Archivi del mese: luglio 2016

Quattro anni di terrore

E’ davvero incredibile come qualsiasi fatto possa essere presentato dai media come il suo contrario. La manipolazione dell’informazione in occidente sta raggiungendo livelli orwelliani. Prendete il caso della battaglia di Aleppo che finalmente sta arrivando ad una conclusione dopo 4 anni di atroci crimini da ambo le parti. Praticamente l’intero spettro dei mezzi d’informazione occidentali é schiacciato sulla retorica di regime, intendo quella occidentale non quella siriana. Mettiamo le cose in chiaro una volta per tutte:

  • Parte di Aleppo é stata sotto assedio per 4 anni da parte dell’ISIS, di Al Qaeda in Siria (Al Nusra) e da parte di altri gruppi jihadisti.
  • Durante questo assedio questi criminali hanno ucciso, torturato, impiccato, decapitato e schiavizzato migliaia di persone. Hanno imposto la sharia nei quartieri da loro controllati e quotidianamente bombardato i quartieri fedeli al governo e/o quelli a maggioranza curda. Non solo ma hanno proibito ai residenti di scappare rendendoli di fatto prigionieri. Questi tagliagole, bestie della peggior specie, ricevevano quotidianamente dai turchi, sauditi e americani (Wikileaks ha appena rilasciato dell interessanti email della Clinton che lo confermano) armamenti, denaro e militanti. Nessuno in questi anni ha detto una sola parola per i migliaia di morti che questi animali hanno causato. Neppure quando l’altra settimana hanno decapitato un ragazzino palestinese di 12 anni accusato di essere una spia. Come non lo sapevate che ci sono brigate di volontari palestinesi che combattono con Assad? E nessuno vi aveva detto che i militanti pagati dagli USA decapitano ragazzi di 12 anni? CodebCXUAAAM7cm

CodebuHVIAU3Pu6Queste qua sopra sono le tipiche bombe a gas che i maiali sparavano con cannoni artigianali ma molto efficaci per massacrare i civili nei quartieri di Bani Zaid, Al Azeeziah e Sheiq Maqsood.

 

  • Ora che l’esercito siriano é riuscito a bloccare la via principale d’accesso da cui questi ratti riuscivano a contrabbandare armi e infiltrare uomini (Al Castello road) tutti parlano dell’assedio di Aleppo da parte del governo siriano. Capito il giro di parole orwelliano? L’esercito siriano rompe l’assedio dei jihadisti per liberare i quartieri fedeli al governo e i giornali descrivono la liberazione come un assedio da parte dei cattivoni della gang di Assad. E la cosapiú incredibile é che a pochi chilometri da Aleppo, Manbij é sotto assedio da un mese da parte dei curdi e degli americani e nessun giornale parla di emergenza umanitaria. Lasciatemi dire una cosa che nessuno vi dice: l’esercito siriano é composto da sunniti, sciiti, alawiti, cristiani, drusi, assiri, curdi e turcomanni che combattono da anni uniti contro la barbarie jihadista non solo per se stessi, ma per le loro famiglie, la loro patria e per la libertá dell’intero mondo. Sono i soldati dell’esercito siriano e con loro tutte le milizie di volontari (centinaia di migliaia di sciiti, alawiti, drusi e cristiani provenienti da Iran, Iraq, Libano, Palestina, Yemen, Afghanistan) che in prima linea vengono massacrati, decapitati e bruciati vivi dai jihadisti. E non combattono solo per tenere al potere Assad come in occidente vi dicono, ma per difendere uno stato laico, l’unico stato laico insieme al Libano e Israele del medioriente, e per difendere i propri templi e luoghi di culto da parte contro la barbarie jihadista.
  • Altra cosa che i giornali di regime vi dicono é che migliaia di persone ora sono bloccate e senza via d’uscita. Peccato che Assad abbia aperto 3 corridoi umanitari per i civili e uno per i militanti che si arrendono. Qui sotto una foto dei civili che scappano verso il cattivo “regime”.

