Archivi del mese: settembre 2017

Una modesta proposta

Parto da questo bellissimo articolo di Guia Soncini su 24ilmagazine del Sole24Ore, copiandone anche il titolo, per riallacciarmi a quello che dicevo sul post Legioni di imbecilli di qualche settimana fa. Guia Soncini riesce in poche righe – che per gli standard internettiani odierni pare un Guerra e Pace e che non leggerà nessuno- a descrivere l’attuale (imbarazzante) situazione in cui si trova l’umanità: per la prima volta gli esseri umani possono accedere all’intero scibile umano ma decidono di non farlo. Facebook è il loro unico portale alla conoscenza umana (gateway drug direbbero i proibizionisti) e sono incapaci di “cercare” la conoscenza. La conoscenza, l’informazione è li’ per tutti da prendere ma nessuno la cerca. La situazione è questa: pensate ad una persona negli anni 80 a cui gli si chiede il significato di un termine sconosciuto e gli si dia una enciclopedia. Questa persona prenderebbe l’enciclopedia e la sfoglierebbe fino ad arrivare al termine che non conosceva. Oggi nel 2017 le persone hanno a disposizione vasti corridoi, dove su infiniti scaffali stanno infiniti tomi enciclopedici – una Biblioteca di Babele di cui Borges sarebbe fiero. E non devono neppure fare fatica ad andare dentro questa biblioteca, ce l’hanno sempre nella propria tasca e possono accedervi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, dalla propria camera da letto alla montagna, dal deserto al mare – io avevo accesso ad internet nel Serengeti mentre guardavo leoni e giraffe e nelle foreste della Tailandia mentre stavo sopra un elefante, roba da matti. E non devono neppure faticare a cercare questa informazione perché basta usare il bibliotecario più efficiente della storia, Google, per cercare qualsiasi cosa. Ma la gente DECIDE di non farlo. Guia Soncini dice perché è gratis per il fatto che ciò che è gratis non ha valore. Forse, in parte, non saprei, però usando il rasoio di Occam direi che più che altro si tratta di pigrizia. Estrema pigrizia. Comportamento gregario. Istinto ovino di avere qualcun altro che ti dica qualcosa che tu voglia sentire. L’uomo non cerca la verità, vuole solo la conferma della verità che si è già costruito dentro di sé. Ed ecco che i social ti danno questa sicurezza: ti fanno vedere solo quello che vuoi vedere, rafforzano i tuoi preconcetti. Le legioni di imbecilli – tanto qui non si offenderà nessuno perché gli imbecilli si sono già fermati alle prime righe di questo lungo post dato il loro attention span limitato al titolo e alle prime righe – non vogliono informarsi nonostante lo possano fare.

Spesso mi sento chiedere da alcuni di questi esemplari: “Ma mi arrivano certe notizie (99% fake news su immigrati) su Uozzap da fare rabbrividire. Ma sarà vero?” In quei momenti -anche se mostro tanta flemma mentre tiro fuori la Biblioteca di Babele che ho nella tasca e cerco su Google per dirgli che “no, vedi è una bufala ed è corroborata da vari link bla bla- mi sale il sangue al cervello e mi cadono le braccia. Nella mia mente non esiste neppure una situazione del genere: se ho il dubbio di trovarmi di fronte ad una bufala immediatamente la verifico su Google. Ma gli imbecilli non sanno usare un motore di ricerca, tanto che Google ha dovuto cambiare anni fa il modo in cui fa le ricerche: mentre prima bastava scrivere tre-quattro parole per trovare corrispondente frase – tipo se un adolescente vuole sapere come si possa curare la pizza di brufoli che si trova in faccia un tempo poteva scrivere ‘brufoli viso curare” e aveva migliaia di risultati tra cui scegliere – ora Google funziona con domande sceme tipo “xke’ o i brufoli in faccia?” oppure “kome faccio a eliminare i cosi rossi” e funziona! Sapeste i termini che la gente scrive su Google quando arriva sul mio blog, brividi lungo la schiena. E Google lo ha fatto per venire incontro all’imbecillità di queste legioni senza speranza. Il fenomeno delle fake news esiste a causa di queste persone e del loro comportamento. Gente che legge il solo titolo e moltiplica n volte la notizia sui media senza neanche aver letto i primi paragrafi e perfino senza essere in grado di capirne il contenuto come è tipico degli analfabeti di ritorno funzionali. A furia di like, retweet e copia-incolla (pardon copia-incolla lo sanno usare in pochi ormai) e di “Perché non ho anche io diritto alla mia opinione?” tutti si spacciano virologi, geologi, climatologi, astrofisici, costituzionalisti e ovviamente allenatori.

