Archivi del mese: ottobre 2010

Cthulhu su South Park!

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Il cibo dei poveri

Il Regno Unito è un ponte tra l’Europa continentale e gli USA, anche dal punto di vista culinario. Qui i fast food sono numerosi ma non tutta la popolazione sembra apprezzarli. Non mi ricordo se ho già parlato di questo in passato, ma la società britannica è divisa in classi impermeabili. Un retaggio del medioevo forse nato dalla invasione normanna dell’Inghilterra, quando i signorotti di lingua francese comandavano sulle terre dove lavoravano i sudditi anglosassoni: diversa lingua, diversa cultura, diverso cibo*. Un muro tra due mondi che tuttora non si incontrano. Forse non è un caso che i più “poveracci”, che parlano un inglese incomprensibile e che hanno i tratti somatici più celtico-anglosassoni (come Rooney per intenderci), i cosiddetti chavs (nella foto alcuni esemplari), preferiscano andare al McDonald e al Fish and chips. I medio-alto borghesi, che parlano con il “received pronunciation” della regina, dai tratti somatici più continentali (very few gingers indeed) preferiscono qualcosa di più salutare e complesso. Non necessariamente più costoso, perché ormai il costo di un hamburger equivale a quello di un buon panino in stile mediterraneo. Infatti non credo che sia per una ragione economica che la gente vada al McDonald, nonostante le classi operaie e quelle di immigrati extracomunitari (africani in testa) riempiano i tavoli dei fastfood di periferia. Un menù completo può costare fino a 6-7 sterline, quando una ciabatta con mozzarella, pomodoro fresco e una bottiglia di succo d’arancia ti costa 5 o addirittura meno.

Che cosa rende un fast food più appetibile per una persona senza istruzione e reddito basso nonostante i prezzi siano equivalenti o addirittura superiori ad un pasto sano? Ho letto di studi sulla dipendenza che certi grassi insaturi possano dare. E forse la connessione si trova qui: il consumo di alcoolici e droghe ricreative è maggiore in persone con reddito basso o poco istruite. E l’utilizzo di droghe e la dipendenza da droghe possono essere anche (ma non sempre) ereditarie.

Questa è solo un’ipotesi, come anche quella sull’invasione normanna, ma sono sicuro che c’è un fondo di verità in questo.

* da cui i diversi termini con cui vengono descritti gli animali vivi o morti-cucinati (l’animale vivo è anglossasone, quello cucinato è francese): deer-vineson, pig-pork, cow-beef, sheep-mutton ecc. ecc.

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Teheran aspettami!

E poi la gente parla male dell’Iran. L’Italia, il paese con la più alta percentuale di tette e patate esposte in TV a qualsiasi ora ha le leggi sull’offesa al pubblico pudore più dure d’Europa. E dopo il divieto di indossare minigonne e decollete, ora se fate l’amore in camporella vi beccate 3 anni di carcere. A breve arriveranno anche le fustigazioni. Ovviamente è una legge che serve per evitare che i bambini vengano esposti a tanto scandalo: peccato che molti di quei bambini siano stati concepiti proprio in quelle macchine.

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L’evoluzionismo visto da un robot

Sto leggendo Saturn’s children di Charles Stross. Parla di un futuro dove l’umanità si è estinta dall’intero sistema solare insieme a tutte le altre forme di vita. I robot, sopravvissuti ai loro creatori, hanno (ri)colonizzato il sistema solare e si comportano esattamente come simulacri dei loro creatori. Ho trovato un’interessante discussione tra un ex-robot scienziato e alcuni altri non-scienziati. Il primo era stato programmato per pensare alla vita in termini evoluzionistici, anche quella robotica. Ma è evidente a tutti che i robot non si sono evoluti ma sono stati creati dai Creatori, ovvero gli umani.

“There is no such thing as random mutation. […] Complexity is irreducible. […] Stuff and non sense! Superstition! Next you’ll be telling us there were no Creators…”

“On the contrary! It is from the Creators themselves that the holy scriptures of evolution come to us, from the great prophet Darwin, peace be unto him, and his saintly disciples Dawkins and Gould. […]” [1]

“But we have got the engineering models and the design schemata! We’ve even got the purchase orders! […]” [2]

 

In questo curioso mondo al contrario gli evoluzionisti vengono visti come seguaci di una rozza e superstiziosa religione che non riescono ad arrendersi all’evidenza. E cosa c’è di più evidente di un “purchase order”, ovvero di un ordine d’acquisto sventolato di fronte al bigotto robot evoluzionista?

Note:

[1] questo riferimento a Dawkins e Gould è delizioso. Son sicuro che Gould si metterebbe a ridere divertito se solo potesse leggerlo.

