Le compagnie Big Tech sono private?

La domanda nel titolo può apparire assurda ma voglio buttare giù alcuni pensieri per farvi riflettere. Fin da quando le grandi corporazioni come Microsoft e Apple sono cresciute a dismisura e diventate globali hanno sempre ricevuto un grande interesse da parte degli apparati dello stato federale americano, FBI, CIA e NSA in particolare. L’interesse – chiamiamolo cosi – si e’ poi spostato ai social media come Facebook, Twitter, Youtube, Instagram ecc. Questo interesse iniziale si e’ poi trasformato in vero e proprio controllo. La NSA ha accesso a tutti i dati dei social media provider grazie a PRISM, un programma di sorveglianza voluto da Bush, un programma di spionaggio globale che registra qualsiasi conversazione che avviene su internet. Questo programma fu poi riconfermato da Obama nel 2012. Fu grazie a Edward Snowden che sappiamo di PRISM ed e’ il motivo per cui ora vive in Russia in esilio. Le compagnie, volenti o nolenti, sono quindi obbligate a dare accesso dei vostri dati al governo federale. Quindi il governo ha accesso completo a tutto quello che postate e può richiedere dati personali, inclusi numeri di telefono, indirizzi email ecc. Questo rende le compagnie Big Tech quindi delle entità pubbliche? Diciamo che queste compagnie, volenti o nolenti, sono costrette a farlo, quindi potremmo considerarle delle vittime degli apparati del governo. Allo stesso modo delle compagnie cinesi, vittime del controllo centralizzato del governo cinese. Ma le compagnie cinesi sono anche delle estensioni del governo cinese come ben sappiamo. Ovvero il governo cinese usa le compagnie private per spionaggio, propaganda e controllo. Ma questo vale lo stesso per le compagnie americane? La mia risposta e’ si ed e’ una tendenza che e’ cresciuta negli ultimi anni. CIA e FBI e Pentagono controllano queste piattaforme tramite ricatti impliciti e anche espliciti: se critichi il governo americano avrai conseguenze. Julian Assange con il suo Wikileaks e Edward Snowden in esilio in Russia sono dei moniti per tutti. Alcuni account e conversazioni su Twitter sono oscurati con quello che in gergo si chiama shadowbanning. Questi account e queste conversazioni sono spesso se non quasi totalmente critici del ruolo americano nei conflitti nel mondo o critici dell’establishment. Quando gli apparati decidono di fare una campagna anti-russa o anti-siriana o anti-iraniana o anti-venezuelana Twitter e Facebook promuovono contenuti governativi e cancellano o limitano fruizione di quelli critici. Migliaia di bot appaiono nelle piattaforme con messaggi e con tempistiche pre-concordati che amplificano la propaganda governativa.

E ieri lo abbiamo visto in maniera più che esplicita: nel giro di 12 ore tutti i social media – Twitter, Facebook, Instagram, Twitch, Snapchat – e tutti gli app provider come Apple e Google hanno messo al bando account di Trump o collegati a Trump. E’ stata una vera e propria campagna di propaganda governativa, centralizzata e organizzata allo stesso modo e con tempistiche concertate.

In pratica le democrazie moderne non possono esplicitamente avere un ministero della propaganda come facevano paesi autoritari del passato o come quelli moderni come Cina e Corea del Nord. Sarebbe inaccettabile agli occhi dei cittadini. Ma hanno bisogno di controllare l’opinione pubblica comunque e hanno fatto “outsourcing” della propaganda usando le compagnie della Silicon Valley. La Silicon Valley e’ una estensione degli apparati governativi. E come tale deve essere considerata alla stregua del ministero della propaganda fascista o nordcoreana. Al contrario di molti, quindi, non considero le compagnie Big Tech delle compagnie private alla stregua del vostro macellaio sotto casa. Il libero mercato in America non esiste, il crony capitalism e’ ormai la norma nelle democrazie occidentali. Tra aiuti statali, controllo quasi totale di contenuti e pratiche e spionaggio la linea di demarcazione tra privato e pubblico e’ quasi invisibile.

Questa e’ una situazione incredibilmente favorevole per l’elite che vuole controllare opinione pubblica e governare senza problemi perché queste compagnie paiono private di facciata ma sono pubbliche e parte integrante dell’establishment. E perfino i liberali, che si eccitano al solo sentire la parola “privato”, difendono questo sistema senza rendersi conto che senza lo stato queste compagnie non esisterebbero.

Come ho detto spesso più volte noi siamo la Cina di 5 anni fa e la Cina siamo noi fra 5 anni.

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