Archivi del mese: settembre 2009

“Non sono pedofili, sono omosessuali ebrei”

2007-Pig-in-blue-water-1203-400-732606In questi giorni hanno fatto molto scalpore all’estero le parole di un rappresentante del Vaticano in sede ONU, e precisamente ad un meeting sui diritti umani. Alle critiche nei confronti del Vaticano per l’insabbiamento, la protezione dei preti pedofili negli scandali degli ultimi anni l’Arcivescovo Silvano Tomasi se ne è uscito dicendo che “i preti accusati negli scandali non erano pedofili ma omosessuali attratti da ragazzini adolescenti.” Nella fattispecie si dovrebbero chiamare efebofili perché le loro vittime erano tra gli 11 e i 17 anni. La pedofilia qui non c’entra perché erano solo preti gay attratti dai ragazzini. In più le “ricerche disponibili” (ma non le cita!) dicono che i preti che abusavano dei bambini (ops… ragazzini!) erano solo l’1.5-5%. La forcella tra 1 e 5 è bella grande (queste ricerche devono essere molto accurate) ma non intimorisce il monsignore il quale alla fine del suo discorso ufficiale dice che comunque è inutile che stiate lì sempre a prendervela con la Chiesa Cattolica quando nelle altre confessioni si fa lo stesso, anzi di peggio. Gli abusi sessuali nelle comunità ebraiche sono comuni infatti, secondo lui. Bellissimo, geniale. Il meglio dell’arte retorica italica: sminuire il reato, addebitarlo ad una categoria nemica e cercare di infangare la reputazione degli altri colleghi.

Ovviamente questa persona doveva fare un lavoro sporco e ci è sguazzata a meraviglia nel fango. Il problema è che a furia di giocarci nel fango si schizza dappertutto. Per questo chierico il fatto che migliaia di preti cattolici si inculino i bambini e bambine è da addebitare alla loro omosessualità latente, non al fatto che sono castrati psicologicamente e che cercano un oggetto sessuale diverso da una vagina.

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Rapiscono sempre quelli sbagliati

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Se pensavate che la RAI avesse toccato il fondo negli ultimi anni, dovrete ricredervi nel sapere che Roberto Giacobbo (l’uomo rapito dagli alieni che dice che il mondo finirà nel 2012 e conduttore della trasmissione psichedelica Voyager) è appena stato nominato vicedirettore di Rai Due. L’obiettivo è diventare direttore generale della Rai prima del 2012.

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La natura è indifferente alle sorti della cristianità

Non l’ho ancora visto nei giornali italiani ma all’estero è stato postato dappertutto. Fa molto ridere! 😀

Un ragno anticlericale che scala la veste del papa. Quello che non sono riusciti a fare Garibaldi o Stalin l’ha fatto lui!

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Tre anni

Esattamente 3 anni fa, il 26 Settembre del 2006 mi trasferivo a Bristol. Ho ancora impresso nella mente quel giorno come se fosse ieri. Quando dico ieri, mi scende un brivido sulla schiena, perché tre anni sono passati velocissimi, e la mia mente può permettersi di dire “ieri” o l’ “altro ieri” quando le distanze temporali invece sono state annuali. Sono passate tre primavere, tre genetliaci, tre rivoluzioni della Terra intorno alla sua stella, trentasei lune nuove eppure mi pare di aver visto ognuno di questi solo una volta. Non ho ancora capito se la percezione del tempo accelerata è un problema mio soggettivo, della età, dei tempi moderni o dell’Inghilterra. O forse una somma delle quattro. C’est la vie, come dicono in Ungheria.

Ho bisogno di fare un bilancio, come sempre faccio alla fine di un ciclo. Ho quasi finito il Ph.D., ovvero il dottorato anglosassone. La tesi è in fase di scrittura e ci vorranno ancora un paio di mesi, credo. Sono stati gli anni più duri della mia vita? Sì e no. Sì perché passare da semplice studente universitario in Italia a ricercatore all’estero è stato una sorta di battesimo professionale. Il primo anno soprattutto è il più duro: la lingua, un ambiente diverso, fare ricerca non studiarla da un libro, produrre dati, analizzarli, presentarli, avere idee, farle prendere forma, sbattere il muso negli insuccessi (che sono più dei successi), essere lontano dalla famiglia, dagli amici e dalla città. Insomma è stato oggettivamente difficile, stressante, snervante. Ma tutto questo è stato compensato dalla challenge, la sfida che mi sono posto, che di per se stessa è stata eccitante. Una sfida che ho compiuto da solo, conquistando l’indipendenza professionale, anche nelle decisioni quotidiane. Proprio per questi motivi posso affermare che pur essendo stata l’esperienza più difficile della mia vita, è stata anche la più bella ed eccitante. Oddio, non è ancora finita perché devo ancora finire di scrivere la tesi e difenderla, ma diciamo che mi trovo agli ultimi cento metri di una maratona prima dell’arrivo e mi posso permettere di guardarmi indietro. Qualsiasi cosa succederà nel mio futuro, qualsiasi Fabristol diventerò potrò guardare a questi anni seminali con soddisfazione, felicità e un po’ di malinconia.

