli stati ha una combinazione dell’uno e l’altro. Per esempio la Francia ha un sistema misto complicato sia ius sanguinis che ius soli. Agli estremi abbiamo USA (ius soli preponderante) e Giappone (ius sanguinis quasi puro). L’Italia ha un sistema tra i piu’ restrittivi al mondo dove prevale lo ius sanguinis su quello soli, ma prevede gia’ alcune clausole per lo ius soli. Quindi inserire clausole piu’ aperte per lo ius soli non significa eliminare lo ius sanguinis ma semplicemente spostare il bilanciamento verso una posizione piu’ centrale.

L’Italia fa parte di una ristretta categoria di stati che utilizza principalmente ancora lo ius sanguinis, per cui la nazionalita’ viene acquisita tramite la prova di discendenza italiana da almeno uno dei genitori. Questo porta a situazioni assurde per cui discendenti di emigrati italiani (non importa di quante generazioni) nelle Americhe anche se non hanno mai messo piede in Italia o conoscono la lingua possono avere cittadinanza italiana. Oppure figli di coppie straniere nati in Italia per anni (italiani a tutti gli effetti per lingua, educazione, cultura ecc.) che non possono accedere alla cittadinanza.

Quelli che in questi giorni stanno sbraitando contro la proposta di legge dello ius soli come ad un cavallo di Troia ideato per una invasione di massa della penisola o che fanno esempi come gli USA o altri stati americani hanno molto da imparare: per prima cosa devono imparare a leggere le proposte di legge prima di parlare e secondo devono imparare a controllare il piccolo omino tribale – libro e moschetto- che e’ in loro. Quel piccolo omino che sussurra nelle loro orecchie continuamente e gli ordina di sbraitare cose irrazionali dalla mattina alla sera. Lo abbiamo capito che UGA-CHUGA-UGA-UGA la vostra tribu’ e’ importante e che volete difendere il vostro territorio UGA-CHUGA dalla contaminazione di altri geni. E che il villaggio con le capanne vi sta a cuore ma vi devo dare una brutta notizia: mentre eravate nella vostra capanna di paglia siamo arrivati nel 2017, un anno in cui la globalizzazione e’ arrivata in tutto il mondo, perfino in Italia, uno dei paesi con la piu’ bassa percentuale di stranieri in Europa.

Torniamo alla proposta di legge: la proposta di legge attualmente in discussione non e’ per un ius soli all’americana per intenderci. Se vi siete immaginati migliaia di donne nigeriane che partoriscono nelle spiagge italiane dopo dieci ore di traversata nei barconi come a vincitrici dell’Enalotto, vi sbagliate di grosso. Lo ius soli in discussione e’ “temperato” o “ristretto”. Che significa? Significa che la nazionalita’ puo’ essere richiesta (non e’ automatica badate bene) entro i 18 anni di eta’ del figlio dai genitori stranieri che hanno vissuto in Unione Europea per almeno 5 anni. Per metterlo in prospettiva visto che vi piace fare paragoni con altri stati e’ simile a quello che esiste gia’ in: Irlanda (3), UK (5), Grecia (5), Francia (5 ma con eccezioni), Portogallo (5), Germania (8) e cosi’ via. Quasi tutti i paesi europei hanno un grado particolare di ius soli e in molti questo prevale sullo ius sanguinis.

Il lasso di tempo dei 5 anni non basta perche’ esistono altre restrizioni per i genitori che non hanno risieduto all’interno di un paese dell’Unione Europea. Per chi ha vissuto per almeno 5 anni ma non proviene da un paese UE ci sono ulteriori barriere: deve avere un reddito, deve disporre di alloggio con criteri di idoneita’ previsti dalla legge, deve superare test di conoscenza lingua italiana.

Inoltre si puo’ ottenere cittadinanza anche attraverso il cosiddetto ius culturae, ovvero beneficiario e’ “il minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Egli acquista di diritto la cittadinanza, qualora abbia frequentato regolarmente (ai sensi della normativa vigente) un percorso formativo per almeno cinque anni nel territorio nazionale”.

Quindi i casi paventati di parti su spiagge, stranieri extracomunitari che non sanno parlare italiano, che non hanno reddito o alloggio sono fuori. Sono pure esclusi gli emigrati che:

a) soggiornino per motivi di studio o formazione professionale;
b) soggiornino a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari;
c) abbiano chiesto la protezione internazionale e siano in attesa di una decisione definitiva circa tale richiesta;
d) siano titolari di un permesso di soggiorno di breve durata;
e) godano di uno status giuridico particolare previsto dalle convenzioni internazionali sulle relazioni diplomatiche.

repubblica.it

Chiaro?

