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Esisto ancora ma non ci sono

Alcuni di voi si saranno chiesti che fine abbia fatto. Mesi che non scrivo su questo blog, penserete che l’abbia abbandonato. Il blog non e’ morto, ho ancora tante cose da dire ma il tempo e’ tiranno. Sto lavorando molto, around the clock come diciamo qui nel Regno Unito, e ho appena il tempo per stare con la famiglia, la quale anche quella e’ un altro lavoro a tempo pieno. Ma se non lavori non puoi mantenere la famiglia, giusto? Se non lavori non puoi pagare il mutuo di 30 anni. Ci sono tante persone che dipendono da me, a lavoro come in famiglia, e nel mio lavoro basta abbassare la guardia per un giorno per avere effetti nefasti difficilmente controllabili e dalle conseguenze disastrose per me e per tutti gli altri che dipendono da me. Quindi invece di completare quelle bozze per il blog devo lavorare fino all’una del mattino compresi i weekend, alzarmi alle 5 per prendere un aereo, saltare pranzi, avere jetlag di 10 ore debilitanti e stare pur sempre con il sorriso tra le labbra e “sveglio” dando presentazioni, cercando di essere lucido col manager snocciolando numeri che alla gente comune farebbero girare la testa. E sempre col sorriso in bocca giocare coi figli, accudirli, vestirli, lavarli, portarli all’asilo come se nulla fosse. Ci si abitua a tutto, pure alla schiavitu’. Perfino ai perfetti idioti che ti dicono “beato te che viaggi tanto.”. Ma di loro non mi preoccupo, so che esiste un girone dell’inferno a loro dedicato. Ed e’ il peggiore.

 

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Come funziona il sistema scolastico britannico

E sottotitolo dovrebbe essere: molto diversamente da quello italiano!

Scrivo questa breve guida dopo aver visitato circa 10 scuole elementari (primary) per i miei bambini perché il prossimo anno inizieranno la scuola. Premetto che vivo in una zona di provincia e non in una grande citta quindi le cose che vedrete scritte qui potrebbero non essere le stesse in grandi città o nella capitale Londra.

Per prima cosa nel Regno Unito si incominciano le elementari a 4 anni. Il primo anno si chiama reception ed è una sorta di anno preparatorio per le elementari vere e proprie che durano 6 anni. Quindi 7 anni in tutto di elementari. Non esistono le scuole medie, che mi pare di capire siano rare nel mondo. Già dal 4 anno d’età i bambini incominciano a leggere e scrivere e fare di conto.

Secondo punto cruciale e che condiziona l’intera società britannica: esiste il sistema del catchment area, cioè ogni contea divide il territorio in aree e decide in quali scuole i vostri bambini andranno. All’interno di una catchment area ci possono essere una o più scuole. Sta ai genitori mettere tre preferenze e in base al fatto se ci sia posto o no si scala di una. Fanno eccezione le scuole religiose (che possono essere pubbliche) e quelle private. Cosa significa tutto ciò? Che è estremamente importante decidere dove andare ad abitare. E’ il fattore più importante nel prezzo di una casa. A parità di numero di stanze e metri quadri la casa più vicina ad una buona scuola vale mooooolto di più. E la gente si sposta in una buona area appena i bambini hanno compiuto 3 anni pur di accedere ad una buona scuola.

Terzo punto quindi, valutazione delle scuole: le scuole in UK vengono valutate in base ai risultati dei bambini, alle condizioni della scuola, insegnamento ecc. da un organismo imparziale chiamato Ofsted. Le scuole con i punteggi più alti sono quelle ovviamente più scelte e di conseguenza questo fa aumentare i prezzi in quell’area. Se le scuole non vanno bene, ci saranno meno bambini e quindi la scuola non riceverà finanziamenti, quindi le scuole faranno di tutto per migliorare le carenze quando possibile.

Queste le premesse organizzative, ora vediamo in cosa le elementari si distinguono da quelle italiane per insegnamento per esempio.

