L’isola dentro

Devo essere sincero: ho visto poco della Sardegna nella mia vita. Mi sono sempre limitato al sud, soprattutto il cagliaritano e il Sulcis (che conosco bene). L’interno della Sardegna, a parte le solite Aritzo, Tonara e Seui, mi è quasi sconosciuto. L’altro giorno ho deciso di andare in una zona poco conosciuta della Sardegna: il Sarcidano. Marmilla, Trexenta e Sarcidano sono delle regioni al confine tra la pianura del Campidano e le montagne della Barbagia. E’ una terra di confine fatta di altopiani, laghi e piccoli paesi arroccati tra le colline. Come avrete capito non fa parte del circuito turistico classico. E però dovrebbe esserlo: le potenzialità sono enormi. Parliamo di una zona fatta di altopiani, dove tira un vento fresco tutto l’anno, perfino nella calura estiva d’Agosto, poco popolata, costellata da decine di nuraghi, fortezze, villaggi e pozzi sacri nuragici. Due enormi laghi artificiali, il Flumendosa e il Mulargia rendono il paesaggio sardo affascinante ed inusuale.

Arriviamo a Nurri, un paese fantasma di appena 2000 anime per lo più di anziani. Il paese è vuoto e silenzioso, due vecchi seduti fuori da un bar guardano la nostra macchina. Certo è l’ora di pranzo, ma comunque fa impressione vedere le strade deserte, sentire solo il frinire delle cicale, le serrande chiuse. Non troviamo indicazioni per il lago Flumendosa. E sì che è bello grande. Alla fine troviamo una vecchietta in costume da vedova (è un costume completamente nero con un velo altrettanto nero che copre i capelli). Certi baffi da far invidia a Gatto Silvestro… Gli chiediamo informazioni ma non ci capisce. Passiamo al sardo e fila tutto liscio. Fortunatamente a Nurri si parla campidanese, altrimenti non saremmo riusciti a comunicare. Troviamo la strada per il lago. Il Medio Flumendosa è un lago enorme incastonato tra le gole del Sarcidano. Le sue acque sono chiare e le alte falesie creano giochi di luci e ombre. Su una piccola penisola c’è una struttura turistica (l’unica nel giro di decine di chilometri). E’ un piccolo hotel, munito di porticciolo con annessi piscine e piccolo zoo. Il coraggioso imprenditore che lo ha costruito ha fatto le cose in grande ma deve fare i conti con tutto quello che gli sta intorno, ovvero il nulla. Siamo capitati qui perché qualcun altro ce lo ha segnalato, la zona è un far west, non ci sono indicazioni stradali. E infatti non c’è nessuno, il bar e ristorante sono chiusi, il battello “stile Mississipi” è fermo al centro del lago aspettando tempi migliori (guardate le foto meravigliose qui). Se questo posto fosse stato in qualsiasi altra parte del pianeta il 15 Giugno sarebbe pieno di turisti. Lo sarebbe se ci fossero indicazioni stradali, agenzie, pubblicazioni e siti in inglese e francese, un porticciolo turistico con barche a vela, canoe, magari un campeggio, un negozio per la pesca, le escursioni a cavallo, il parapendio, bed and breakfast e un supermercato come si deve nel paese ecc. ecc. E invece il nulla più totale, solo bar pieni di vecchi ubriaconi, le cicale e milioni di metri cubi di acque inutilizzate. Ma non è finita qui. Vogliamo parlare dei villaggi nuragici? Parliamone. Il Sarcidano ha una concentrazione di fortezze nuragiche impressionante. Complessi nuragici del 1500 a.C. perfettamente conservati sparsi per tutto il territorio, spesso usati come ovili dai pastori o derubati delle pietre per costruire muretti a secco. Un patrimonio archeologico da far invidia all’intera archeologia dell’Europa continentale preromana. Entro nel nuraghe Arrubiu (arrubiu è rosso in sardo, a causa dei licheni sulle sue pietre) di Orroli (vicino a Nurri) e ho i brividi: 3500 anni di storia in solida pietra. Un vero e proprio castello pentalobato con due serie di cinte murarie, torri a tolos contemporaneo di Egitto, Babilonia e Micene. Roma neanche esisteva nelle menti dei suoi primi abitanti pastori. Gli inglesi fanno miliardi per un gruppo di pietre messe in circolo di appena e nel frattempo i sardi nuragici davano lezioni di architettura al resto d’Europa, maghi della lavorazione del bronzo, commerciavano con egizi e fenici. Ecco, io arrivo al nuraghe Arrubiu, entro nel complesso e non c’è un custode. Più tardi scopro che avrei dovuto fare un biglietto. Dove? Nessuno me lo ha chiesto. Chiunque può entrare, siamo da soli. E d’altronde chi potrebbe venire qui se non è segnato in mappe e itinerari di livello internazionale? Ma se neppure la gente  d’Europa sa cosa è e dov’è la Sardegna?