Ora, se siete arrivati fino a qui rappresentate lo 0,1% della popolazione ne converrete con me che questa situazione non è senza conseguenze perché elezioni, sondaggi, referendum, sassaiole, impiccaggioni, proteste, dipendono dalla diffusione delle notizie. E se le notizie sono false e vengono moltiplicate senza verifica ma soprattutto se i testi, perfino quelli elementari, non vengono compresi è la fine della comunicazione, la tomba della diatriba politica, l’insignificanza dei punti di vista oggettivi. Soncini propone di fare pagare internet e le cose dice lei miglioreranno ma a mio parere il problema non è l’ignoranza per se stessa, che non andrà mai via sia chiaro, ma le conseguenze di questa: la mia modesta proposta è far pagare una cifra simbolica per votare alle elezioni o ai referendum. Son sicuro che una cifra accessibile a tutti (per far contenti i sinistrorsi) come 20 o 30 euro manterrà fuori dalle urne il 90% degli imbecilli. Chi, per dirla come Soncini, infatti pagherebbe per un voto che prima era gratis e quindi senza valore? Chi non dà valore a se stesso e per la cura della propria ignoranza come potrebbe dare valore ad un voto?

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Due o tre cose sul referendum in Kurdistan

Negli ultimi giorni ho sentito un po’ di notizie inesatte riguardo al referendum in corso nel Kurdistan iracheno e quindi mi e’ sembrato opportuno elencare alcuni punti qui sotto per chiarire:

  1. si parla di Kurdistan iracheno non dell’intera regione abitata dai curdi divisa tra Turchia, Iraq, Siria e Iran. I curdi chiamano questa regione Başûrî.
  2. Nonostante il popolo curdo abbia una serie di denominatori comuni come lingua, cultura e in parte storia ogni regione ha le sue caratteristiche, politica e aspirazioni. Per esempio i curdi siriani in genere non chiedono di avere uno stato indipendente ma sono per una Siria federale con ampi poteri devoluti a livello locale. I curdi iracheni sono divisi tra aspirazione ad uno stato indipendente e federalismo con Iraq. Molti non vedono di buon occhio l’indipendenza perché significherebbe conflitti con Iraq, Turchia e Iran e diminuzione di commerci con Iraq. In Iran i curdi sono divisi tra sciiti e sunniti. Quelli sciiti godono di un trattamento migliore e infatti sono contro annessione al Grande Kurdistan.
  3. Il presidente del Kurdistan che ha indetto il referendum, Barzani, non e’ uno stinco di santo. E’ al potere dal 2005 nonostante il suo mandato sarebbe dovuto finire nel 2013. Fa parte di una famiglia i cui affari si stimano in decine di miliardi di dollari. E’ accusato da più parti di corruzione. Fa il doppio gioco ed e’ amico di Erdogan, dell’Iran ma anche degli USA e di Israele. Vende il petrolio alla Turchia senza pagare le accise al governo centrale iracheno ma pretende che gli stipendi dei dipendenti pubblici vengano da Baghdad. E il fatto che abbia indetto il referendum in un momento cosi’ critico e lo abbia indetto pure nelle regioni contese con l’Iraq fa parte del suo gioco continuo di scacchi. Vedi prossimo punto.
  4. ci sono alcune regioni contese tra governo centrale iracheno e il Kurdistan: Kirkuk, Ninive, Diyala, Sinjar e Salahaddin. Queste regioni hanno una minoranza curda e maggioranza araba e turcomanna o nel caso Sinjar Yazidi. Nonostante questo i peshmerga hanno presenza militare in alcune zone di queste regioni e vi hanno indetto il referendum. Questa e’ una mossa molto pericolosa che infatti ha avuto come reazione l’immediato intervento di Baghdad e della Turchia. In effetti siamo al limite della guerra a causa di questa decisione. Le PMU, ovvero le unita’ di mobilitazione popolare sciite si stanno già ammassando a Kirkuk e la Turchia si sta organizzando con Iran e Iraq per intervenire. Inoltre nel Sinjar dove vi fu il massacro di migliaia di Yazidi da parte dell’ISIS si ricordano ancora della ritirata strategica dei peshmerga che ha di fatto permesso all’ISIS di conquistare l’area. Una ritirata venuta da ordini dall’alto, per questioni politiche non militari.
  5. l’unico paese che riconoscerà a breve il Kurdistan e’ Israele. Il motivo di questa scelta incredibile e’ solo, unicamente e egoisticamente in chiave anti-iraniana e anti-turca. Nonostante vi dicanodi come la grande democrazia d’Israele sia l’unica ad avere avuto il coraggio di riconoscere il futuro stato curdo, non fatevi ingannare dalle apparenze. Netanhyau ha perso la guerra in Siria contro l’Iran e ora sta puntando a dividere l’Iraq per fomentare un nuovo conflitto con l’Iran. La politica di Netanhyau e’ semplice nella sua malvagità: un Medio Oriente continuamente nel caos per attrarre gli sciiti in guerre regionali e evitare che si focalizzino su Israele.