L’anno si divide in terms, ovvero trimestri, all’interno dei quali si trova il midterm break, ovvero una pausa di una settimana circa. La scuola incomincia alle 9 e finisce alle 3 e i pasti vengono dati dalle scuole. Dopo le 3 esiste il cosiddetto afterschool club, ovvero la scuola garantisce attività collaterali per il dopo scuole per chi non può andare a prendere i bambini alle 3. In UK il supporto dei nonni è quasi inesistente a causa dell’elevata mobilità della popolazione, quindi il 90% dei bambini fa afterschool club. Possono essere sport, musica, teatro, scienza ecc.

Le classi sono in genere massimo di 30 bambini. Ogni classe ha due insegnanti, uno principale e uno di supporto, quindi in alcuni casi possiamo dire che la ratio è di 1 insegnante per 15 bambini o meno. In più esistono altri insegnanti che aiutano i singoli bambini con problemi di lettura, matematica o scrittura a migliorare. Questi insegnanti portano il bambino in un’altra classe e fanno lezioni mirate.

Le classi non hanno i banchi in fila rivolti verso la cattedra ma sono distribuiti in gruppi, spesso in cerchio. Non esiste una cattedra dell’insegnante che in genere si muove tra i banchi o sta vicino alla lavagna elettronica. Non ho visto una sola lavagna con gessi nelle 10 scuole che ho visitato. La lavagna elettronica può essere usata come proiettore/schermo e gli insegnanti usano powerpoint slide, youtube video ecc. Le lezioni sono per lo più digitali e i bambini possono accedere a computer e tablet fin da quando hanno 4 anni.

Non esistono libri di testo. Ho visto solo alcuni libri per test di matematica ma in generale non si studia su un libro. L’insegnante distribuisce fogli, test ecc. e i bambini scrivono sui loro quaderni dati dalla scuola. Si fanno progetti: per esempio per un term si studiano i vichinghi e allora si guardano video, si fanno disegni, modelli di navi, ci si traveste da vichinghi, si disegnano mappe di esplorazione e poi spesso vengono appesi in grandi cartelloni. L’idea è che si tratta di moduli multidisciplinari in cui si integra storia, geografia, scienze ecc. Magari un altro term si parla dei vulcani e fanno modelli di vulcani e si parla di fisica, geografia, storia ecc. dei vulcani. Spesso testi di letteratura vengono associati durante questi progetti.

Tutte le scuole hanno una biblioteca, spesso con scanner per registrare/rintracciare i prestiti e spesso sono i bambini ad esserne responsabili. Molte scuole hanno come obiettivo per i bambini di leggere tra i 100 e i 200 libri durante l’intero ciclo scolastico dei 7 anni. I libri di letteratura sono dappertutto nella scuola. Tra i banchi, nei corridoi, sui tabelloni dei progetti trimestrali. Considerate che non esistono lezioni di grammatica nelle scuole inglesi. L’inglese, e le sue regole, si imparano leggendo libri.

L’attività sportiva è centrale nel curriculum scolastico (ma non ai livelli americani) e la scuola offre una varietà di sport molto vasta (calcio, pallavolo, basket, cricket, rugby, hockey, tennis, ginnastica ecc.). Anche a livello competitivo e spesso le coppe vinte da una scuola sono esposte in una teca all’entrata.

Tutte le scuole che ho visitato o avevano un terreno con bosco adiacente o si associano ad una associazione che offre forestry school, ovvero attività nei boschi, simile ai boyscout. Questo è essenziale e molto importante per i genitori i quali vogliono che i bambini siano in mezzo alla natura e si sporchino di fango. Esatto, avete sentito bene: ho sentito alcuni genitori chiedere se i bambini avessero l’opportunità di sporcarsi e di saltare nelle pozzanghere. E tutte le scuole facevano vedere con orgoglio filmati o foto di bambini imbrattati di fango per far vedere che questo venisse garantito.

Tutti i bambini devono indossare le divise della scuola e ogni scuola ha i suoi colori e stemmi. Camicia o polo e a volte cravatta e giacca, bambine possono scegliere tra gonna e meno spesso pantaloni.