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  • Ad Aleppo in questi giorni la cittá é in giubilo celebrando la liberazione dopo 4 anni di terrore. Ci sono centinaia di video e foto se avete voglia di cercarle su internet, ve ne metto alcune qua:

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Qui potete vedere i cristiani di Bani Zaid che celebrano con una messa speciale in chiesa. E non parliamo solo di quartieri fedeli al governo. Guardate il giubilo dei per lo piú sunniti in questi video. Parliamo anche dei YPG curdi che festeggiano dopo aver subito un assedio durato 4 anni. I curdi di Sheik Maqsood hanno sofferto particolarmente perché il loro quartiere era incastonato tra ISIS e Al Nusra e aveva come unico cordone di salvezza proprio poche strade di un quartiere governativo. Curdi che erano alleati di Assad ad Aleppo e che sono stati decisivi per la vittoria finale. Ma come, nessuno vi ha detto che YPG era alleato con Assad? Ma come, i curdi erano gli eroi dell’occidente e ora si alleano con Assad? Ma lo fanno anche a Qamishli, non lo sapevate? E pure ad Afrin. Quante cose si scoprono NON ascoltando i giornali di regime.

Comunque un sospiro di sollievo per le centinaia di migliaia di residenti di Aleppo che ora possono vivere in pace, indipendentemente dalla loro etnia, religione o genere. Una vittoria per un paese dalle mille religioni, mille etnie violentato da 4 anni di jihadismo senza scrupoli. Una sconfitta pesante per i porci di Al Nusra, ISIS, Erdogan e particolarmente per Hillary Clinton che li appoggiava e finanziava e che é stata sputtanata da Wikileaks.

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Il piú grande esperimento sociale della storia

433La sparatoria di Monaco a mio parere dovrebbe essere ricordata come il piú grande esperimento sociale della storia. Nessuno sarebbe stato in grado di organizzare un esperimento tanto rivelatore della psiche umana globale. Metti la notizia di un attacco terrorista online e lasci il pubblico in attesa di capire chi sia l’attentatore e quindi il movente e vedi un po’ cosa succede. Su Twitter per ore c’erano due tribú contrapposte: quelli che speravano fosse un attacco jihadista e quelli che speravano fosse nazionalista. Uso il verbo “sperare” perché era chiaro che chi scriveva i tweet voleva a tutti i costi la propria premonizione vincere rispetto alle altre. Le tribú ovviamente riflettevano tribú ben piú ampie, ovvero i campi che definiamo di sinistra e di destra. La sinistra pregava fosse un ultranazionalista bianco cristiano e la destra che fosse un jihadista. Di colpo ti rendi conto che in questa guerra tra jihadisti e resto del mondo la sinistra ha giá preso posizione e la destra é giá “trumpista” di sua natura: #banislam era in vetta alla classifica dei trend per ore nonostante nessuno sapesse ancora nulla.

Si rivela invece essere stato un ragazzo tedesco ma di origini iraniane. E qui é ancora piú interessante la psiche tribale umana: i sinistri additavano la strage all’emarginazione, alla mancanza di welfare e alla societá capitalista in generale, mentre i destri la additavano al fatto che fosse i origini iraniane. I primi ignoravano il fatto che la sua famiglia non era povera né emarginata e che si trattava di bullismo a scuola e depressione, mentre i secondi il fatto che la famiglia era integrata, scappata dalla rivoluzione iraniana e quindi probabilmente di origini borghesi e laiche e che il jihadismo é un fenomeno tipicamente sunnita e probabilmente la famiglia di Ali era sciita. Ma non importa, l’importante é trovare conferma dei propri pregiudizi. Pregiudizi giá presenti durante l’attacco quando testimoni giuravano di aver sentito il ragazzo urlare Allah Akbar oppure “fottuti stranieri”. Queste persone giuravano di avere sentito queste parole e le hanno riportate sui giornali. Il primo avrebbe dato conferma di un attacco jihadista, il secondo di un attacco in stile nazionalista. Sí certo, Ali aveva studiato altri attacchi incluso quello di Brevik ma aveva anche studiato quelli che non avevano alcuna matrice politica o religiosa come quelli di Columbine et al. E, cosa non detta troppo dai giornali, gli altri figli di immigrati di origine turca e araba lo prendevano in giro perché era di origine iraniana. In questo melting pot di possibili cause per giustificare le nostre tribú di appartenenza l’unico fatto certo é che sono stati anni e anni di bullismo perpetrato dai soliti ragazzini senza cuore che a quell’etá diventano delle bestie ad avere fatto scattare l’ira di Ali.