Quindi chi e quanti bambini possono essere naturalizzati con la nuova legge oggi? In genere figli di famiglie ben integrate e pochi o quasi nessuno dei rifugiati degli ultimi anni. Parliamo di potenziali 634 mila bambini. Bambini che sono a tutti gli effetti gia’ italiani ma non nei diritti e doveri. Diritti e doveri che in un paese moderno dovrebbero essere acquisiti non per eredita’ etnica/razziale ma per acquisizione linguistica, culturale e per il pagamento delle imposte in un dato periodo. Cose che molti italiani, di passaporto ma non di fatto, se messi a fare un test non sarebbero in grado di superare.

Questi bambini vivono gia’ in Italia, sono residenti permanenti, quindi non e’ che passata la legge arrivano frotte di bambini in piu’. Ci sono gia’, usano gia’ i servizi pubblici, pagano le tasse e tutto il resto. E potrebbero acquisire la cittadinanza italiana a 18 anni comunque (vedete che esiste lo ius soli anche in Italia?). Quello che gli si da’ e’ un diritto, non un permesso di soggiorno. Sembra una cosa banale ma in questi giorni la gente comune sta facendo un pastrocchio, una confusione incredibile tra cittadinanza e permesso di soggiorno, tra diritto di cittadinanza e migrazione. La cittadinanza e’ un club, non e’ un permesso di soggiorno o la residenza. Infatti diamo accesso a questo club a milioni di sudamericani figli di terza o quarta generazione di italiani emigrati. Ma questi non risiedono in Italia. O come il sottoscritto, cittadino italiano residente all’estero i cui figli hanno sia cittadinanza italiana che inglese, grazie allo ius soli temperato in vigore da decenni in UK. D’altronde ho pagato le tasse per 11 anni e i miei figli impareranno l’inglese come prima lingua. Sarebbe veramente un atto d’incivilta’ non dargli la cittadinanza, vero? O lo ius soli va bene solo quando sono i figli degli emigrati italiani all’estero?

 

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Ierogamia

Dopo anni sono finalmente riuscito ad incominciare Le nozze di Cadmo e Armonia di Calasso. Era lì che aspettava nello scaffale di essere letto ma ogni libro ha i suoi tempi e ha bisogno del giusto umore del lettore per essere intrapreso. Bene, sono sicuramente l’ultimo arrivato a dire questo ma posso dire che si tratta di un piccolo capolavoro del nostro secolo (pardon del secolo scorso). Uno dei pochi che si avvicina così tanto a quello che significa essere greco. Cosa è il classico greco, cosa pensa il greco, cosa è il mito greco, le domande che si pone. Calasso ci dà spunti, non risposte, ci avvicina ad un mondo morto 2000 anni fa che pensiamo di capire oggi nel 2017 ma che mai capiremo nella sua interezza. Il Rinascimento ci ha dato l’illusione che la Grecia fosse vicina e comprensibile, ma in realtà ci ha semplicemente creato un’ulteriore distanza tra noi e i greci. Oggi nel 2017 dobbiamo fare tabula rasa di quello che ci è stato raccontato della Grecia e dei suoi miti negli ultimi secoli e non è facile. Qual è la vera Grecia? Cosa pensavano i greci? Se dovessimo giudicare dai miti la Grecia era un crogiuolo di stupri, sodomie forzate, smembramenti, vendette, ossessione verso la verginità, misoginia. Un incubo insomma. Gli dei, ci dice Calasso, comunicavano con gli umani con la ierogamia, ovvero con la copula coi mortali. Non solo Zeus ma anche Apollo, Dioniso e perfino le dee non potevano fare a meno di invaghirsi dei mortali, uomini o donne non faceva differenza. Si andava dallo stupro vero e proprio alla seduzione con inganno incarnati in animali come tori, cigni, serpenti. E dalla ierogamia che nascono gli eroi greci. E sono gli eroi greci che sono lo strumento finale della comunicazione olimpica con i mortali. Non solo ma si sacrificano figli, si mangiano figli, si smembrano figli, tutto questo alla base dei miti fondatori di stirpi, città e nazioni.