Ogni scuola ha una serie di valori a cui si attiene. Quasi ovunque i valori principali sono inclusione, rispetto, tenacia ma soprattutto l’onnipresente indipendenza. Independence e self-reliance. Il primo significa indipendenza dagli altri mentre il secondo significa capacita di autonomia, di farcela da soli. Concetti simili ma diversi. Mentre i genitori italiani (e anche noi in un certo grado) si preoccupano di sapere quanto e cosa la scuola insegna (il programma), i genitori inglesi si preoccupano di sapere se la scuola riesce a rendere i propri figli indipendenti. Gli insegnanti sottolineano quanto il loro modo di insegnare possa rendere i bambini indipendenti. Non ho mai sentito un insegnante (o un genitore chiedere) che cosa si insegna in una materia. Mai. Tutta la curiosità era sul metodo e su come i bambini erano in grado di imparare. Come, non cosa o quanto. Un modo di vedere l’educazione scolastica agli antipodi rispetto a quella italiana.

In generale la mia impressione tornando a casa dopo ogni visita è che un genitore medio italiano si sarebbe messo le mani nei capelli perché non sarebbe stato in grado di capire questo mondo. Per scherzo dicevo a mia moglie che le madri italiane in Italia avrebbero avrebbero denunciato la scuola per maltrattamenti o poca igiene (fango, pozzanghere ecc.) o per mancanza di alcuni capitoli fondamentali di una certa materia. Un altro mondo, un mondo alieno insomma per un italiano abituato a sedere fin da bambino di fronte ad un banco con un pesante libro da leggere di fronte ad una maestra dietro ad una cattedra. Forzato ad ingurgitare informazioni senza che gli venga insegnato come pensare. Forzato a ripetere a memoria regole, date, fatti ma senza alcuna capacità di pensare per se stesso. Senza alcuna indipendenza di pensiero, costretto a rimanere bambino fino all’età adulta.

 

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Cronache da un paese dove la carta d’identità non esiste (e neppure la marca da bollo)

Uno dei miei sport preferiti è dire agli italiani che in UK non esiste la carta d’identità. L’espressione nelle loro facce è impagabile. “Ma non è possibile.” “come fanno ad identificarti?” “Lo Stato deve poterti identificare.” . L’italiano medio è stato cosi ammaestrato dallo stato che per lui non può esistere un mondo in cui non esista la carta d’identità. La società non può funzionare secondo lui. È una cattiveria la mia perché so benissimo che questa rivelazione fa tremare le gambe a molti.

Ebbene sì, nel Regno di sua maestà non esistono le carte d’identità, più del 50% non ha un passaporto, non esiste obbligo di avere patente mentre si è alla guida e neppure vige obbligo di portare documento d’identità quando si va a votare. Come è possibile, direte voi? Come è possibile che vi servano questi documenti, diciamo noi dall’altra parte della Manica. Perché, se la nostra società britannica funziona senza problemi da centinaia di anni senza documenti perché la vostra ne ha bisogno? Forse perché è un mito? Forse perché vi hanno fatto il lavaggio del cervello con quelle facce da tolla dei funzionari pubblici, dei politici, dei poliziotti, dei carabinieri, in cerca di qualsiasi scusa pur di togliervi la libertà?

Ora pensate alla recente proposta – da Marattin e perfino da Muccino – per una legge che obblighi l’uso dei documenti d’identità per chi si iscrive ai social come Facebook o Twitter. Se prima la società italiana per noi qui in UK sembrava venire da Marte, ora ha superato il Sistema Solare oltre l’orbita di Plutone.

 

P.S. Italiani, vivete in una bolla senza saperlo. Molte delle cose per cui lo Stato vi tormenta quotidianamente non servono a nulla e la dimostrazione viene dal fatto che esistono miliardi di persone nel pianeta che vivono senza marche da bollo, firme digitali, posta elettronica certificata, albi professionali, esami di stato per professioni altre rispetto al medico, limite uso del contante e decine di altre tasse, regolamenti e vessazioni.

 

 

 

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Francesi via dalla Siria! Ma come, c’erano?