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Come volevasi dimostrare

In un post precedente avevo predetto 3 possibili scenari pro-ISIS della coalizione occidentale in risposta alle vittorie dell’esercito siriano sull’ISIS. Felicissimo di averne azzeccato 1 e 1/2. (E se non abbiamo avuto il terzo dobbiamo ringraziare la crisi in Nord Corea.)

Primo scenario: bombardamento da parte di Israele o US della Siria. Infatti esattamente il giorno dopo la rottura dell’assedio a Deir Ezzor Israele bombarda una base siriana adducendo che era un sito dove si producevano armi chimiche. Israele, ovvero l’aviazione di Al Qaeda e ISIS in Siria, come ormai molti dicono ironicamente in Siria. Ovviamente quei pochi fini commentatori occidentali che hanno riportato la notizia non hanno legato le due cose. Come ormai è pratica dei mass-media occidentali: riportare reazioni politiche e militari selettive senza collegarle a ciò che le ha iniziate.

E veniamo agli USA. Un anno fa più di 60 soldati siriani furono assassinati in un vigliacco attacco aereo mentre difendevano una collina su Deir Ezzor. Questo permise a ISIS di conquistare quella collina e di separare l’aeroporto militare dalla città assediata di fatto creando due sacche di assedio. Se non fosse stato per l’aiuto dell’aviazione russa nei giorni seguenti ISIS avrebbe conquistato la città e ridotto in schiavitù 90000 persone. Si stima che più di 1000 jihadisti morirono nell’assalto finale alla città. Il messaggio era chiaro: gli USA volevano che ISIS conquistasse Deir Ezzor massacrando i suoi civili di modo che poi l’intera provincia di Deir Ezzor potesse essere distaccata dal resto della Siria. Ma perché questa volta gli USA non hanno bombardato le truppe siriane? Il motivo è semplice: il progetto di balcanizzazione siriana è fallito e Trump ha capito di aver perso la guerra a ovest dell’Eufrate. Infatti il giorno dopo la vittoria di Deir Ezzor ha ordinato ai gruppi jihadisti pagati e addestrati dalla CIA di ripiegare nel deserto giordano. Stessa cosa per UK che alla chetichella sta abbandonando tutte le forze siriane jihadiste che ha finanziato per anni.

Secondo scenario: alcuni di voi avranno visto un breve lancio di agenzia il giorno dopo la vittoria di Deir Ezzor che diceva che secondo gli esperti dell’ONU dietro al recente attacco di gas sui civili ci fosse dietro la Siria. Le prove, dicono, sono le testimonianze e le foto che abbiamo visto essere molto flebili. Nessun esperto è andato di persona a constatare. Il risultato del lancio di agenzia è stato veramente miserrimo. E il motivo per cui non è stato amplificato dai social media è che gli USA hanno abbandonato tutti i ribelli in Siria e cambiato strategia. Come al solito è la politica a guidare la diffusione delle notizie e non il contrario.

 

Ma torniamo alla notizia geopolitica più importante del 2017 insieme alla liberazione di Mosul, che nessun giornale ha riportato: la rottura dell’assedio di Deir Ezzor da parte dell’esercito siriano di questa settimana. Dopo tre anni finalmente 90mila civili sono stati liberati dal brutale assedio da parte dell’ISIS. La parte a ovest dell’Eufrate della strategica città di Deir Ezzor è ora connessa ad un cordone umanitario e militare che da Damasco passa da Palmira. Questi civili sono doppiamente sfortunati: primo perché sono stati assediati da ISIS per 3 anni e secondo perché hanno la colpa di appoggiare il governo siriano. L’ONU non li nomina, per i media non esistono, sono fake news.

Ma non sono fake news per le migliaia di militari e volontari che sono morti per aiutarli in questi anni. Massacrati da decine di attacchi suicidi degli inghimasi sulle loro file o letteralmente bruciati vivi dentro i carri armati colpiti dai MANPAD ricevuti dagli americani o per i milioni di siriani che questa settimana sono scesi per le strade per festeggiare. E sono umani perfino per Iran e Hezbollah nonostante il 99% di questi civili siano sunniti. Esatto migliaia di sciiti iraniani e libanesi hanno dato la loro vita volontariamente per salvare 90mila sunniti. Con buona pace di chi, mentendo spudoratamente, promuove una visione della guerra in Siria come una guerra settaria.

p.s.

nella foto il generale druso Issam Zahreddine che ha resistito con la Brigata 137 per tre lunghi anni l’assedio dei barbari. Se fosse stato americano ci sarebbero bestsellers e film di Hollywood a celebrarlo. Invece il suo nome compare in una lista di sanzioni contro alti comandi militari dell’UE per il presunto attacco al sarin di un anno fa. Peccato che Zahreddine era assediato in Deir Ezzor da tre anni 1000 Km piu’ a Est. Questo vi da’ l’idea della totale partigianeria/malvagita’ dei governi occidentali contro la Siria.