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Commento a caldo su golpe Turchia

Qualche settimana avevo scritto questo post https://fabristol.wordpress.com/2016/06/09/adieu-turchia/   in cui definivo la Turchia come una polveriera pronta a scoppiare. Erdogan sembrava in guerra con il mondo, la situazione chiaramente scappata di mano. Dev’essere che anche i militari se ne sono resi conto e hanno deciso di prendere in mano la situazione. Nei giorni scorsi la Turchia di punto in bianco si è messa a fare la pace con tutti, da Mosca a Israele, dando perfino segnali di pace con la Siria. Sconcertante. Tutto in pochi giorni e senza preavviso. Tant’è che i sauditi hanno richiamato l’ambasciatore turco per chiedere come mai c’è stata questa retromarcia, proprio ora che i gruppi pagati dai sauditi e turchi come Al Nusra stavano combattendo nell’assedio di Aleppo. La mia teoria è che gli USA e/o i militari avessero spinto Erdogan a fare marcia indietro con tutti. Erdogan lo ha fatto ovviamente contro voglia ma nel frattempo si stava preparando a qualcosa di eclatante e i militari lo hanno anticipato. Infatti nei giorni scorsi i turchi hanno smesso di bombardare il kurdistan turco, hanno bloccato gli aiuti ai turcomanni al confine con la Latakia e hanno lasciato la presa al confine con il cantone curdo Afrin della Rojava curda.

Il problema ora è che Erdogan sta giocando la carta populista/rivoluzionaria. Sta cheidendo al popolo di scendere in piazza. Vedremo una fotocopia di piazza Tahrir? Una nuova primavera (non)araba? E se sì quanto devastante può essere una guerra civile in Turchia con l’ISIS che ora è in fuga dalla Siria e può solo andare verso l’unico confine aperto, ovvero la Turchia. Assad e Putin staanno strofinando le mani: ora non gli basta che spingere l’ISIS e Al Nusra verso Nord a combattere una guerra civile in Turchia. Nel frattmepo i curdi turchi stanno preparando le armi per creare il loro kurdistan in Turchia da connettere con Rojava e Kurdistan irakeno. Erdogan pagherà caro la sua hubris ma tutti noi pagheremo molto caro le conseguenze di questo golpe. Siamo veramente fottuti.

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Disputa sulle isole del Mar Cinese: un punto di vista controcorrente

Come al solito mi devo sempre far riconoscere per quello che va contro corrente. Non ce la faccio, devo fare l’avvocato del diavolo per la Cina anche questa volta. Il problema è che le notizie vengono filtrate e copia-incollate all’infinito dai media occidentali senza contradditorio. Nessuno che si chieda quali siano le ragioni dell’altra parte soprattutto quando ci sono di mezzo gli USA. Non solo, ma i media occidentali semplicemente riportano solo le reazioni dei paesi alle azioni degli USA senza chiedersi perché un paese fa qualcosa del genere di punto in bianco. Esempio classico sono i test missilistici della Nord Corea. Ogni volta che questi avvengono è per reazione a qualche attività americana o sudcoreana, SEMPRE. Mai la Nord Corea si è messa a fare un test di punto in bianco. A volte diventa una sorta di teatrino dove le due parti sanno cosa fare e come reagire. Per esempio ogni anno gli USA con la Sud Corea organizzano esercitazioni militari al confine con il Nord. Il giorno dopo immediatamente la Nord Corea ordina un nuovo test missilistico. Cosa si vede nei giornali occidentali? Kim minaccia il mondo con i suoi missili!

È della settimana scorsa la decisione di Obama di imporre sanzioni economiche verso la Nord Corea (come se queste avessero mai funzionato prima) e di posizionare missili americani in Sud Corea, di fatto come giustamente ha detto la Nord Corea facendo una palese dichiarazione di guerra alla Nord Corea. Kim come da copione spara i suoi missili in aria. Cina e Russia protestano di conseguenza perché si sentono circondate.

Ora la stessa cosa ma in grande sta avvenendo con il Mare meridionale cinese. È da anni ormai che gli USA stanno stuzzicando la Cina nel suo territorio d’influenza, creando basi militari in paesi limitrofi e addirittura navigando a 12 miglia dal territorio cinese: quando lo fa Putin lo chiamano bullismo, quando lo fanno gli USA “contenimento”. O vogliamo parlare del TransPacific Partnership (TPP) forzato dagli USA a tutti i paesi del Pacifico a parte la Cina? Praticamente un atto di guerra economica bello e buono per escludere la Cina dal commercio con i paesi asiatici.

Ma veniamo al punto delle Spratly Islands. Non c’è dubbio che la Cina si sia appropriata con la forza di alcune di queste e che usi il mito imperiale mai sopito per giustificare annessioni illegali, ma nessuno, dico nessuno nei media occidentali ha mai accennato al fatto che la Cina si è messa ad ingrandire questi atolli artificialmente solo dopo che Vietnam, Filippine, Malesia e Taiwan hanno fatto lo stesso? Delle decine di atolli e isolotti delle Spratly Islands 43 sono occupati da questi paesi (nell’ordine 29, 5, 8 e 1) e solo 7 dalla Cina. Vietnam ha costruito basi militari, aeroporti e Filippine pure resort turistici e spostato popolazioni a bella posta per occuparle. La Cina, messa all’angolo si è messa a fare lo stesso, preoccupata che la misura a tanaglia degli USA gli potesse bloccare l’accesso a Malacca.

