Il libero mercato degli dèi

index-121140548Se un alieno dovesse passare in UK durante il periodo natalizio del 2013 penserebbe che gli umani adorano un dio barbuto e bonario vestito di rosso che magicamente appare su una slitta trainata da renne. Tornerebbe sul suo pianeta e racconterebbe di questa strana usanza dell’albero, delle calze e del camino. Eppure qui in UK fino a qualche anno fa c’era un altro dio che veniva festeggiato. Le sue immagini erano dappertutto ma ora sono scomparse. Anche gli dèi muoiono. Quello che è successo a Cristo accadde già a decine di divinità prima di lui, tutte in gara per accapparrarsi quella famosa data, intorno al solstizio d’inverno, così magica e simbolica. Il sole che sta fermo per giorni, il giorno più corto e poi la rinascita.

La cosa però interessante è che mentre il Natale di Cristo fu imposto con la forza dall’alleanza Impero-Chiesa intorno al 350 cercando di sostituire il Natale del Sol Invictus, questa volta il cambio è stato volontario. Significa che in raeltà in passato non c’è mai stata vera competizione perché Cristo barò, (oggi si direbbe aiutato dai poteri forti dell’epoca) e in un mondo in cui le religioni si trovano in un mercato libero, senza protezionismo statale (e perfino senza Antitrust), le persone scelgono quella che più gli aggrada. In questo caso un uomo barbuto vestito di rosso (thanks Coca Cola!) che regala felicità e doni, più confortante di uno che dice di averci mondato dai peccati che i primi uomini hanno commesso ma poi pretende di sacrificare la nostra felicità per ripulirci dagli quegli stessi peccati (che morte inutile la sua se poi dobbiamo pagare per quegli stessi peccati). Insomma troppo complicato, troppo esoterico, senza logica, un po’ necrofilo.

Nel libero mercato degli dèi quindi vince chi offre un miglior servizio, anche se non è detto che duri tanto: infatti come accadde con il Sol Invictus sono sicuro che accadrà con Babbo Natale. Ovvero lo Stato prima o poi lo imporrà come tradizione ufficiale del Natale contro magari “l’invasione di divinità esotiche” e ci ritroveremo punto e a capo. Non è una ipotesi tanto peregrina visto che qualche anno fa un vescovo italiano si lamentò della mancanza dell’albero di Natale in qualche piazza italiana adducendo che si trattava “di una rinuncia di una tradizione natalizia nostrana”. Poverino doveva essere nato dopo gli anni 40. Bastano un paio di generazioni e “il gesù bambino che porta i doni” diventa “Babbo Natale che porta i doni”. Feste, divinità, simboli cambiano in continuazione nonostante le persone giurino che il loro culto esista da sempre. Chissà cosa ci aspetta in futuro: i sindaci che benedicono la folla con affianco una rappresentazione di Babbo Natale? I preti che inglobano, pur di sopravvivere, il culto di Babbo Natale (so già cosa si inventerebbero come scusa: Babbo Natale deriva da San Nicola nella traduzione nordica quindi è cristianissimo)? In quest’ultimo caso sarebbe interessante perché il Natale sarebbe veramente una festività universale perché ingloberebbe il culto pagano del Sole, dell’albero, quello commerciale di Babbo Natale e quello di Cristo. L’eterna voglia di sincretismo della Chiesa pur di sopravvivere.

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6 commenti

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6 risposte a “Il libero mercato degli dèi

  1. Snem

    Quasi a livello “delirio” ma mi piace la tua passione nella lotta libero mercato contro il lato oscuro (lo Stato) 🙂
    Buon Natale Fabristol! Espero verte pronto por aquí 😉

  2. Kirbmarc

    “I preti che inglobano, pur di sopravvivere, il culto di Babbo Natale (so già cosa si inventerebbero come scusa: Babbo Natale deriva da San Nicola nella traduzione nordica quindi è cristianissimo)? ”

    Penso che succedera’ proprio questo. Per quanto in declino la religione cristiana sopravvivera’ per almeno altri due o trecento anni, anche se solo per inerzia, ma dovra’ assorbire in qualche modo il mondo moderno. E quindi fra qualche anno Babbo Natale ritornera’ ad essere un santo, anche se la barba lunga e il vestito rosso ormai sono iconici e non verranno mai sostituiti dall’aureola e da una veste bianca.

    Azzardo un’altra speculazione: il Cristianesimo, per sopravvivere, riassorbira’ molte figure “laiche” che tanti ammirano con il vecchio trucco delle citazioni a sproposito. E quindi Gandhi sara’ arroulato come cristiano perche’ ha lodato il Nuovo Testamento, mentre Einstein (che era panteista e disprezzava le divinita’ abramitiche) verra’ convertito in maniera postuma per il suo “Dio non gioca a dadi”.

    Per non parlare del Buddhismo, che gia’ oggi si e’ fuso con molte frange del cristianesimo “progressista”.

    Tempo uno o due secoli e il cristianesimo sara’ irriconoscibile rispetto a quello di prima del Concilio Vaticano Secondo. Del resto anche i cristiani piu’ “conservatori” di oggi sarebbero stati arsi sul rogo come eretici ai tempi del Concilio di Trento.

  3. Snem dai su! 😉 A me invece sembra un accostamento affascinante: le religioni competono su un mercato che fino a qualche tempo fa aveva il monopolio. Avrei fatto questo accostamento anche se non fossi stato libertario. Feliz navidad!

  4. Emanuele

    E’ stato saltato un passaggio: la persecuzione dei dirigenti della Coca Cola. Troppo comodo creare una religione al giorno d’oggi 😛

  5. In realtà alcuni dicono che la festa di Sol Invictus sia stata lanciata come risposta pagana al natale cristiano. Non che cambi molto (era solo per precisare e per anticipare polemiche) visto il palese e alle volte vertiginoso sincretismo tra diverse tradizioni europee di celebrazione del solstizio d’inverno da cui deriva il Natale attuale e la figura di Santa Claus (o di Babbo Natale, San Nicolò, la Befana, Santa Lucia, per non parlare di krampus, yule, Zwarte Piete e altre bizzarrie).

  6. Non appena verranno scoperte tracce di vita aliena (microrganismi fossili su Marte, dna su comete e meteore, ecc.) la nuova religione prossima ventura sarà quella basata sull’attesa degli extraterrestri. Si dirà che Gesù era un extraterrestre, Buddha altrettanto, e così Zoroastro e Maometto.
    Personalmente, da ateo convinto, credo che l’ipotesi più interessante e coerente di rapporto tra immanente e trascendente, sia quella formulata da Frank Herbert nel suo ciclo di Dune. Il dio muore e si scompone in migliaia di frammenti di consapevolezza che devono essere ricomposti. La metafora è chiara: la coscienza universale all’inizio del tempo si è frammentata nelle coscienze individuali che popolano l’universo (uomini o alieni, poco importa) alla cui libera volontà è lasciato il compito (tramite l’autodeterminazione e il libero arbitrio) di ricomporla, imparando negli eoni il rispetto e l’amore sia reciproco che per tutto ciò che ci circonda. Se gli esseri senzienti saranno in grado di farlo, il dio collettivo – la grande coscienza intelligente dell’Universo – risorgerà lentamente dalla loro unione, altrimenti prevarrà l’oscurità della separazione. E’ il Sentiero Dorato.
    Improbabile ma, a mio avviso, senz’altro affascinante.

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