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Sui ceci!

nun_rulerVentidue milioni di euro. Vediamo. 22 milioni di euro. Mm che cosa ci si può fare con 22 milioni? Cosa potrebbe, metti il caso, fare l’amministrazione di una regione con questi soldi pubblici? Mettiamo il caso che questa regione sia la Sardegna. Cosa si potrebbe fare? Be’ mettere in sicurezza la Carlo Felice per esempio. O completare la nuova sulcitana bloccata da anni. Rifare le ferrovie dell’isola? O volete andare sulla scuola, tipo rimettere a posto le scuole di molti paesi che stanno crollando a pezzi.

Niente di tutto questo: la nuova amministrazione Cappellacci ha deciso di destinare 22 milioni di euro della finanziaria per la scuola… privata. E chi ha il 90% delle scuole private in Italia? Esatto!

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District 9 -recensione

District9_000Il film l’ho visto circa 3 settimane fa. Vediamo di fare mente locale. Diciamo che è un bene che si scriva una recensione dopo alcune settimane. La percezione è maturata e il giudizio è meno emotivo. A dire il vero a tre settimane di distanza i ricordi sono ancora vividi, e posso dire con estrema certezza che l’esperienza che ho avuto è stata shockante. Ecco, ho avuto uno shock. District 9 ti teletrasporta dentro lo schermo, tra le slums di Johannesburg e ti agita lo stomaco. Guts shaker. E’ un film che soddisfa il sistema nervoso centrale e allo stesso tempo solletica le viscere. L’intuizione del film non è nuovissima ma nella marea di pellicole fantascientifiche tutte uguali odierne è una perla nel fango. Neill Blomkamp (autore di corti e videoclips) è bravissimo a dosare varie tecniche cinematografiche: dallo stile documentarista-giornalista alla telecamera a la “Blair witch project” fino alla classica ripresa cinematografica. E’ un film girato in più fasi distinte, e guardarlo è come aprire un pacco a più strati: non sai mai cosa trovi nel prossimo strato. Il climax crescente è calibrato ottimamente e si arriva soddisfatti ad un ottimo finale. Un film non facile da produrre, ma soprattutto non adatto ad un pubblico medio americano. La storia è infatti ambientata in Sud Africa, non ci sono attori famosi e non ci sono gnocche, il personaggio principale non è macho e pare un perdente fin dall’inizio. Peter Jackson ha voluto scommettere per un prodotto di nicchia ma che poi si è rivelato uno dei migliori titoli di questo 2009, in termini di incassi. Non ci si può lamentare quindi.Immag177

Della trama dico solo (è uno di quei film in cui è meglio non sapere niente) che si tratta di uno sbarco alieno in Sud Africa andato male. Gli alieni vengono mantenuti in ghetti (o slums) e vengono perseguitati e maltrattati dagli umani. La traccia politica è che i neri che hanno sofferto l’apartheid trattano gli alieni allo stesso modo dei bianchi decenni prima.

Una nota sugli effetti speciali: non ho mai visto effetti da computer grafica così perfettamente integrati come in questo film. Sono veramente incredibili.

District 9 è il film più riuscito dell’anno? La mia opinione è sì. Geniale, eccentrico, fuori dall’ordinario, un must see dell’anno. Volete la solita noiosa nota sulla traduzione? Eccovela qua: come cacchio faranno i traduttori a rendere in italiano l’afrikaans e il clicking language degli Zulù è un mistero.

P.S.

La seconda foto l’ho scattata a Londra che in quel periodo era tappezzata di cartelli pubblicitari di District 9 nello stesso stile.