[2] se qualcuno ha problemi con la traduzione o non mastica l’inglese del tutto me lo faccia sapere così traduco quando ho tempo. O se c’è qualche volontario…:D

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Soviet postumani nello spazio a tempo di rock

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Vederli è tutta un’altra cosa

In questi anni sui giornali di tutto il mondo abbiamo visto decine di rappresentazioni artitistiche di esopianeti. Per il semplice motivo che gli strumenti a nostra disposizione non erano ottici ma  spettrografici o addirittura calcoli indiretti della perturbazione delle orbite. Ma negli ultimi tempi l’astronomia ha fatto così tanti passi da gigante nell’esoplanetologia che in un paio di anni siamo già riusciti a fotografare questi pianeti! In questo sito potete ammirare le foto degli esopianeti finora fotografati. E sono immagini da far mozzare il fiato.

Voi direte: “Ma è solo un puntino bianco!” Quel puntino è un pianeta che orbita intorno ad una stella lontanissima. Un pianeta sconosciuto, pieno di mille possibilità, risorse e forse vita. Ma la cosa più curiosa è che a malapena conosciamo il nostro sistema (solo qualche anno fa abbiamo declassificato Plutone e scoperti altri planetoidi di cui non sospettavamo neanche l’esistenza) o l’oggetto che più ci sta vicino, la Luna. Ma l’esoplanetologia ha un fascino maggiore perché moltiplica all’ennesima potenza le possibilità di altra vita nell’Universo. E come non rimanere estasiati di fronte alla foto di un intero sistema extrasolare (foto numero 5)! Che meraviglia. Come dicono gli anglosassoni it made my day. Vale la pena di vivere per vedere questo o sapere che esiste tutto questo. Il pensiero che possiamo vedere pianeti extrasolari per me è orgasmo puro. E’ il sogno di ogni appassionato di (fanta)scienza e credo dovrebbe esserlo di ogni umano. Nuovi mondi, nuove forme di vita. Se Asimov fosse qui, ora, starebbe a bocca aperta come me. Naso all’insù, una lacrima di emozione, e ridere delle miserie umane. Vi ricordo che fino a poche centinaia di anni fa pensavamo che la Terra fosse piatta, che la nostra stella girava intorno ad essa e che fossimo al centro dell’Universo, unici esseri ad avere il privilegio di viverci, gli esseri perfetti creati dagli dèi per scopi imprescrutabili. E ora, guardando queste foto come non possono le religioni crollare di colpo come castelli di carta? Come non possono i sacerdoti delle menzogne ripensare tutto quello che hanno imposto con sangue e spada? Come non possiamo adorare quelle stelle come le vere divinità da cui siamo stati creati?

 

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Invasioni extracomunitarie

Se vi siete sorpresi che il Po sia stato invaso da animali esotici come le nutrie e il pesce siluro, allora rimarrete a bocca aperta nello scoprire che la Gran Bretagna sta diventando tropicale.

Nei parchi di Londra e nella contea del Surrey ormai può capitare di incontrare tra gli alberi degli ospiti non proprio inglesi. Da anni ormai migliaia di parrocchetti nidificano nella metropoli e stanno lentamente invadendo le campagne delle contee limitrofe. Si stima che nel 2010 la popolazione di parrocchetti londinesi sia intorno ai 50000 unità.

Ma ora, qualcosa di più “bizarre” è apparso nell’Isola di Man: canguri, o wallaby per l’esattezza. Fuggiti da un parco 40 anni fa ora saltellano tra le colline dell’isola e si stima il loro numero sulle dozzine.

In futuro animali ben più strani ed esotici potrebbero scorrazzare per le campagne della Gran Bretagna. Infatti, le possibilità per animali esotici di scappare dai parchi safari e zoo sono innumerevoli. Innumerevoli come i gli zoo che ci sono in Gran Bretagna. Ho trovato una stima intorno ai 530 tra zoo, parchi e zoo safari, ma sicuramente il loro numero è ben più alto. Ogni contea, ogni cittadina ha uno zoo safari, un parco a tema (primati, africa, uccelli, rettilarii ecc.) ecc. ecc. Gli zoo safari sono particolarmente interessanti: ettari ed ettari di terreno adibiti al pascolo di migliaia di gazzelle, antilopi, giraffe, gnu, elefanti, leoni o qualsiasi animale che possa attirare la curiosità dei turisti. Gli inglesi vanno pazzi per questi parchi, e gli animali ospitati sembra che non abbiano alcun problema a vivere a queste latitudini: anzi il Regno Unito è tra i più grandi esportatori di animali da zoo per accoppiamento, sorpattutto per i progetti di conservazione e ripopolamento. Non è raro andare in Africa o Asia e sentirsi dire dai guardia caccia locali che molti degli animali che vedete scorrazzare per la giungla sono stati reinseriti grazie ai programmi di conservazione degli zoo inglesi.

Ma come è possibile che il Regno Unito sia così accogliente per questi animali esotici? Il fatto è che nonostante le latitudini le isole britanniche non sono così particolarmente fredde grazie alla corrente del Golfo. Piove la maggior parte del tempo e la vegetazione è rigogliosa e sempre verde.

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