Certo, non si può giudicare un mondo dai suoi miti ma qualche spunto ce lo danno. Sappiamo che le donne erano relegate ai margini della società, erano vestite con veli che non dovevano mostrare alcune parti del corpo – ecco perché dobbiamo stare attenti alle rappresentazioni falsate del rinascimento e del neoclassicismo – la cui unica proprietà, preziosa, era la verginità. Sappiamo che era normale per i fanciulli prepuberi passare il rituale d’iniziazione sessuale con altri uomini adulti. Anche controvoglia. E una volta passata la pubertà infliggere la stessa pena agli ultimi arrivati. D’altronde se la cultura è così ossessionata con la verginità femminile perché non rivolgersi all’altro sesso, meglio se impubere? In questa ossessione verso la verginità femminile il cristianesimo ha trovato terreno fertile nell’Impero Romano d’Oriente. È falsa la dicotomia tra paganesimo libertino e cristianesimo puritano. I greci e poi di più i romani erano già terreno pronto da arare per le religioni abramitiche da venire. Il fatto che ci fossero statue nude nell’antichità non vuole dire nulla: rappresentavano ideali di bellezza divina, non ideali di bellezza o di costumi da copiare come nel nostro mondo. Oggi, le dee di Hollywood sono modelli da copiare, in Grecia erano solo rappresentazioni della divinità irraggiungibili e intoccabili. Se una donna comune si fosse spogliata come un’ Afrodite in mezzo alle strade di Atene sarebbe stata lapidata sul posto dalla folla.

Il rapporto dei greci con gli dei inoltre era unidirezionale. Terrore puro. Gli dei si placano, non si pregano. Chi intercede con gli dei -pizie, sacerdoti, eroi- puo’ solo ricevere la comunicazione dall’alto, mai chiedere un favore, il miracolo dal basso. Se gli dei accettano di fare un favore lo fanno sempre per un secondo fine ma non per accontenate il mortale di cui non gliene importa nulla. E questo differenzia il paganesimo greco con le religioni abramitiche: il rapporto unidirezionale, mortali in balia della furia e delle macchinazioni divine. Anche nelle religioni abramitiche il dio controlla le vite dei mortali a volte con ecatombi da brivido ma e’ un carnefice capace di ascoltare le proprie vittime. Non ci sono santi, profeti a cui chiedere interecessioni in Grecia. Solo il terrore. E questo -perdonate la digressione – avvicina tanto la religione greca al mondo lovecraftiano, anche se per gli dei lovecraftiani gli umani sono completamente irrilevanti, neanche degni di essere uccisi per gusto ma solo per distrazione come un uomo che cammina su un formicaio senza accorgersene.

Insomma quello che sappiamo della Grecia e del pensiero dei greci è poco ed è pure sbagliato, annebbiato da secoli di rinascimento, neoclassicismo, romanticismo e perfino illuminismo. Calasso ci apre una piccola finestra su quel mondo e non possiamo che rimanere confusi e disorientati. (forse era meglio rappresentarsi la Grecia come una felice Arcadia migliore del nostro mondo.)

 

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Il suicidio del Regno Unito

Le elezioni di ieri nel Regno unito sono il risultato di faide, incopetenza, miopia e estrema stupidita’ dei suoi protagonisti, Theresa May in primis. Una May che meritava di perdere non solo la sua scommessa di vincere elezioni per governo piu’ forte ma perfino maggioranza e governo. Per lei solo l’oblio adesso. Un pagliaccio, una donnicchia (versione femminile dell’ominicchio di Sciascia) che ha messo i propri interessi personali davanti a quelli dei 60 milioni di britannici e dei 3 milioni di cittadini europei. Una larva di persona che a poche ore dagli attentati si e’ permessa di dire che avrebbe tagliato liberta’ civili in UK per combattere terrorismo, terrorismo che lei in prima fila ha finanziato andando nel suo primo viaggio della campagna a baciare il culo ai sauditi, terrorismo che il suo partito ha finanziato attivamente prima in Libia armando jihadisti anti-Gheddafi e poi in Siria armando Al Qaeda. May, l’opportunista che cincischiava sulla Brexit facendo finta di avere il coltello dalla parte del manico con l’UE mentre milioni di vite erano appese al (suo) filo.

May, una di quelle vecchie signore con un piede gia’ all’ospizio che incontrate alla fermata del bus che non sa fare altro che protestare contro i “giovani drogati” o su come si vestono le ragazze di oggi. Una di quelle che per strada al meglio ignori, al peggio le inviisci contro. Voleva controllare/censurare internet. Una che non saprebbe neanche accendere un PC. C’e’ uno sgabuzzino della Storia dove queste figure si accumulano, un posto dove stara’ in compagnia con tipi come Tony Blair o Ed Miliband. Spero che ci rimanga per molto e non ne esca piu’. Solo l’oblio adesso.

