Notizie dal fronte 4

  1. Vi ricordate quando vi ho parlato della disputa sulle isole del Mar della Cina mesi fa? E di come fosse una macchinazione da parte della propaganda americana per creare scompiglio nel Pacifico? Bene, sappiate che e’ bastata la politica di un “maverick” come il presidente filippino Duterte per smascherare il tutto. Duterte sta letteralmente mandando a quel paese gli USA e vuole riallacciare i rapporti con la Cina con cui stanno gia’ trovando degli accordi commerciali. Ma come? Fino all’altro giorno pareva che la Cina volesse conquistare l’intero Pacifico e ora le Filippine di loro spontanea volonta’ si alleano con la Cina? Forse bastava un po’ di sana diplomazia invece di spedire la flotta con le armi a tutto spiano. Ve lo concedo Duterte e’ un po’ pazzo e sente le voci (nell’ultima intervista ha detto che dio gli ha detto di non bestemmiare piu’ in pubblico) ma ci voleva solo uno come lui per tagliare i rapporti con gli USA di netto. E ora mi aspetto ovviamente una reazione americana. Sara’ il solito golpe o accuseranno le Filippine di essere filorusse? State tranquilli che ci andranno giu’ pesante e magari in futuro un bell’embargo ci stara’ pure bene.
  2. A poche settimane dalle elezioni presidenziali americane Obama ha acconsentito alla piu’ grande vendita di armamenti nella storia americana a Israele ($38 miliardi) che significa due cose: sta implicitamente chiedendo supporto per le elezioni con la lobby ebraica (soprattutto in stati come Florida) e Israele si sta preparando per tempi bui. Una grande guerra si avvicina e Israele vuole essere preparata.
  3. Nel frattempo mentre l’opinione pubblica vede solo l’assedio di Aleppo Est nessuno dice niente per l’assedio di Mosul, le bombe degli USA su civili iracheni, il bombardamento a tappeto dello Yemen da parte dei sauditi con le armi americane e britanniche, la popolazione civile pro-governo assediata nelle sacche di Idlib o Deir Ezzor, la Turchia che invade il nord della Siria e attacca civili e truppe curde. O delle armi chimiche usate dai terroristi per rompere l’assedio ad Aleppo Est. L’ONU che finalmente dice che l’offensiva dei jihadisti contro i quartieri governativi di Aleppo è crimine di guerra. Peccato che nessuno ne parli. Tutti che aspettano le elezioni americane ora perché sanno che se vince Hillary Clinton gli USA imporranno la loro No fly zone sul nord della Siria di fatto dichiarando guerra alla Siria e alla Russia.
  4. Immaginatevi questo mondo alternativo. Un mondo in cui George Bush si trova alla Casa Bianca e si scopre che vuole uccidere Julian Assange con un drone perché sta per pubblicare documenti e email compromettenti per sé e per il partito Repubblicano. Immaginatevi un Bush che riceve dalla CNN le domande in anticipo prima dei dibattiti e un Bush che ha dalla sua il 99% dei giornali e delle TV che attivamente lo supportano come candidato vincente. Immaginatevi Facebook, Twitter e Google che cambiano i loro criteri di ricerca, che evidenziano Bush ma censurano il suo avversario democratico. Immaginatevi un Partito Repubblicano che nonostante le primarie ha già deciso chi far vincere nel proprio partito. Immaginatevi un governo Bush che distrugge un paese, la Libia, e un Bush tutto felice che si mette a ridere perché ha ucciso Gheddafi. Un Bush che vende armi ai gruppi jihadisti affiliati ad Al Qaeda, armi che vengono utilizzate per uccidere civili inermi e per attentati terroristici. Immaginatevi George Bush che vende armi alla Arabia Saudita di modo che questa possa distruggere lo Yemen e uccidere indiscriminatamente civili e opposizione senza che nessuno dica niente. Un Bush che bypassa il Senato e bombarda qualsiasi obiettivo militare con il solo movimento di un dito su un bottone rosso. Immaginatevi la corruzione legata alla Bush Foundation che riceve milioni di dollari da sauditi e jihadisti vari (per poi ostacolare il Senato sulla richiesta di investigare i sauditi per gli attentati dell’11 Settembre) e un Bush che tenta di nascondere il tutto usando le proprie email personali e quando l’FBI cerca di investigare tutto questo il Presidente degli Stati Uniti si mette a redarguire l’FBI stessa. Un presidente che per qualsiasi leak di informazioni che riguardano la corruzione del suo partito accusa sempre la Russia senza nessuno straccio di prova, stile McCartismo post-sovietico. Un Bush che per farsi rieleggere dice a chiare lettere che se eletto andrà in guerra contro la Russia per difendere i sauditi e Al Qaeda da cui era stato finanziato e lobbizzato per farsi eleggere. E la gente che in massa lo vota pur sapendo che sarà la causa della Terza Guerra Mondiale.

