Archivi del mese: novembre 2010

La Rivolta di Atlante – recensione

Finalmente ho finito di scrivere una serie di impressioni sul romanzo La rivolta di Atlante, o Atlas shrugged in inglese, di Ayn Rand, il romanzo su cui si basa il titolo dell’altro mio blog. Potere darci un’occhiata qui per capire anche le ragioni che mi hanno spinto ad aprire il blog Who is John Galt.

Buona lettura e spero che vi possa spingere a leggerlo.

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Istigazione al terrorismo

Interessante quello che è successo oggi negli USA. Un somalo americano, potenziale terrorista, è stato preso in una trappola ordita dall’FBI. Una pratica già usata altre volte per scovare potenziali terroristi. Ovviamente sono felice che tutto sia finito per il bene ma questo episodio pone degli interrogativi etici non di poco conto che a molti sfuggiranno.

Sappiamo poco ovviamente e quel poco che sappiamo è filtrato dall’FBI, governo e giornali. Qui ci troviamo di fronte ad un caso in cui degli agenti dell’FBI hanno fatto finta di essere dei jihadisti per almeno due anni per incastrare il ragazzo. Cioè parlavano con lui di Jihad, Islam, terrorismo, odio contro gli americani ecc. Non ho alcun dubbio che il ragazzo fosse determinato in quello che voleva pianificare ma quanto ha influito l’FBI nella decisione finale del ragazzo?

Per due anni questi qua gli hanno continuamente ripetuto che DOVEVA uccidere delle persone innocenti per la Jihad. Che doveva far esplodere un furgone in quel giorno e in quel luogo. Praticamente hanno organizzato un attacco terroristico nella data e nell’ora precisa decisa dal governo. Un non troppo velato messaggio a Wikileaks e Assange? Un tentativo di creare panico nel periodo più critico della presidenza Obama? Questa è istigazione a delinquere, istigazione al terrorismo.

Avrebbero potuto arrestarlo e buttarlo a Guantanamo (e con le leggi bushiane MAI abolite da Obama avrebbero potuto) ma hanno preferito fare un arresto a orologeria per futili motivi politici e di propaganda.

E poi, ci dovremmo chiedere, se l’FBI non fosse intervenuto questo ragazzo sarebbe veramente arrivato al punto di schiacciare quel pulsante per la detonazione? Magari in questi due anni avrebbe potuto cambiare idea. E perché l’FBI, invece di instillargli ancor di più idee suicide e estremiste non ha cercato di fare il contrario, cioè convincerlo che era una cosa immorale e atroce?

Perché non impersonare un jihadista pakistano pentito che spiega al ragazzo che quell’idea della Jihad santa è sbagliata? A quest’ora avremmo potuto avere un ragazzo pentito, una vita felice forse e un futuro migliore per tutti.

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Programma affiliazione di Amazon

Oggi mi sono iscritto al Programma Affiliazione di Amazon, una sorta di contratto che mi permette di avere una commissione se linko un libro o un dvd su Amazon.

Non ho mai pensato di poter guadagnare col mio blog, veramente assurdo per i flussi giornalieri di questo sito. Io comunque faccio spesso recensioni di libri e film non mi costa nulla linkare al prodotto su Amazon. Tra l’altro ho tre recensioni in bozze da alcuni mesi e ora invece di linkare alla pagina Wiki linkerò alla pagina Amazon. Quindi la mia vita (e il blog) non cambia e di certo non farò post solo per linkare al prodotto.  Tranquilli, se pensate di guadagnarci chissà cosa vi sbagliate: ci vogliono 25 ordini per avere il 2% di commissione. E la persona che usa il link nel mio blog deve comprare subito e mettere nel carrello: appena esce da quella pagina PUFF niente, nada, nulla. Chi davvero compra subito schiacciando su un link?

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E’ arrivato Amazon e l’Italia non sarà più come prima

Ormai compro su Amazon.co.uk da 4 anni e posso dire di aver trovato il negozio più bello, affidabile ed economico del mondo. Su Amazon si può trovare di tutto (dalle fotocamere ai libri, dagli utensili per la cucina al telefonino, dal tosaerba ai vestiti), di qualsiasi marca o modello, a prezzi bassissimi e senza spese di spedizione. Tranquillità, trasparenza, velocità e ottimo servizio.

In Italia non era ancora sbarcato per problemi di cultura: gli italiani non si fidano a comprare online, solo il 55% della popolazione accede ad internet e le infrastrutture sono pessime. Ora finalmente Amazon.it sta sbarcando anche in italia e questo cambierà la vita del paese. E non è una esagerazione: dove Amazon ha attechito il mercato e le abitudini sono state rivoluzionate. Questo arrivo non può che fare bene in questo paese ingessato. Magari grazie ad Amazon migliorerà il sistema postale, i prezzi si abbasseranno grazie alla concorrenza, i servizi saranno migliori e soprattutto la gente si fiderà di più nel comprare online (visto che siamo l’ultimo dei paesi occidentali in fatto di internet trading). Ma soprattutto le persone avranno più possibilità di scelta e potremo accedere a nuovi titoli italiani e stranieri. Il mercato dell’E-book fiorirà e non potremo che essere felice per questo. Più scelta, più qualità, prezzi più bassi. Sarà interessante vedere anche come CD, DVD e videogiochi verranno venduti. Un videogioco in Italia può arrivare a costare fino a 70 euro, cioè un quarto del prezzo di una console. In UK per esempio tra le 25 e le 35 sterline.

