Un weekend a Brighton 1

Brighton è una città diversa. In tutti i sensi: diversa perché non ha poco o nulla di tipicamente inglese; diversa perché è aperta al mare (cosa rara nelle città costiere inglesi); diversa perché è la patria dei “diversi”. Infatti Brighton è la capitale gay del Regno Unito, ma è anche una città costituita dal 90% di alternativi, freakettoni, artisti e punkabestia. Il bello di Brighton è che una città tollerante (che brutta parola! Qui nessuno tollera gli altri, li accetta al massimo) a 360 gradi: verso le razze diverse, le sessualità diverse ecc. Qui non ci sono ghetti o quartieri. Al massimo è divisa in quartieri ricchi e quartieri meno ricchi, ma ci potete trovare l’asiatico col musulmano, il bisex con la famiglia Mulino Bianco e via con tutte le combinazioni dell’arcobaleno. Forse più cosmopolita e aperta di Londra, anzi sicuramente, visti i quartieri ghetto. Pochissime chiese, ci sarà un motivo? Il lungo mare, per quanto sia costituito da una spiaggia di ciottoli (portati negli anni 70 perché gli abitanti erano stanchi di avere la sabbia che entrava in casa), ha un suo fascino: hotel, campi da gioco, negozi, bar, souvenir, piscine, campi da golf, insomma non ci si può annoiare. Salta subito all’occhio la composizione gayofila della città. C’è un ampio range di stereotipi in strada: dalla checca più checca al macho tutto muscoli e barbuto, dall’artista all’intellettuale, dallo stilista all’insospettabile padre di famiglia. E, secondo molti, proprio a causa della presenza omosessuale la città è così costosa. Dio santo quanto è costosa! D’altronde questa è la spiaggia dei londinesi ricchi, l’Ostia o l’Idroscalo o il Poetto di Londra. Il weekend si trasforma in un bordello letteralmente. Se avete visto l’Inghilterra di sabato sera, sapete cosa intendo; ecco Brighton è il top del trash per quel tipo di serata. Sconsigliata alle persone che si impressionano facilmente.

Dimenticavo, migliaia di Fish and chips e tanti pterodat…ehm gabbiani che ti cagano addosso. Godetevi il video di quel simpaticone di Fabri Fibra, tutto contento perché ha scoperto Brighton.

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6 commenti

Archiviato in viaggi

6 risposte a “Un weekend a Brighton 1

  1. insomma altra cosa rispetto a blackpool (e ai suoi tram: http://en.wikipedia.org/wiki/Blackpool_tramway) 🙂

  2. Non è un caso che Blackpool venga chiamata la Brighton del nord.

  3. emax

    fabri non funziona il video..

  4. Emanuele

    “Il lungo mare, per quanto sia costituito da una spiaggia di ciottoli (portati negli anni 70 perché gli abitanti erano stanchi di avere la sabbia che entrava in casa”

    Oh mio dio. Pazzi.

    “Il weekend si trasforma in un bordello letteralmente. Se avete visto l’Inghilterra di sabato sera, sapete cosa intendo;”

    Qualche dettaglio per chi non lo sa? 🙂

    Mia sorella una dozzina di anni fa passò un mese a Eastbourne, che dovrebbe essere lì vicino, in una vacanza-studio. Aveva 11 anni allora. Anche lei si lamentò dei gabbiani onnipresenti che facevano un chiasso incredibile (e del tempo schifoso. 20 giorni di pioggia, 5 di freddo e 5 di sole pallido tra luglio e agosto).

  5. Tutto il resto mi lascia un po’ perplesso. Ma quando ho letto che la gente ha portato i ciottoli perché non sopportava la sabbia ho capito che sarebbe un posto dove vivrei bene! 🙂

  6. Per Emax

    ora è a posto. Godetevi Fabri Fibra. 😀

    Per Emanuele

    Ehm, diciamo che parlarne sarebbe vietato ai minori di 18 anni, ma visto che siamo fra adulti.. 😀
    Nei weekend gli inglesi lasciano, come dire, che l’animale che è in loro esca fuori. Non è solo quantità di pinte di birra, è anche buttarsi in strada ubriachi fradici, fare risse nei pub, vomitare e pisciare in strada. Le donne sono particolarmente disinibite e, oltre a mostrare le pudenda in pubblico, urlano come invasate. La gente si veste in costume (le serate a tema) e si stracciano fino a notte tarda. Ora, detto questo, Brighton non è seconda a nessun’altra città per questo genere di comportamento ed è famosa per i cosiddetti “dirty weekends”.

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