Tra tutte le forze militari illegali presenti in Siria (USA, Turchia, UK) sicuramente la presenza piu sorprendente per i neofiti della guerra in Siria (gente che si è svegliata solo adesso che la Turchia sta uccidendo i curdi) è sicuramente quella francese. Avrete forse sentito che pure la Francia ha ritirato le sue truppe dalla Siria e si è subito prodigata per denunciare l’invasione turca. Ma dove stavano i francesi e perché si trovavano in Siria con un contingente armato? La narrativa ufficiale è che erano li per combattere l’ISIS. In realtà i francesi sono arrivati nel cantone di Kobane dopo che l’ISIS fu sconfitto dai curdi del YPG e dai bombardamenti USA. E allora? Qual è il motivo? Guardate queste mappe qui sotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mappa in alto indica la posizione di un cementificio, uno dei più grandi al mondo di proprietà del gruppo francese Lafarge. Quando ISIS invase il nord della Siria Lafarge pagò ISIS $13 milioni di dollari in mazzette per non essere attaccato. E infatti il cementificio non ha mai smesso di produrre in ben 8 anni di guerra nel bel mezzo del Califfato. Quando Kobane fu liberata dall’ISIS il governo francese pensò bene di proteggere i suoi assets spedendo un contingente di militari e li posizionò in tre basi, a nord, a ovest e a est del cementificio per assicurarsi che il suo funzionamento continuasse nonostante l’arrivo dei nuovi padroni, i curdi. Lafarge è stata processata per complicità in crimini contro l’umanità per questo. Qui la notizia della sentenza nel 2018. E chissà se molti degli attacchi terroristici in Francia da parte dell’ISIS non fossero legati al mancato pagamento delle mazzette di Lafarge. Chissà. Non lo sapremo mai ma io scommetto che l’ISIS usava i suoi attacchi sui civili in Francia per chiedere più soldi dai francesi. O me ne dai di più o distruggo uno dei cementifici più grandi al mondo che ti frutta miliardi all’anno.

Ora, noi “assadisti” sapevamo questo da anni perché i canali di comunicazione siriana lo urlavano ai 4 venti ma ovviamente nessuno ci ascoltava perché eravamo complici del “regime”. Poi le cose sono affiorate alla superficie perché la Turchia ha, per “errore” ovviamente, mostrato una mappa delle basi segrete delle potenze occidentali in Siria, tra cui quelle francesi.

Siete proprio sicuri che tutto quello che avete sentito sulla Siria sui media occidentali sia stato vero?

 

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Clinton e Obama finanziarono chi oggi massacra i curdi

Sono tre le cose sicure nella vita: le tasse, la morte e la sinistra che non impara mai dai propri errori. In questi giorni, lo avrete visto, molti a sinistra si stanno stracciando le vesti per le sorti del popolo curdo nella Rojava siriana. I turchi hanno invaso la Siria del nord, occupata dagli USA negli ultimi anni in chiave anti-Siriana, con l’operazione denominata Peace Spring. Obiettivo sulla carta è creare una fascia di 30 Km dal confine turco per proteggere la Turchia dal pericolo terrorista del YPG, legato al PKK, organizzazione curda che in Turchia è considerata un’organizzazione terroristica alla stregua dell’ISIS. In realtà quello che la Turchia sta facendo è creare una striscia libera dai curdi per poi spostare popolazioni turco-arabe sunnite. Lo abbiamo visto a Jalablus e ad Afrin (uno dei tre cantoni della Rojava curda) anni fa invasi dai turchi e dalle milizie mercenarie jihadiste. Trattasi di pulizia etnica. Una cosa per cui Belgrado fu rasa al suolo e Milosevic processato a L’Aia. Giusto per ribadire quanto coerenti sono alla NATO.

Ma come lo sta facendo la Turchia tutto questo? Bombarda con raid aerei e poi lascia che siano le milizie jihadiste a fare il lavoro sporco. Una di queste è la FSA, Free Syrian Army. Una creatura ovodepositata dalla CIA, finanziata dal MI6 britannico e vari stati del Golfo e poi protetta e finanziata dalla Turchia in chiave anti-Assad. Tutto alla luce del sole per carità! Qui potete leggere, giusto per fare un esempio, di come Mustafa Senjari si recò a Washington per implorare Trump di finanziare la FSA come ai tempi di Obama.