Che pena, che rabbia. Migliaia di anni di storia da far invidia ai popoli dell’Europa continentale, diecimila nuraghi, migliaia di pozzi, tombe, reperti archeologici sparsi in un territorio vastissimo, mari, spiagge, laghi, montagne, foreste, animali, folklore. Una perla nel mediterraneo, un paradiso in terra per i suoi abitanti, una miniera d’oro e ancora l’immagine di quei vecchietti al bar nella mia mente: insopportabile. I giovani sono scappati perché non c’è lavoro, dicono. Ma quando mai! Avete l’oro davanti, ci camminate ogni giorno e non lo sapete raccogliere! Poveri stolti, pensate di avere un’isola morta intorno a voi ma non vi rendete conto di avere l’isola dentro, dentro di voi.

*per una ricostruzione digitale del nuraghe Arrubiu vedere qui.

**su Google ci sono pochissime immagini ad alta risoluzione del nuraghe qui. Il comune di Orroli non si è manco premurato di fare una serie di foto ad alta risoluzione da mettere su internet. Il sito del comune poi fa pena. In un giorno potrei costruirne uno di qualità media e creare un buon traffico con tag e aggregatori giusti. E non sono un web designer… Anzi mi sa che con questo post creo più traffico io all’intero Sarcidano che con i loro siti “istituzionali”.

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33 commenti

Archiviato in Italia provinciale, sardità, tristezze, viaggi

33 risposte a “L’isola dentro

  1. emax

    ahahah
    fabri noi siamo andati da quelle parti il 2 giugno in un agriturismo ad orroli. prima di pranzo siamo andati al lago Mulargia e abbiamo visto lo stesso battello stile missisippi. Suvvia qualche indicazione c’era! Confermo i due vecchietti sulla panchina: sicuro che non siano due statue?
    Dopo pranzo siamo andati al nuraghe arrubbiu e abbiamo pagato la bellezza di 5 euro a testa se non sbaglio!! però confermo che volendo fare i furbi nessuno controlla…

  2. Posso condividere questo tuo bellissimo post su facebook?
    Sono sarda e mi è piaciuto molto quello che hai scritto, lo trovo molto giusto.

  3. Adesso hai capito come mai il nostro è un paese in completa decadenza e in via di estinzione?

  4. Emanuele

    D’altronde, se si è conservato in quel modo è anche perché la speculazione non l’ha scoperto. Il giorno in cui arrivassero decine di migliaia di turisti altro che porticciolo e supermarket. Ville a schiera, campi da golf, yacht da tenere sui moli e chissà cos’altro.

  5. “gli inglesi fanno miliardi per un gruppo di pietre messe in circolo di appena 2000 anni e 1500 anni prima i sardi nuragici davano lezioni di architettura al resto d’Europa,”

    Non mi risulta che Stonehenge risalga solamente a 2000 anni fa, ma anzi che sia antico almeno il doppio… o ho capito male io?

  6. mi hai fatto venire troppa voglia di andarci! 🙂

    dai fabri, lascia stare le tue cose tristi da ricercatore e metti in piedi un complesso turistico, se vuoi ti do una mano io e nel frattempo gettiamo le basi per l’enclave libertarian 😀

  7. Bellissime le immagini del Sardonic Studio. 🙂

  8. Per Emax

    Mmm tu sei andato a qeullo del Mulargia, non so lì per le indicazioni. Per il Flumendosa abbiamo dovuto chiedere agli indigeni.

    Per Vadoalmax

    Sì nessun problema. Spero solo che i nurresi non si arrabbino troppo. 😀 Magari qualcuno mi legge e questo post può essere uno spunto per un nuovo futuro del Sarcidano.

    Per Enrico

    Eh ma ci vorrebbe così poco secondo me per rimetterlo in sesto.

    Per Emanuele

    Tu la chiami speculazione, io lo chiamo sviluppo e lavoro. non c’è bisogno di fare colate di cemento. si può fare tutto nel rispetto del territorio. ci vogliono solo idee e gente con voglia di fare.

    Per Lopo

    hai ragione. ho letto ora su Wiki. Faccio pubbilca ammenda e modifico la frase. Non so perché ma mi ricordavo che stonehenge fosse più recente. Comunque resta il fatto che non è un granché e che deve la sua fortuna ai freakettoni new age. 😀

    Per yoshi

    Avessi un capitale lo investirei in un’attività turistica ecosostenibile. Ho tante di quelle idee… soprattutto dopo che ho visto come gli inglesi riescono a far fruttare una pietra in mezzo al nulla.
    Se vai a vedere i siti che ho linkato le traduzioni in inglese sono approssimative e in alcuni casi sbagliate. Hanno collegamenti con le agenzie turistiche inglesi o tedesche? Vanno alle fiere del turismo. Sanno usare blog, social networks, youtube? La risposta è (sicuramente) NO. Yoshi se io, te e altri quattro bloggers ci mettessimo insieme potremmo far partire un’attività su internet in un paio di giorni!

