Istruitevi

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Cammino lungo la via Sonnino di Cagliari e il mio occhio cade sulla appena rifatta centralissima Piazza Gramsci. Non mi sfugge la citazione impressa su un lastrone di cemento bianco che recita: Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.” Ma come prova la foto, ahimè, l’esortazione di Antonio Gramsci non ha avuto l’effetto voluto e qualcuno “ha dato alle stampe” una frase in cui tutti gli accenti acuti (perché) sono divenuti tutti apostrofi (perche’). Un errore minore che risulta grave su una frase che esortava ad istruirsi ma purtroppo molto comune nell’era di internet dove magari molti scrivono con tastiere QWERTY anglosassoni dove non esistono vocali con accento acuto (al sottoscritto che scrive dal Regno Unito capita di non avere il tempo di correggerli in alcuni post di questo blog per esempio). Ne segue il copia-incolla da un sito trovato su Google e poi spedito alla compagnia che ha prodotto i blocchi di cemento et voilà, la figuraccia è servita. Ora, questo è probabilmente e semplicemente causato dall’estremo provincialismo sardo unito al pressapochismo di un impiegato del comune (o figlio o cugino dell’impiegato) che ha fatto copia-incolla da internet, ma mi chiedo come sia stato possibile che questa svista sia sfuggita durante tutti i vari passaggi di consegne della costruzione della piazza? Dal progettatore al funzionario, dall’assessore allo stesso sindaco e a chi ha materialmente fatto la scritta sul cemento?

Chissà cosa avrebbe detto il premio Nobel Grazia Deledda, la cui finestra si affacciava nell’adiacente via San Lucifero esattamente dirimpetto a quel blocco di cemento?

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3 commenti

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3 risposte a “Istruitevi

  1. È imbarazzante. La vedo ogni giorno e non trovo nessuna giustificazione.

  2. Non credo che l’errore sia sfuggito a tutti. Piuttosto penso che abbia vinto l’omertà (n certi ambienti, segnalare mancanze altrui rappresenta un precedente pericoloso, che potrebbe portare fra qualche centinaio di anni, alla prassi del licenziamento).

  3. Luca

    il problema è questa cultura, assai radicata, che considera pignolo, precisino o anche “cagacazzi” chi fa notare un errore. mi succede costantemente al lavoro, nonostante sia anch’io abbastanza pragmatico e in grado di sorvolare su molte cose, quando serve.
    è la manovra difensiva di chi sbaglia: rivendicare uno status (fittizio) di persona che bada al sodo.

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