Ora, questo gruppo come altri in passato sono stati per anni definiti “ribelli”, gruppi moderati, liberty fighters etc. con tutto il repertorio di cui l’Occidente si riempie la bocca per giustificare qualsiasi cambio di regime. Tutto nasce da Hillary Clinton e dalla presidenza Obama. Tutto il male possibile della situazione attuale in Siria nasce da Clinton e Obama che hanno finanziato e creato questi gruppi per anni. Tutto nasce dai media liberal che per anni hanno giustificato jihadisti della peggior specie in chiave anti-Assad e anti-Russa. E ora queste stesse persone si scandalizzano e si stracciano le vesti per la Turchia che usa l’FSA per sterminare i curdi. Non vi scandalizzavate quando l’FSA decapitava i soldati siriani, gli alawiti, gli assiri cristiani e le popolazioni sciite. Non ve ne fregava un cazzo quando gruppi alleati come Al Zinki decapitavano un bambino ad Aleppo perché accusato di essere una spia di Assad. Non vi vergognavate di chiamarci assadisti, collaborazionisti, fascisti, quando vi dicevamo che la CIA e Obama stavano finanziando con milioni di dollari i tagliagole che ora uccidono i vostri eroi curdi. Curdi che tra l’altro (e questo lo dico per quei giornalisti ignoranti che nei giorni scorsi hanno detto il contrario) non sono mai stati in guerra contro Assad e il governo siriano. Ma anzi sono stati alleati di Assad ad Aleppo contro Al Nusra e a Qamishli, l’enclave siriana dentro la Rojava curda. Curdi che sono stati aiutati durante l’operazione di conquista di Afrin da parte della Turchia dai gruppi sciiti iraniani. L’Iran che ha sacrificato decina di migliaia dei propri uomini contro ISIS e Al Nusra (Al Qaeda in Siria) e che chiamate stato sponsor del terrorismo.

Non imparerete mai. Vedete tiranni dappertutto e giustificate qualsiasi malefatta purché chi la fa faccia parte della vostra tribù. Obama e Clinton sono responsabili di centinaia di migliaia di bombe (più di Bush padre e figlio messi assieme) e morti in 8 paesi e sono direttamente responsabile dello sterminio dei curdi in questi giorni. Continuate a chiamarmi assadista, bestie ignoranti, ma me ne frego perché so di essere dalla parte giusta della storia, al contrario di voi da cent’anni a questa parte.

 

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Brexit, monarchia e non-Costituzione

Mentre il governo M5S-Lega cadeva e se ne faceva un altro, qui in UK accadevano eventi epocali. Cose mai viste e sentite in secoli di democrazia parlamentare albionica. Vi spiego alcuni passaggi di modo che possiate capirne la portata.

Per prima cosa, quella delle settimane scorse (o degli ultimi tre anni in realtà) e’ la storia di una guerra tra parlamento e governo. Per secoli la democrazia britannica ha dato al parlamento il primato sul piano legislativo. La May e poi Johnson hanno cercato di sovvertire questa usanza e hanno entrambi fallito. La May cerco’ di farlo un anno fa e il suo governo fu trovato “in contempt of the Parliament”. Johnson ci ha provato sospendendo il parlamento per quasi due settimane per evitare che potesse legiferare contro un no-deal Brexit. Ma non ha fatto i conti con alcuni ribelli all’interno della sua maggioranza che hanno attraversato la camera e si sono seduti negli scranni dell’opposizione. Johnson ha perso la maggioranza e ora si trova nell’infausta situazione di essere un primo ministro senza maggioranza, che non può’ legiferare per uscire dall’UE, non può neppure chiedere elezioni anticipate. Può solo dimettersi o stare per tre anni in questa situazione di impotenza.

Parallelamente in Italia Salvini ha cercato in tutti i modi di utilizzare la sua posizione per arrogarsi poteri che non erano suoi e il parlamento lo ha battuto. Questo non e’ un caso perché come dicevo l’anno scorso si tratta di un trend recente nelle democrazie moderne. Il primo ministro/governo si arroga poteri un tempo concessi al monarca.

Scrissi: “I parlamenti furono creati come contraltare al potere dei monarchi, ma anche per dare un contentino alle nuove classi borghesi emergenti. Ma che succede se i parlamenti vengono svuotati del loro ruolo e rimangono solo un luogo per la mera conta del consenso del governo?”

