Marrano a…

Per commemorare in un modo un po’ diverso il Giorno della Memoria vi racconto di una espressione singolare con significato criptoantisemita che si usa tantissimo in Sardegna (ma se esiste anche in altre regioni vi prego di farmelo sapere) ma di cui pochi conoscono veramente il significato.

“Marrano a farlo!” oppure “Marrano a dirlo!” oppure “Prova a darmi del marrano se hai coraggio.”

Tra bambini (e non solo) in Sardegna si gioca a sfidarsi utilizzando l’espressione “marrano a…” che significa più o meno “ti sfido a fare una cosa e se non lo fai sei un marrano.”

Questa espressione usatissima affonda le sue radici nella persecuzione degli ebrei in Spagna ad opera della monarchia e della Inquisizione Cattolica. Nel 1492 si decise per la “soluzione finale” nei confronti degli ebrei del’impero spagnolo: uccisione, espulsione nei maggiori dei casi e conversione forzata di circa 200.000 ebrei al cattolicesimo (come vedete non c’è nulla di originale in quello che ha fatto Hitler se non l’uso di tecniche ben più sofisticate. L’antisemitismo nazista ha le sue radici nel cattolicesimo ovviamente). Molti ebrei per non venire perseguitati, uccisi o espulsi decisero quindi di convertirsi al cattolicesimo. Questi neoconvertiti, ma di nascosto ancora ebrei nei riti e nelle abitudini, vennero chiamati marranos, che all’epoca in spagnolo designava il maiale. Il termine spregiativo serviva ad indicare quindi quegli ebrei che si convertirono per opportunismo o solo esteriormente per necessità. La Sardegna all’epoca era parte dell’Impero Spagnolo e ospitava una comunità ebraica con una presenza storica risalente ai tempi di Tiberio quando migliaia di ebrei furono deportati nell’isola. Di questo rimangono il ghetto degli ebrei al Castello di Cagliari (la Basilica di Santa Croce vicino alla Torre dell’Elefante era una sinagoga poi convertita in chiesa dopo l’espulsione degli ebrei) e vari paesi del cagliaritano come (si dice) Sinnai che sorge alle pendici di un monte da cui forse il toponimo Sinai di biblica memoria. Non ci metterei la mano sul fuoco ma sono sicuro che l’espressione “marrano a…” esista ancora in alcune zone della Spagna. Se qualcuno ne sa qualcosa vi prego di farmelo sapere nei commenti.

L’uso di marrano nell’accezione odierna deriva da quel contesto storico ma sarebbe assurdo dare delle connotazioni antisemite all’uso odierno. Infatti quasi nessuno in Sardegna conosce il vero significato di marrano e la gente lo usa comunemente pensando che sia una parola sarda. Esiste anche un gruppo Facebook e un sito che celebra in modo scherzoso e infantile questa espressione ma dubito che chi ci scriva sappia del suo vero significato.

Quando allora in Sardegna sentirete o userete (se siete sardi) questa espressione ricordatevi della sua origine spregiativa, antisemita e volgare e ricordatevi dei 200.000 poveri ebrei costretti a convertirsi al cattolicesimo e alle decine di altre migliaia uccise o espulse dai regni cattolici dell’epoca.

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16 commenti

Archiviato in anticlericalismo, sardità, spunti di lettura e scrittura, tristezze

16 risposte a “Marrano a…

  1. “L’antisemitismo nazista ha le sue radici nel cattolicesimo ovviamente”
    Affermazione discutibile. Persecuzioni di ebrei si sono avute nell’ortodossa Russia. Il cattolicesimo non centra niente con il razzismo biologico (i primi cristiani erano ebrei, quindi sarebbe proprio assurdo). A distruggere il tempio di Gerusalemme e a provocare la diaspora non sono stati i cattolici.
    Questo non vuol dire che non vi fosse antisemitismo tra i cattolici. Nego un rapporto così diretto.

  2. Ma pensa un po’ che sarda inutile che sono. Quest’espressione l’ho sentita, anche se non è esattamente della mia zona; io non l’ho mai utilizzata perché pur comprendendo il sardo, lo parlo veramente pochissimo, però non sapevo assolutamente il suo significato. Adesso starò con le orecchie tese, in attesa di cogliere qualcuno in fallo. 🙂

  3. Per Ginocerutti

    ““L’antisemitismo nazista ha le sue radici nel cattolicesimo ovviamente”
    Affermazione discutibile. Persecuzioni di ebrei si sono avute nell’ortodossa Russia.”