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Darwinism in the making

L’ironia di tutta questa isteria collettiva sui vaccini sta nel fatto che grazie ai vaccini che si sono presi da bambini questi idioti possono protestare fino all’eta’ adulta.

Photo mash-ups di Fabristol

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Urbanizzazione e toponomastica inglesi

Sono molto incuriosito dalle origini dei luoghi e dell’origine dei loro nomi. In ogni posto in cui vado cerco di capire quanti e quali strati siano “dietro” o sarebbe meglio dire “sotto” il luogo odierno. Spesso il nome di un paese o città dice molto se non più della sua archeologia. Detto questo l’Inghilterra è il posto peggiore dove sia mai stato per fare questo tipo di ricerche per varietà ma soprattutto per unicità urbanistica. L’urbanizzazione come la definiamo oggi incomincia coi romani e di questo ne abbiamo ampia dimostrazione dalla toponomastica: tutte le città che finiscono con chester non sono altro che antichi forti militari romani (Manchester, Gloucester, Chichester, Leicester, Winchester, Chester, Doncaster, Lancaster, Rochester e così via. Il castrum latino era il primo insediamento dei conquistatori romani ed è così tuttora. I romani non conquistarono città celtiche, dovettero fare tutto da zero, inclusa Londinium. Le prime città nel suolo britannico quindi nascono come castri, ovvero accampamenti militari dalla tipica forma a croce. Ovvero due strade che si intersecano a formare una croce. Ed è così tuttora. Il centro della città non esiste ma semplicemente è la parte più antica di questo incrocio di strade. A parte qualche civiltà extraeuropea mi pare che il Regno Unito sia l’unico posto in cui non esista la piazza centrale dove tempio e palazzo si contendono il potere. Anzi, a ben vedere (a parte Londra che è una scimmiottatura delle capitali europee e che le ha introdotte nel 18esimo e 19esimo secolo) le piazze non esistono del tutto. Dalle culture mesopotamiche in cui c’era il centro cittadino con i templi e il palazzo reale all’agorà delle città stato greche fino al forum della città romana, dalla platz tedesca con palazzo del borgomastro, cattedrale e mercato alle olandesi/fiamminghe Grote Markt; tutte le civiltà più vicine a noi hanno un centro focale della vita pubblica. Nel Regno Unito non è così. Tutto è decentralizzato e non esiste un luogo pubblico d’incontro. Tuttora il city council è spesso un edificio anonimo in una parte a caso della città. Le chiese sono disposte a caso e la poca vita pubblica si svolge nella High Street. Ovvero la via principale dove ci sono tutti i negozi. Fuori da questa sono miglia e miglia di “terraced houses” a due piani, tutte uguali ovviamente. Non è un caso che a parte le città fondate dai romani intorno alle loro caserme gli altri villaggi e paesi siano semplicemente degli insediamenti nati sul ciglio della strada, anch’essa costruita dai romani. E l’origine di questi insediamenti non-romani è tradita dalla toponomastica: tantissimi villaggi e paesi finiscono in -field, che vuol dire campo. Nel senso di un “campo” in contrasto con quello che vi è intorno, ovvero foresta. In pratica gli insediamenti britannici altro non sono che tagli nella foresta. E infatti gli unici spazi liberi da case nelle zone urbane altro non sono che pezzi di campo lasciati crescere selvaggiamente, ovvero parchi con boschi. I britannici non creano parchi piantando alberi e giardini, semplicemente lasciano che la natura prenda il sopravvento dopo anni. Ora, come la vita sociale possa solo lontanamente esistere in una situazione del genere è un miracolo. Ed è forse a causa di questo che gli inglesi vengono considerati in sociologia come “socially awkward” e che l’unico punto d’incontro sia il pub, un luogo di incontro pubblico unico al mondo che non ha corrispettivi in altre culture. Pub deriva da “public house” ed è il punto focale della vita di un villaggio, paese o quartiere. Non è un posto dove ci si ubriaca, come si pensa nel continente, ma un posto dove ci si rilassa e si parla con amici e perfino con gli sconosciuti. Il pub è l’unico posto in cui un inglese vi approccerà in pubblico anche se siete sconosciuti. Dentro al pub le rigorose regole sociali della vita britannica non esistono o sono temporaneamente sospese. Non esistono metodiche file, la gente sbraita e dice parolacce, gioca e scherza. E non è neppure un posto per uomini, come si pensa nel continente ma per l’intera famiglia. E secondo Wikipedia le sue origini sono da ricercarsi nelle tabernae romane costruite a ridosso delle strade romane. Insomma tutto torna, prima dei romani di urbano non c’era nulla in Albione a parte i “campi”. Hic sunt campi.