In tutti e due i casi la democrazia parlamentare ha retto e grazie ai singoli parlamentari (in UK) e ai partiti e al presidente della Repubblica (in Italia) il governo e’ stato battuto e il primato consegnato di nuovo al parlamento. Sono particolarmente rimasto positivamente colpito dalla democrazia britannica. Ha retto nonostante non ci sia una Costituzione scritta, il monarca non abbia alcun potere (meno del nostro presidente della Repubblica), i singoli parlamentari abbiano perso posizioni, siano stati espulsi dal partito e non possano più presentarsi alle prossime elezioni. L’unico paese insieme ad Israele a non avere una costituzione – le costituzioni nascono dalla rivoluzione francese e americana, il Regno Unito l’unico paese a non essere stato toccato o contagiato da queste – e ha funzionato per secoli in maniera encomiabile. Anzi, da bravo anticostituzionalista alla Spooner penso che sia proprio per il motivo che non abbia una costituzione che non abbiamo visto governi autoritari in UK finora.

Tanto di cappello ai parlamentari britannici che hanno messo il paese prima dei propri interessi.

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Meteo relativo

Si parla tanto del tempo del Bel Paese quasi fosse quello di un paradiso ma da quando vivo in UK mi sono reso conto che si tratta di una delle tante frasi che gli italiani si ripetono a vanvera per autoconvincersi di essere nati nel posto giusto. A parte i pochi fortunati che abitano nell’arco alpino e appenninico gli altri vivono o nelle infuocate coste del Mediterraneo o nelle afose pianure del nord. E’ vero, il sole splende più che qui in UK ma a che serve il sole quando non si può uscire dalle 10 fino alle 6 del pomeriggio perché si rischia di svenire letteralmente dal caldo? Alla fine dei conti vivo più fuori casa nel mio Sussex che quando ero in Sardegna. Il sud-est britannico è incredibilmente mite infatti. Le temperature in media in inverno si aggirano tra i 5 e gli 8 gradi di giorno e solo per qualche giorno scendono intorno allo zero o sottozero. In primavera e estate abbiamo tra i 15 e i 26 gradi e solo per alcuni giorni le temperature vanno sopra i 30. Il range 20-25 gradi secondo me è la temperatura perfetta, ideale per il corpo umano perché è al limite della soglia di sudorazione. Qui nel Regno Unito non si suda se non per pochi giorni all’anno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la temperatura ideale e confortevole per un essere umano adulto dovrebbe essere intorno ai 18 gradi. Significa che in alcune zone del Regno Unito esiste un clima tra i più ideali e confortevoli per gli esseri umani. Ora, per una persona che ha vissuto per 25 anni della sua vita in Sardegna come il sottoscritto queste temperature potrebbero sembrare troppo fredde, ma in realtà dopo qualche anno ci si abitua benissimo e credo di aver usato il cappotto invernale solo per un paio di settimane l’anno negli ultimi anni. Con alcune accortezze si può coltivare QUALSIASI frutto o vegetale qui. Nel mio giardino ho piante di avocado, olivo e mirto sardo e questi ultimi due che producono fiori e frutti. Il clima è cosi mite che  è una delle regioni europee con meno sbalzi di temperature estreme durante l’anno. In poche parole gli inverni sono miti e le estati miti.

Poi c’è il capitolo pioggia. Ora,  vi sembrerà incredibile ma dove vivo io in Sussex piove in media meno che a Milano e nella Pianura Padana. La pioggia è sottile e non necessita di un ombrello. Negli ultimi tre anni poi abbiamo avuto interi mesi senza pioggia in estate. Guardate la mappa della media delle precipitazioni all’anno (in mm) d’Europa. Come potete vedere il sud-est dell’Inghilterra gode di precipitazioni inferiori rispetto alla maggior parte dell’Italia centrale e del nord e perfino comparabili a quelle di alcune zone del Sud Italia!

In poche parole il motivo per cui ho voluto scrivere questo post è perché mi sono reso conto che mentre io sono in giro ogni giorno senza sudare d’estate e senza morire di freddo d’inverno e nei weekend vado a fare gite, vedere parchi, castelli, spiagge, insomma in poche parole a godermi la natura per TUTTO l’anno, molti dei miei connazionali nel Bel Paese o sono in casa a boccheggiare per il caldo e l’afa con l’aria condizionata accesa o in casa con la stufa perché c’è troppo freddo. Alla fine dei conti il numero di ore che sfrutto fuori casa qui in UK è maggiore che se fossi stato in Sardegna.

 

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