Questo dal punto di vista geopolitico, ora vediamo dal punto di vista legale. La Cina non ha mai detto che non vuole avere negoziazioni con i paesi confinanti. La Cina he sempre detto che non vuole che siano gli USA a condurre le negoziazioni come arbitro imparziale (che fa ridere ai polli sinceramente visto che gli USA hanno enormi interessi nella regione). USA che hanno forzosamente invitato Giappone e India al tavolo di negoziazione quando questi paesi non hanno niente a che vedere con la disputa e storicamente avversari della Cina. La Cina ha sempre chiesto di avere negoziati tra paesi singoli, non utilizzando tribunali internazionali. E non c’è motivo di dubitarne visto che nei passati 30 anni la Cina ha sempre risolto tutti i contenziosi con i suoi paesi confinanti dando concessioni anche importanti quando trattati da pari (12 contenziosi risolti su 14 con paesi confinanti). La Cina si sente messa all’angolo da un bullo di periferia che non ha niente a che fare con la sua sfera d’influenza. Il suo comportamento è sempre stato sulla difensiva (la dottrina del non intervenzionismo negli affari esterni alla Cina ormai regge da decenni, non si può dire lo stesso degli USA ovviamente) e non può che reagire quando stuzzicata in questo modo. Un bullo che quando gli fa comodo non accetta di far parte di tribunali internazionali per le proprie dispute ma quando lo fanno altri paesi li accusa di non accettare le regole internazionali (vogliamo ricordare che nell’84 gli USA furono denunciati dal Nicaragua all’International Court of Justice (ICJ) e Reagan per protesta fece uscire gli USA dall’ICJ?; oppure vogliamo parlare del fatto che gli USA non aderiscono all’United Nations Convention on the Law of the Sea però pretendono che la Cina ne rispetti le regole?)

La Cina è una presenza ingombrante nella regione non c’è dubbio, e il partito comunista governa con mano di ferro il paese ma se siamo giunti a questa impasse militare è perché si sono preferiti metodi militari a quelli diplomatici da parte degli USA per provocarla e isolarla. La storia insegna che la Cina ha sempre risolto quasi tutte le sue dispute diplomaticamente e quando trattata da pari ha mantenuto le sue promesse in linea con la dottrina del “China’s peaceful rise”.

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É donna

Quando leggi i giornali italiani e quelli britannici riguardo all’elezione di Theresa May a primo ministro ti rendi conto di quanti anni luce l’Italia sia dalla realtà. Per settimane la prospettiva di avere la May o la Leadsom come candidati premier non ha fatto battere ciglio all’opinione pubblica britannica. Just candidates, that’s it. Raramente sono state definite come donne dai media e ancora più raramente sono stati imposti clichè femminili: taglio di capelli, modo di vestire, ruolo di moglie e madre (quando la Leadsom ha parlato di come essere stata madre la renda migliore come primo ministro è stata sommersa di critiche e ha lasciato le primarie). E non c’entra assolutamente nulla il maschilismo della società italiana quanto il patriarcato della società italiana. Infatti al contrario di quanto succeda in UK sono le stesse donne ad identificarsi in un ruolo materno-coniugale e a farlo proprio. Mentre in UK una May o Thatcher o Leadsom parlano di Guerra Fredda, basi missilistiche nucleari, terrorismo islamico, ricerca scientifica, economia ecc. in Italia le politiche di professione si occupano quasi esclusivamente di politiche della famiglia, del ruolo della donna, di procreazione, di tabù religiosi mentre baciano mani papali con un velo sul viso e tutto l’armamentario di clichè che una nonnina del 19esimo secolo poteva mostrare in pubblico in un paese di provincia. Fino a quando le politiche italiane si identificheranno come donne prima che politiche – un ghetto mentale – la società italiana continuerà a fare commenti sessisti sulle candidate donne. E tra i commenti sessisti includo pure quelli delle opinioniste à la Donna Moderna e/o Grazia che commentano sul taglio di capelli osceno della May. Se l’unica cosa che sai commentare sulla May è il suo taglio di capelli allora ti meriti il patriarcato e tutto il sessismo che ne deriva.

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