    Un’amministrazione del genere avrebbe sulla coscienza decine di migliaia di morti, livelli di corruzione e abuso d’ufficio che al confronto il Watergate di Nixon era un gioco per bambini, il totale spregio della divisione dei poteri della Repubblica, campagna elettorale truccata e di parte per consolidare il potere, l’uso di donazioni da parte di paesi terzi per le elezioni, il Senato che non viene interpellato per votare sui bombardamenti contro paesi terzi.

    Immaginatevi questo governo Bush e immaginatevi i giornali, l’opinione pubblica, le manifestazioni di protesta, i boicottaggi contro gli USA, le bandiere arcobaleno che sventolano dai balconi. Ora tornate con la mente al nostro mondo nel 2016. Quello che vi ho fatto vedere era solo un mondo alternativo, quella che la Storia sarebbe potuta essere se Bush fosse stato rieletto e avesse fatto le stesse cose che Obama e Hillary Clinton hanno fatto in questi anni. È triste dover ammettere che George Bush al confronto fu un santo che rispettava più o meno tutte le regole imposte dalla costituzione americana. Ed è triste vedere milioni di persone che come seguaci di un culto pendono dalle labbra di una assassina, corrotta, psicopatica. Ci vorranno decenni prima che qualcuno possa guardare indietro alla storia e dire: “Ma come è possibile che la gente abbia potuto appoggiare, osannare e votare per questo governo?”

    Se i sostenitori di Trump sono considerati razzisti e illiberali (e molti lo sono!) allora se dovessimo valutare gli elettori rispetto al candidato che votano possiamo tranquillamente affermare che chi vota per la Clinton è un assassino, corrotto e vuole la Terza Guerra mondiale.

3 commenti

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3 risposte a “Notizie dal fronte 4

  1. Kirbmarc

    “Un Bush che per farsi rieleggere dice a chiare lettere che se eletto andrà in guerra contro la Russia per difendere i sauditi e Al Qaeda da cui era stato finanziato e lobbizzato per farsi eleggere. E la gente che in massa lo vota pur sapendo che sarà la causa della Terza Guerra Mondiale.”

    Per quanto la Clinton faccia schifo (e lo fa) qui credo che tu ti faccia un po’ troppo influenzare dalla propaganda filo-russa. La Clinton non ha mai detto che andrà a fare guerra alla Russia, semmai che continuerà la politica filo-saudita a cui gli americani sono legati a filo doppio dagli anni 70 e dalla creazione del petro-dollaro.

    Questo ovviamente creerà tensioni con l’Iran e con la Russia, ma bisogna essere in due per ballare il tango. I Russi non sono verginelle miti e innocenti, sanno come stanno le cose e non vorranno certo andare in guerra con gli USA solo per proteggere Assad. Né credo che la Clinton sia pazza abbastanza da rischiare una guerra aperta solo per la Siria.

    Credo che invece della Terza Guerra Mondiale sia più probabile che la Siria continui ad essere fatta a pezzi in una guerra civile interminabile. Certo sarebbe meglio a questo punto se Assad tornasse al potere, se non altro perché è meno pazzo dei Salafiti, ma i Russi e gli Iraniani non sono pedine del domino che non possono controllare le loro azioni. Nessuno vuole la terza guerra mondiale, specialmente non per la Siria. Credo che la politica da “falco” della Clinton sia più per fare scena, così come le sparate di Zhirinovski in Russia.

    Se vince la Clinton mi aspetto altri quattro anni di guerre civili interminabili nel medio oriente ma non la Terza Guerra Mondiale. Nessuno è così pazzo.

