Il sale marino biologico

IMAG0540Il sale grosso marino qui in UK costa abbastanza e in genere te lo vendono in pacchettini da 200 grammi o meno come fosse oro. L’altro giorno sono tornato a casa con uno di questi pacchettini e solo mentre lo aprivo mi sono reso conto – orrore! – che il mio sale era stato “organically approved”. La compagnia, la Geo organics, ha tutta una serie di prodotti salini biologici certificati perfino dalle associazioni vegane.

Ora, qui come al solito è come parlare con una molecola di NaCl quindi non mi aspetto alcuna risposta logica né dai produttori di tale castroneria – scientifica, chimica e perfino linguistica – né dai consumatori rincoglioniti che si vantano di comprare tali prodotti. Ma il sale marino, la quintessenza dell’inorganicità, la base dell’esame di chimica delle superiori, l’onnipresente sale da cucina, ma proprio fino a questo punto si può arrivare con la stupidità umana?

Come si può commercializzare il cloruro di sodio come biologico? O nel caso del termine in inglese “organic” se parliamo di una molecola composta da Na e Cl? Come si può vendere una molecola come “più salutare” di altre se la composizione chimica è la stessa? Ma soprattutto come cazzo si fa ad avere un timbro di approvazione dalle associazioni vegane su una molecola inorganica la cui produzione si limita alla sola evaporazione dell’acqua marina?

Chiediamolo a Giacobbo.

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10 commenti

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10 risposte a “Il sale marino biologico

  1. Una confezione di sale (fino o grosso) senza marca (credo di origine pugliese) preso alla coop-italia costa, se non erro, 0,21 €.
    Che ne pensi di aprire una ditta import-export? 😉

  2. si ma non ha il timbro ufficiale dei vegani!:-)

  3. Emanuele

    Forse è approvato perché quando evapora l’acqua stanno attenti a non far morire nessun pesciolino 🙂

  4. E’ consolante saper che gli idioti non hanno bandiera né patria, ma tutto il mondo è paese. Mal comune mezzo gaudio.

  5. Quel sale costa molto perché contiene un additivo particolare. Si chiama imbecillina. È un estratto organico che secerne il cervello di certi esseri umani che vivono nei quartieri posh.

    Enrico
    ——————————————
    http://pulgarias.wordpress.com

  6. qui in Italia non scherziamo, ma da voi devono avere la palma di questo genere di cose. Ho letto su un pacchetto di carote disidratate per bambini, nell’etichetta che elencava le percentuali dei contenuti (proteine x%, Zuccheri x%, Grassi x% ecc. ) anche la voce junk food 0%. Mi sembra carina come bestialità da mettere in etichetta (che dovrebbe dare dei parametri legali!

  7. L’iniziativa è commerciale e non ne discuto, ma credo che nel sale (inteso non come NaCl, ma come il pacco che si compra al supermercato) ci siano delle leggere impurità, quindi qui parleranno delle impurità presenti o assenti. Del resto è come lo zucchero di canna o quello di barbabietola, sempre al 99.9% e oltre è glucosio, ma le impurità cambiano l’aspetto quanto basta perché qualcuno consideri lo zucchero di canna più salutare.

  8. Ma Paolo tutto il sale da cucina viene filtrato e purificato da eventuali impurità. Per esempio a volte lo sia lava con acqua distillata che poi si fa evaporare ad un secondo passaggio. Inoltre la presenza di impurità non ha alcun collegamento con il sale “biologico” o vegano.

  9. Ci ho pensato e ho controllato: in genere il sale da cucina è puro tra il 98 e il 99.5%.

  10. Pingback: Fabristol

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