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Quel pazzo di Kim, o forse no?

In Occidente facciamo finta che la Guerra di Corea non sia mai accaduta, che gli americani non abbiano ucciso più di 1.5 milioni di nordcoreani, il 20% della popolazione, che non abbiano sganciato più di 650mila tonnellate di bombe (record nella storia umana per una singola guerra), che abbiano distrutto e messo in ginocchio un paese per più di 50 anni. Nei libri di Storia a scuola la guerra di Corea non esiste. Eppure fu una delle più violente e dove l’America compi’ i più efferati crimini di guerra senza conseguenza alcuna. Sorvoliamo sul napalm sui civili, sorvoliamo sull’embargo infinito che uccide i civili e aiuta Kim Jong-Un e prima di lui suo padre a rimanere al potere. Sui giornali ci vanno vedere reazioni violente della Corea del Nord e ci dicono che questi comportamenti sono frutto della pazzia o della malvagità del regime. Mai nessuno che ci dica che ogni singola volta che Kim fa un test missilistico lo fa SEMPRE in risposta alle annuali esercitazioni militari US-Corea del Sud al confine. Esercitazioni a pochi metri dal confine con decine di migliaia di militari che simulano non una difesa ma un attacco preventivo alla Corea del Nord.

Quindi dicevamo Kim Jong Un viene dipinto come un pazzo suicida guidato dall’odio e dalla malvagità. Ma in realtà non ci fermiamo mai a pensare che Kim Jong Un e’ figlio di 60 anni di Guerra Fredda, di una guerra in Corea per cui non si e’ mai segnata la pace, di una strategia del contenimento che ha rafforzato, non indebolito il regime e impoverito la popolazione civile. Ogni volta che si rinforza l’embargo sono i civili a rimetterci, non il regime. E alimenta la propaganda anti-americana. Non che ci voglia molto ad odiarli gli americani dal punto di vista coreano: tutti hanno nei propri ricordi le immagini dei soldati americani che bombardano indiscriminatamente i civili come fossero…ops… uno stato canaglia. L’Asse del male ve lo ricordate? A parte Assad, salvato in extremis dalla Russia, tutti gli altri sono stati eliminati: Saddam, Gheddafi, fra un po’ Maduro. Chissà perché Kim Jong Un e’ ancora al potere. Sara’ mai che la minaccia delle armi nucleari funzioni? Sara’ mai che tra Corea del Nord e USA il contendente più razionale sia la prima?

Kim ha fatto sua la dottrina della Guerra Fredda del deterrente nucleare: le armi nucleari servono a non essere attaccati. Chi non ce le ha viene decapitato. Punto. Saddam e Gheddafi hanno rinunciato ai loro programmi nucleari e guarda che fine hanno fatto. Kim deve essere proprio un pazzo ad usare tutte le risorse e il denaro in un programma nucleare invece che nutrire il suo popolo affamato, vero? La verità e’ che Kim sta giocando la partita in modo molto razionale e Trump non può far altro che guardare e infliggere danni collaterali, come embargo e sanzioni. Se invece avesse seguito le raccomandazioni di Cina e Russia di dialogo a quest’ora non saremmo arrivati a questo punto. Ma per gli USA non e’ di certo una sconfitta: l’obiettivo e’ aumentare la tensione nel Pacifico, tagliare ponti tra Corea del Nord e Cina e Russia, unici suoi partner commerciali, e vendere armamenti a Corea del Sud e Giappone. D’altro canto l’industria bellica americana dovrà pur sopravvivere. La fame di un’altra guerra e’ tanta e si vive anche di questi bocconcini piccoli.

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Un altro weekend di paura?

Tal Afar quasi conquistata del tutto da esercito irakeno e PMU sciite. Uqayribat presa nella provincia di Hama da esercito siriano e ISIS hunters. Qalamoun conquistato da Esercito libanese e Hezbollah. Le Tiger Forces a 40 km da Deir Ezzor. Forze siriane e alleate trasferiscono cannoni e mezzi pesanti per assedio finale alla città circondata dai barbari da 3 anni. Ma quando qualche cellula dell’ ISIS farà una strage in Europa prossime settimane i giornali continueranno a dire che lo fanno perché odiano il nostro stile di vita.

La Siria è l’Iraq non esistono e quello che succede lì in questi giorni fa parte di un universo parallelo.

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