Ma già si sta schierando un esercito di contrari. Si stanno già lamentando che le piccole imprese falliranno a causa dei prezzi troppo bassi e dei servizi migliori che Amazon offre. E’ una storia vecchia come il mondo. Ed è anche vecchio il modo con cui si vuole risolverla: stanno già annunciando che avranno bisogno di aiuto da parte dello stato. Come sempre lo stato arriverà per aiutarli mettendo i bastoni fra le ruote del nuovo arrivato oppure dando aiuti ai piccoli editori. C’è addirittura qualcuno che pur di andare contro Amazon lo accusa di far diventare tutti più bugiardi:

“Ma bisogna stare attenti. Alla fine non c’è questo gran guadagno per chi compra. Paradossalmente, per sostenere i ribassi, l’editore può solo aumentare i prezzi e poi scontarli. Insomma, Amazon rischia di farci diventare tutti più bugiardi».”

Siamo sicuri che, come è successo coi grandi centri commerciali, arriveranno leggi e leggine per bloccare il gigante o per aiutare i piccoli che invece di offrire un servizio migliore, lavorare di più o associarsi chiedono l’aiuto dei potenti per essere protetti.

Eppure molte aziende straniere per contrastare la concorrenza di Amazon, invece di invocare aiuti statali e leggine speciali, hanno stipulato accordi con lo stesso Amazon e il loro fatturato sta crescendo insieme col gigante. Altri ancora hanno trovato altri metodi più innovativi e in futuro Amazon verrà spodestato da qualche altra azienda con più capacità e intuizioni.

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Aperture moralizzatrici

L’ultimo messaggio di Bin Laden in TV: “Il terrorismo in alcuni casi non è giustificato. Penso per esempio quando c’è di mezzo un bambino, evitare di farlo esplodere in aria può essere un primo passo verso la moralizzazione dell’Islam.”

Tutti i giornali titolano: “Grande apertura di Bin Laden!” “Il terrorismo è finito!” “Bin Laden è moderno e progressista.” ecc. ecc.

E a quel punto ti chiedi: ma quanti rincoglioniti ci sono al mondo?

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Il rapporto degli inglesi con la medicina

In Inghilterra (e più in generale nel Regno Unito) nessuno tra i giovani porta gli occhiali. Diciamo che potreste andare in giro per una città inglese e notare che tra i dieci fino ai 50 anni nessuno porta gli occhiali. Chi li porta è over 50 oppure ha seri problemi di integrazione (asociali, obesi, nerd ecc.). Una cosa che mi ricorda tanto gli anni delle medie, quei primi anni ’90 (che brutti ricordi). La cultura degli occhiali qui è diversa da quella italiana. Da noi ormai l’occhiale è una protesi medica sdoganata e anzi spesso se ne fa sfoggio. E’ facile riconoscere le italiane per strada qui: portano occhiali à la Gelmini. Tutte. Con marca ben in vista, è chiaro.

Dicevo che qui la cultura dell’occhiale è inesistente. Nessuno sa cosa siano miopia, ipermetropia, astigatismo. Quando un inglese va da Specsavers (un negozio di occhiali dove ci sono solo oculisti indiani; lo studio privato dell’oculista è quasi inesistente, la gente va nei negozi) dice: “Con l’occhio destro vedo bene da vicino ma non da lontano.” L’oculista dice: “Lei ha bisogno di un occhiale per vedere da lontano. Ecco a lei un occhiale per vedere da lontano.”

L’altro giorno quando ho detto all’oculista che sono miope ad un occhio e ipermetrope e leggermente astigmatico all’altro mi ha guardato pensando che fossi un collega. “Wow, lei sa molti termini tecnici complessi. Fa l’oculista?”

Anche il significato delle diottrie per l’inglese medio è arabo. Inutile che chiediate “quanti gradi ti mancano?” Vuoto totale. “Io vedo male da lontano.” vi risponderanno.

Ma l’inglese medio ha un rapporto ancor più strano con le medicine. Non ha alcun timore delle medicine, delle dosi e delle controindicazioni. Ingurgita qualsiasi cosa gli sia data senza minimamente preoccuparsi (una cosa che fa anche col cibo). Paracetamolo e aspirine vengono prese come se fossero caramelle. Se dovessero fare un’analisi delle acque londinesi non mi sorprenderei che i livelli dei principi attivi (o meglio dei metaboliti) di paracetamolo e aspirina fossero altissimi. Ancor più allarmante è il fatto che nei pacchetti di aspirine (vendute affianco ai cioccolati e alla Redbull) non c’è alcuna controindicazione. Infatti gli inglesi non sanno che l’aspirina DEVE essere presa a stomaco pieno*. Sono rimasto shockato nell’aprire una scatola di aspirine e non trovare assolutamente nessuna indicazione sulla modalità di sommnistrazione.

Dalla mia breve esperienza ospedaliera poi, i medici inglesi danno gli antibiotici con molta cautela. E questo al contrario dell’aspirina è un bene. Da noi vengono dati per qualsiasi cosa.

Nel complesso gli inglesi si fidano ciecamente di qualsiasi cosa venga dalla medicina ufficiale. Qui non esiste il pensiero magico-ritualistico. Niente pozioni, ricette della nonna, balsami e olii della maga di paese ecc.

 

 

*l’acido acetilsalicilico inibisce la ciclo-ossigenasi di tipo 1 (COX-1), un enzima che controlla la produzione di prostaglandine, le quali sono responsabili della secrezione di muco nello stomaco. L’assunzione di aspirina può quindi portare all’emorragia gastrointestinale (e così ho utilizzato le conoscenze dell’esame di Farmacologia. E vai!)

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La standardizzazione dell’istruzione

Un bellissimo video che parla dell’istruzione moderna e della fabbrica del (non) sapere in cui siamo tutti cresciuti. Per commentare e per altri spunti potete andare qui.

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