    Ma infatti ho detto che il nazismo tedesco affonda le sue radici nel cattolicesimo primitivo e medievale poi. Il cristianesimo ortodosso russo che perseguita gli ebrei è dimostrazione del fatto che il cristianesimo ha l’antisemitismo nella sua storia. Vedi San Paolo di Tarso…
    Comunque ho fatto un errore io nel scrivere quella frase: avrei dovuto scrivere cristianesimo, non cattolicesimo, Pardon.

    “Il cattolicesimo non centra niente con il razzismo biologico (i primi cristiani erano ebrei, quindi sarebbe proprio assurdo). A distruggere il tempio di Gerusalemme e a provocare la diaspora non sono stati i cattolici.”

    I romani distrussero il tempio e causarono la diaspora per questioni squisitamente politiche e militari non religiose e teologiche. Il razzismo teologico e le guerre di religione sono state inventate proprio dal cristianesimo (e dall’ebraismo ma almeno le loro guerre di religione erano tra di loro, tra le varie sette).

    Difendo la mia posizione affermando che l’antisemitismo razziale nazista ha le radici nell’antisemitismo teologico cattolico. Ghetti, persecuzioni, inquisizione, Paolo di Tarso e San Giovanni Crisostomo sono lì a dimostrarlo.

    “Hence today I believe that I am acting in accordance with the will of the Almighty Creator: by defending myself against the Jew, I am fighting for the work of the Lord.”
    Hitler, Mein Kampf

  4. Dal Dizionario della RAE (Real Academia Española, l’equivalente dell’Accademia della Crusca:

    marrano, na.
    (Del ár. hisp. muḥarrám, y este del ár. clás. muḥarram, declarado anatema).
    1. adj. despect. Se decía del converso que judaizaba ocultamente. U. t. c. s.
    2. adj. ant. Se decía de la persona maldita o descomulgada. Era u. t. c. s.
    3. m. y f. coloq. Persona sucia y desaseada. U. t. c. adj.
    4. m. y f. coloq. Persona grosera, sin modales. U. t. c. adj.
    5. m. y f. coloq. Persona que procede o se porta mal o bajamente. U. t. c. adj.
    6. m. cerdo (‖ mamífero artiodáctilo).
    7. f. cerda (‖ hembra del cerdo).

    Il cerdo ovviamente è il maiale.
    Ricordo che anche i musulmani (moros) (che governarono Andalusia fino alla rendizione di Boabdil ai Re Cattolici con la consegna di Granada) vennero espulsati o costretti a “convertirsi” nello stesso periodo.

  5. Per Laperfidanera

    Grazie per il commento anche se non sappiamo ancora se l’espressione dispregiativa esista nello spagnolo come nel sardo.

  6. Dal “Don Giovanni” di Mozart

    DON GIOVANNI
    Versa il vino!
    Eccellente marzimino!

    LEPORELLO
    mangiando e bevendo di nascosto
    (Questo pezzo di fagiano,
    Piano piano vo’inghiottir.)

    DON GIOVANNI
    (Sta mangiando, quel marrano!
    Fingerò di non capir.)

  7. laperfidanera2

    A me pare di sì: guarda la 5ª accezione. Del resto, anche nell’italiano (ora non si usa più) marrano voleva dire dapprima “scomunicato, maledetto” e successivamente “briccone, furfante”. Nei romanzi di cappa e spada si usava l’insulto “vil marrano!”

  8. Per Lector e Perfida

    E’ vero in italiano si usa(va) marrano per indicare appunto un furfante. Mentre scrivevo questo post non ci ho pensato. Comunque se qualcuno lo sa: esiste anche in altre regioni italiane questo uso di “dare del marrano” a qualcuno per sfidarlo a fare qualcosa?

  9. Non sapevo che marrano fosse sopravvissuto nel sardo moderno, ma ne conoscevo il significato originale e anche l’accezione generica (=farabutto) ormai desueta nell’italiano corrente. Non mi risulta che si usi in dialetti italiani di mia conoscenza.

    Penso che molte persone sappiano che nel 1492 gli ebrei (e i mussulmani) sono stati espulsi dalla Spagna, ma molti meno che lo stesso destino sia stato condiviso dagli ebrei del Sud Italia e delle isole. E sì che erano tantissimi: più che in Sardegna forse in Sicilia e Calabria. Credo che una possibile causa di qusta dimenticanza sia che tantissimi ebrei spagnoli hanno deciso di emigrare (fino alla seconda guerra mondiale, esistevano in giro per il mondo comunità di ebrei che parlavano dialetti ispano-giudaici, a Sarajevo ad esempio… oggi penso siano rimasti in pochi), mentre la maggior parte degli ebrei dell’Italia meridionale si devono essere convertiti perchè non ho notizie di diaspore di questo tipo. Ho letto delle teorie per cui ancora oggi in Calabria sopravvivono tradizioni e abitudini che si possono ricondurre al criptogiudaismo.