  2. Veramente non leggo propaganda filo russa a meno che non consideri wikileaks filorussa. E anche se lo facessi sarei in grado di discernere tra propaganda e notizia fattuale. La no fly zone è sicura al 100%. Lo sanno tutti in Medio oriente che accadrà e tutti si stanno preparando inclusa israele. Fatto questo aspetteranno la reazione della Russia dicendo che sono imperialisti e insomma conosciamo il giochetto.

  3. Kirbmarc

    “Veramente non leggo propaganda filo russa a meno che non consideri wikileaks filorussa.”

    Il problema non è wikileaks, il problema è come interpreti i leaks. Tutto ciò che è stata trovato sulla Clinton si sapeva già, sono tattiche legali o legalmente grigie utilizzate da tutti i politici (fare lobby è legale negli Stati Uniti, anche per gli stranieri, e lo fanno tutti) eppure in molti stanno gridando alla scandalo come se fosse peggio del Watergate. L’alleanza americano-saudita è vecchia di cinquant’anni e le alleanze in Siria sono chiare, lo sanno tutti, Russi compresi. Così come la vendita di armi ad Israele, si fa da anni, lo hanno fatto tutti i presidenti americani più o meno regolarmente ad ogni elezione. Hai ragione sulla lobby ebraica in Florida e altrove ma se dovessimo pensare che ad ogni vendita di armi corrisponde una guerra Israele avrebbe dovuto avere almeno una guerra all’anno.

    In realtà Israele in questo momento si tutela come sempre ma approfitta della destabilizzazione della Siria per mettere un gruppo di islamici integralisti contro l’altro e occupare le alture del Golan in maniera definitiva. Paradossalmente sono più sicuri ora che cinque anni fa, almeno nel breve periodo, che è ciò che interessa a tutti i politici visto che nel lungo periodo sono tutti in pensione.

    Non credo proprio che Putin voglia una guerra per la Siria. Solo un pazzoide come Zhirinovski si può permettere certe sparate da avanspettacolo. Certo sarebbe meglio (relativamente parlando) se gli USA facessero un accordo con la Russia ed Assad contro le milizie salafite, ma questo non succederà, le alleanze sono quello che sono.

    E’ molto probabile che la guerra in Siria continuerà, ma nessuno vuole “morire per Aleppo”, nemmeno i russi. Anzi ti dirò di più, è possibile che i russi persino accettino un accordo e si smobilitino dal fronte siriano (più o meno) in cambio di un allentamento delle sanzioni e di un tacito accordo sull’Ucraina. In fondo a Putin interessa di più degli interessi economici e militare della Russia che di aiutare a tutti i costi Assad.

    “La no fly zone è sicura al 100%”

    In politica nulla è sicuro al 100%, né la no fly zone né un’eventuale reazione russa alla no fly zone. I proclami dei politici sono test per le reazioni di altri politici, non dogmi di una fede religiosa (a meno che non si parli di pazzoidi come lo Stato Islamico).

    La stessa Clinton ha parlato della no fly zone come di qualcosa di cui si può discutere. Né alla Clinton né a Putin interessa qualcosa della Siria e dei suoi cittadini in sé, la Siria è un pretesto per fare prove di forza e trattative sottobanco. Certo Putin preferirebbe Trump, che si fa abbindolare facilmente e non ha una politica estera, e forse sarebbe meglio sia per i siriani che per noi europei se Trump riuscisse a venire meno agli accordi con le milizie salafite e con le petro-nazioni.

    Tuttavia non ritengo che questa sia un’opzione realistica. Gli interessi legati al petro-dollaro sono ancora troppo forti, e Trump ha ben poche chance di vincere la presidenza. Putin incalza e lascia mano libera ai “falchi” del suo entourage e promette guerra se verrà eletta la Clinton per potere trattare con Trump, che è un idiota che Putin potrebbe manipolare come vuole, ma se la sua strategia per dare supporto a Trump fallisse non si lancerebbe certo in guerra solo perché ha detto che lo avrebbe fatto.

    Il risultato più probabile è che la grandi promesse fatte durante campagne elettorali svaniranno come bolle di sapone e che la guerra in Siria continuerà come ha fatto finora. Niente grande guerra fra russi e americani ma tante proxy wars e accordi segreti sottobanco. Chi ci rimetterà saremo noi europei costretti ad accollarci i profughi siriani e a farci ricattare da Erdogan per un eventuale accesso della Turchia nell’Unione Europea (cosa che spero vivamente non succeda mai).

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