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Il calzino bianco ateista

04LangoneTOBIA2Vengo a conoscenza di un articolo di Camillo Langone su Libero. L’articolo è pregno d’odio e pavlovianamente di riflesso ci fa odiare l’articolo, oltre che l’autore s’intende. Dicono che Langone (nella foto) sia un giornalista graffiante. Può darsi, ma prima di affilare le unghie farebbe bene ad informarsi sulla sua vittima. L’articolo se la prende con Piero Angela reo, secondo Langone, di avere amici non credenti e quindi di essere lui stesso non credente e di usare le sue trasmissioni per diffondere l’anticattolicità. Ma vediamo:

Ero un ragazzino quando i miei amici, dei giovinastri dediti alla droga e al rock’n’roll, parlavano di “Quark” con voce estasiata. Forse, grazie agli allucinogeni di cui facevano ampio uso, nel piccolo schermo vedevano cose che io non riuscivo a scorgere. A me, più o meno sobrio, Angela faceva solo sbadigliare, lui e i suoi animali, lui e i suoi pianeti, lui e i suoi esperimenti.

Per screditare Angela il nostro Camillo lo associa alla droga e al Rock ‘n roll, pensando di shockare qualche vecchietta. Questa associazione è assurda. Cosa lega Quark all’LSD e al Rock sinceramente è un mistero.

Poi sono diventato grande e ha cominciato a farmi innervosire, quando l’ho scoperto ateista, darwinista e familista oltre che portatore di inconcepibili calzini bianchi.

Ateista mi suona strano. Mi pare che non abbia mai fatto menzione della sua visione religiosa del mondo. E comunque a quanto mi risulta non ha mai parlato di questo su Quark e in definitiva sono affari suoi.

Il termine darwinista viene usato solo dai detrattori dell’evoluzionismo e sempre in accezione negativa, quindi possiamo saltare. Non vale la pena di parlare con gente che non capisce la differenza tra darwinismo e evoluzionismo. Familista, sinceramente ho passato qualche minuto a pensarci su. Perché io Piero Angela coi valori della mafia, del cattolicesimo e del fascismo proprio non ce lo vedo. Poi dopo capisco cosa intendeva dire. Si dice nepotista Langone, non familista.

Il figlio, su suggestione paterna, si è spinto ai quattro angoli del globo per cercare l’anello mancante fra la scimmia e l’uomo, ovviamente non l’ha trovato ma in compenso ci ha ricavato millanta puntate.

E’ ovvio che non l’ha trovato Langone. Non esiste l’anello mancante tra scimmia e uomo. In compenso vedo che non esiste neppure un collegamento tra il cervello e la tastiera.

L’ideologia della famiglia Angela è il darwinismo estremo, l’evoluzionismo secondo il quale, copula oggi e copula domani, da una coppia di ornitorinchi uscirà Miss Italia.

E’ una battuta s’intende, ma neanche poi tanto visto che prima pensava che l’uomo derivasse dalle scimmie. In definitiva dopo tutto questo abbiamo capito che il signor Langone non capisce una mazza di biologia e forse avrebbe fatto meglio a frequentare di più i suoi amici allucinati e rockettari invece di andarsene dietro le gonnelle dei chierici.

Infine l’ateismo: durante la sua pluridecennale carriera ha invitato innumerevoli volte in trasmissione i fanatici dell’UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti che organizza sbattezzi e riempie di scritte gli ateobus, primo fra tutti l’etologo Danilo Mainardi, un altro fissato con l’idea che l’uomo è uno scimpanzé leggermente meno appassionato di banane.

Questa è davvero eccezionale. Danilo Mainardi è prima di tutto uno dei più grandi etologi d’Italia e se viene invitato a Quark è solo in veste di etologo non di ateo. Sarebbe come definire Langone, ancor prima di giornalista, un cattolico fondamentalista che scrive su Libero. Secondo, Mainardi ha incominciato a collaborare con Quark un decennio prima che l’UAAR fosse fondato. Vorrei poi sapere chi sono gli altri fanatici invitati innumerevoli volte.

[…] non vorrei che un uomo fazioso e sempre teso ad abbassare il valore della vita umana diventasse un padre della Patria […]

Al massimo sempre teso ad abbassare il gusto per la scelta di calzini. Non sarebbe male mettere qualche via intitolata ad Angela piuttosto che a Wojtila di cui la toponomastica è già piena.

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