    Una curiosità: qualcuno dice che l’abitudine delle tapas in Spagna, cioè fare l’aperitivo con vino e salumi, sia nata per smascherare i criptomussulmani e i criptoebrei.

  10. astrolabio

    non per fare i solito puntiglioso ma paolo di tarso era un ebreo fariseo (l’equivalente degli odierni ebrei ortodossi) che era pure osservante anche se contrario a imporre la kasherut ai convertiti gentili (contrariamente a Pietro), come si fa a dire che è antisemita.

  11. Per Astro

    Boh non lo so chiedilo direttamente a lui:
    “Giudei,

    15 che hanno ucciso i profeti e perfino il Signore Gesù, e che hanno cacciato anche noi. Non danno piacere a Dio e sono ostili a tutti gli uomini,

    16 infatti cercano d’impedirci di predicare ai pagani perché possano essere salvati. In tal modo, questi Giudei non fanno altro che colmare la misura dei loro peccati, ma alla fine l’ira di Dio piomberà su di loro.”
    Prima lettera ai Tessalonicesi.

    Uno dei passi presi da ispirazione dall’antisemitismo cattolico medievale. Saul (Paolo) da Tarso aveva da tempo rinunciato a convertire gli altri ebrei e egli stesso si considerava qualcosa di diverso da un ebreo, a partire dal suo abbandono della circoncisione. Certo, il termine antisemita è moderno ma sicuramente possiamo leggere questo passo come il germe di quell’antisemitismo cattolico successivo. Notare come alla fine augurà la vendetta di Dio sul popolo degli ebrei, reo di essere deicida. Sono le stesse accuse che i papi e poi perfino Hitler utilizzerà.
    (Hence today I believe that I am acting in accordance with the will of the Almighty Creator: ‘by defending myself against the Jew, I am fighting for the work of the Lord.’, Mein Kampf) Hitler lavorava per Cristo.

  12. quando nel futuro qualche pazzzo autoproclamatosi libertario decidera di perseguitare gli italiani in virtù della intrinseca mentalità parassitaria di quel popolo, qualcuno potrà far notare che a dare l’avvia all’antitalianismo fu un certo fabristol, e potrà dimostrarlo citando qualche frase fuori contesto presa dal suo blog dell’epoca.
    a parte gli scherzi vorrei chiarire alcuni punti.
    1) “aveva da tempo rinunciato a convertire altri ebrei” non è vero, in ogni città in cui andava predicava sempre nella sinagoga locale, e i risultati erano più o meno sempre gli stessi, alcuni ebrei dicevano e “sto tizio c’ha ragione sono dei vostri” altri dicevano “sto tizio è scemo lol” e altri ancora dicevano “sto tizio è pazzo e pericoloso lapidiamolo o facciamolo arrestare.
    tant’è che i suoi problemi culminarono quando a gerusalemme lo fecero arrestare, molto dopo gli eventi di tessalonica, e fece appello all’imperatore approfittando della cittadinanza romana.
    A Tessalonica il primo posto dove predicò fu la sinagoga, e fu uno dei posti in cui fu perseguitato e arrestato, salvandosi su cauzione.

    2) i versetti sono citati in modo incompleto; se si prende il paragrafo intero è più evidente che è rivolto agli ebrei che si dimostravono ostili in modo assai poco libertario.

    3) l’abbandono della circoncisione valeva solo per i gentili, difatti nelle lettere paolo è piuttosto chiaro che una volta che un gentile avesse fatto la milà avrebbe dovuto seguire le prescrizioni della torah per intero e quindi sconsigliava di farlo; nota bene, questo è anche l’atteggiamento prevalente degli ebrei contemporanei nei confronti dei gentili, le conversioni sono scoraggiate. Nei fatti comunità di ebrei cristiani sono esistite fino al 5 secolo in medio oriente (in india per ulteriori mille anni, ma Paolo non c’entra niente).

    Che poi questo passo sia stato preso come giustificazione ci può stare, ma bisogna è chiaramente un uso del testo chiaramente stiracchiato a mo di giustificazione per i propri fini politici del cazzo, troppi ce ne sono stati nella storia e troppi ce ne saranno.

  13. “2) i versetti sono citati in modo incompleto; se si prende il paragrafo intero è più evidente che è rivolto agli ebrei che si dimostravono ostili in modo assai poco libertario.”