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Comunicazioni di ISIServizio

E così si chiude la settimana dell’attentato a Manchester con la solita pletora di hashtag – #prayformanchester #terrorismwontwin – e frasi fatte come “vogliono toglierci la nostra libertà”. Lo abbiamo visto ogni volta che c’è stato un attentato terroristico. Il magico mondo di internet si attiva immediatamente con riflesso pavloviano e poi dopo una settimana tutto torna come prima: #xfactor #bigbrother #wewantboobs

Come al solito l’opinione pubblica e i media sono completamente slegati dalla realtà se pensano che gli attentati dell’ISIS abbiano come obiettivo quello di fare terrore e toglierci libertà. L’ISIS con i suoi attentatori suicidi non parla alle folle ma ai governi. Non parla ai libertini apostati occidentali ma ai servizi segreti. Usa le masse e i mass-media come amplificatore per smuovere governi e servizi segreti. E in questo chi fa retweet soprattutto durante le prime ore degli attacchi è tecnicamente uno strumento nelle mani dell’ISIS. Ma cosa vogliono dire gli attentatori ai governi occidentali e ai servizi segreti? Semplice: lasciateci stare. ISIS, al contrario di Al Qaeda, non ha canali ufficiali con i governi occidentali (almeno di cui abbiamo evidenza) e non ha altri strumenti per comunicare se non gli attentati terroristici. Infatti tutti gli attentati terroristici sono sempre legati a battaglie su campo in Siria o Iraq. Raqqa è circondata dalle truppe SDF (alleanza curdo-araba) con l’aiuto logistico e militare di US e UK. Proprio nei giorni scorsi hanno incominciato la manovra a tanaglia per assediarla completamente. Inoltre l’esercito siriano sta conquistando Maskanah a Est di Aleppo e sta muovendo le truppe per liberare Deir Ezzor. È un modo per dire ai governi occidentali: se non ci lasciate in pace ne faremo degli altri e ancora e ancora e ancora. E visto che ci siete fermate le truppe di Assad con ogni mezzo (quello che gli USA stanno facendo in questi giorni con l’invasione segreta dal confine giordano). È un modo già usato da altri gruppi terroristici anche negli anni 70 e mi pare assurdo che nessun analista ne parli oggi. Quando le milizie sciite irakene conquistano un nuovo quartiere di Mosul, ISIS fa detonare le sue bombe a Baghdad. Di nuovo, comunicazione per dire una sola cosa: fermatevi. Non è un caso che Al Qaeda abbia smesso di fare attentati terroristici in Occidente. Al Zawahiri ha esplicitamente vietato di farli perché ora i governi occidentali sono alleati su campo di Al Qaeda e la proteggono. Se qualcosa va storto hanno canali di comunicazione aperti tramite intermediari locali, non hanno più bisogno di fare attacchi suicidi. Al Qaeda è stata sdoganata e la comunicazione normalizzata. Governi, servizi segreti e ISIS sono indifferenti alle sorti delle masse. Lavorano su altri piani di esistenza rispetto a quello della nostra vita reale, su livelli paralleli che intersecano con il nostro mondo solo quando fa comodo per amplificare il messaggio.

 

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Il medioevo prossimo venturo

Se ce ne fosse bisogno di una prova dell’abisso in cui la mente umana può cadere è proprio di questi tempi moderni quando persone che sono sopravvissute fino alla vita adulta perché vaccinate protestano contro i vaccini. O quando le masse aizzate dagli ambientalisti sono contrarie al nucleare, il sistema di produzione energetico più pulito e più efficiente che l’umanità abbia mai ideato. O quando grazie alla ricerca su animali gli animalisti sono sopravvissuti fino a età adulta e possono continuare a protestare fino a 100 anni o più. O quando nonostante chiunque si possa informare gratis sul sistema più onnisciente che l’uomo abbia mai creato, Internet, la gente continui a informarsi solo grazie a catene di Sant’Antonio su Facebook moltiplicando ignoranza e superstizione su omeopatia, OGM, antivax, nucleare, vivisezione, complottismo.

Un giorno quando il mondo sarà distrutto a causa si questi idrocefali che saranno al potere ci guarderemo indietro e ci chiederemo: come è possibile che abbiamo buttato al vento tutto quello che abbiamo conquistato durante l’apice della nostra civilizzazione e lo abbiamo barattato col medioevo?

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