    Mmm, questo non mi convince per niente. Tra l’altro per Sauro era “facile” denigrare gli ebrei visto che lui non aveva alcun legame con la Giudea, essendo ebreo dell’Asia minore e di lingua greca. Non vedo dove sia il problema logico della cosa: è normalissimo per un neofita denigrare la religione o la comunità di cui faceva parte prima. Ed è grazie a questo comportamento tanto tipico che si formano nuove sette e nuove religioni. Ed è proprio da San Paolo infatti che il cristianesimo esise per quello che è, una setta ormai distaccatasi dalla comunità ebraica. Infatti San Paolo fu il primo a rivolgersi ai gentili, leggi i romani paganim invece che perseverare nel convincere gli erbrei che appunto erano già perduti non avendo riconosciuto Cristo e averlo addirittura crocifisso. Origene, Crisostomo e S.Agostino continueranno nella stessa scia citando continuamente il vero fondatore del cristianesimo, ovvero San Paolo.

  14. guarda io ti ho detto le cose così come stanno secondo le fonti, paolo è rimasto ebreo osservante per tutta la vita, ha sempre predicato agli ebrei ed ha predicato ai romani quando è stato deportato, non per sua libera scelta o per rinuncia alla predicazione ebraica, il cristianesimo a roma era già nato prima che arrivasse Paolo e annoverava tra le sue file Ebrei e gentili. La lettera ai tessalonicesi fu scritta ad una comunità (di Ebrei e gentili) effettivamente perseguitata da un gruppo di Ebrei esaltati, nello stesso passo citato vengono anche paragonati i tessalonicesi agli ebrei convertiti a Gerusalemme e perseguitati. Già il fatto che splitta i due gruppi dovrebbe rendere chiaro il fatto che non sia una frase antisemita, capisco che questo mal si accorda con il paradigma secondo cui “la religione è l’origine di ogni male” perchè infatti è un paradigma stupido, cercare di capire l’antisemitismo e il razzismo in generale senza considerare la natura umana, i rapporti politici e sociali e aggrappandosi ad un citazione è stupido. Non mi pare che nel vangelo ci siano scritte cose contro gli zingari, benchè continuano tranquillamente ad essere perseguitati e hanno subito la shoah come gli ebrei.

  15. Allora, bisogna dire che S. Paolo è effettivamente il fondatore della teologia cristiana, e questo lo dice perfino la chiesa. Senza di lui il cristianesimo sarebbe rimasto una setta ebraica, appunto come gli ebrei cristiani che nominavi tu. Quindi mi pare che S. Paolo rappresenti una rottura non indifferente. Ovviamente all’epoca Paolo non si considerava cristiano, questo è un termine che verrà usato più tardi. Lui si considerava come l’uomo nuovo per un ebraismo nuovo, una sorta di ponte tra il vecchio e il nuovo. In questo senso fu un rivoluzionario odiato dagli ebrei più tradizionalisti. E, ovviamente rispondeva agli ebrei che non credevano nella venuta del Messia con le rime. Io credo che Paolo fosse perfettamente cosciente di quello che stava succedendo e di quello che stava facendo: rompere col passato ma rimanendo nella scia delle leggi mosaiche. Non per niente aborriva la circoncisione e si incavolava come un riccio con chi la praticava. E, soprattutto la predicazione ai gentili, qualcosa di inusitato tra le comunità ebraiche dell’epoca. In questo senso sì, Paolo odiava gli ebrei che non l’avevano seguito e si augurava la loro morte per mano divina. Ed è un è processo normale tra i neofiti quello di rompere col passato, di bruciare i ponti con la comunità precedente: lo vediamo anche ai nostri giorni con i neoconvertiti tipo Magdi Allam o al contrario di quei cristiani che diventano musulmani. Non esistono peggiori calunniatori delle religioni concorrenti! Ma per Magdi Allam è stato più facile che per Paolo perché aveva già una religione pronta impacchettata, un kit da prendere o lasciare. Per Paolo no, non c’era una nuova religione da scegliere ma una da fondare. Ovviamente non si poteva inventare una religione dal nulla! Cristo stesso era ebreo e seguiva la legge mosaica, quindi il substrato teologico rimane quello ebraico ma il patto del popolo di Israele etnicamente (vedi predicazione ai gentili) e fisicamente (abolizine della circoncisione) viene eliminato.

  16. “odiava gli ebrei che non l’avevano seguito”
    incarcerato più volte, frustato e tentato di lapidarlo una volta. Per aver manifestato delle opinioni, alla faccia di non seguirlo, me sembra il minimo sindacale incazzarsi un po’.

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