  9. Ah, sì, che i nuraghe siano ventimila volte meglio di Stonehenge è sicuro.

  10. Percepisco dei brividi sia di fierezza per il luoghi che hai descritto con tanto rigore, sia di rabbia, perchè le cose stanno esattamente come dici. I lavoratori chiusi all’Asinara dovrebbero capire che in Sardegna solo l’industria turistica garantisce un lavoro, non certo quella chimica.

  11. Emanuele

    @Fabristol

    Io sento dire “sviluppo” da tutti, a partire dai palazzinari per finire ai politici collusi con mafia e/o camorra e/o quello che ti pare. I risultati poi si vedono.
    Non è che sono contrario allo sviluppo, è che ho sotto gli occhi tutti i giorni quello che si è combinato in questo paese. A te sta bene come hanno “sviluppato” le varie coste sarde?

  12. Emanuele, diciamo anche che non c’è niente di male a essere contro lo sviluppo. Personalmente io non me ne vergogno.
    Aggiungiamo anche che probabilmente è troppo tardi per provare a costruire adesso un’economia basata sul turismo, un fenomeno la cui durata a medio-lungo termine è tutta da dimostrare…

  13. Per Gians

    La chimica, l’industria pesante e tutto il resto sono stati degli errori enormi degli amministratori sardi. Pensare di creare lavoro imponendo dall’alto il mercato era una follia. E infatti ora si rivela per quello che era: un’illusione per far stare buoni qualche migliaio di persone, fino a quando ci sono i soldi pubblici per sostenere l’industria. Poi…

    Per Emanuele

    E’ un lago artificiale, creato dalla mano dell’uomo cinquanta anni fa. Se l’uomo non avesse costruito quelle dighe non ci sarebbe acqua. Tutto il territorio è stato uasto per pastorizia, agricoltura per millenni. Dov’è il naturale? Dov’è lo scempio se metto una barca a vela in un lago costruito dall’uomo?
    E poi, chi può ammirarlo o vederlo adesso? E’ ignorato da tutti, indigeni e turisti.
    Quello che voglio dire è che non c’è bisogno di costruire alberghi multimilionari o fare come in Costa Smeralda. I laghi svizzeri o del nord italia non sono forse un buon esempio da seguire? In Sardegna ci sono una decina di laghi artificiali enormi (l’Omodeo è il secondo più grande d’Europa mi pare) arroccati tra le montagne: una piccola svizzera sarda.
    Anni fa andai al lago di Gusana dove l’amministrazione comunale aveva creato un piccolo campeggio e un porticciolo con disponibilità di canoe e kayak. Un posto meraviglioso, con possibilità di prendere le canoe, pescare ecc. Ci portai i miei amici rumeni Erasmus. Inutile dire che eravamo gli unici turisti nel giro di qualche chilometro…

    p.s.
    tra l’altro ci sono certi pesci.. e nessuno li pesca!!

  14. I pescatori d’acqua dolce lo hanno piccolo, vuoi mettere quei virgulti che sfidano i mari in tempesta? 😉

  15. Accennavo tempo fa la mancanza di indicazioni… ma alla fine, per quanto mi riguarda, un po’ do google ed un gps mi hanno dato una mano. A proposito, sono tornato stanotte dalla Sardegna, è il secondo anno di fila che vengo da quelle parti.

    Sono andato a vedere questi: http://www.ilportalesardo.it/archeo/muravera.htm

    che sono lievemente più antichi dei sassi inglesi 😉

    Ho impiegato 2 giorni per capire dov’erano e come arrivarci. Visto però nella loro complessità sono affascinanti. E’ un peccato però che certe ricchezze non siano sfruttate correttamente. Questi per esempio sono immersi in un campo di grano, e li puoi ammirare bene solo quando il proprietario della terra fa la raccolta.

    Altri siti, in zone “pubbliche” sono lasciati così al caso… erba alta, nessuna spiegazione, nessun racconto, un portone chiuso nel nulla in una singola parete di pietre che basta aggirare.

    E’ un peccato, il rischio sfruttamento forse è probabile, ma una cazzo di via di mezzo, no?

    Personalmente se potesse servire pagherei 5 € per vedere “meglio”… voglio dire in giro per l’europa mi è capitato di pagare molto più per entrare in un museo, per vedere anche delle cose che non mi piacevano ed organizzate da far pena, e questi pezzi di storia non sono proprio da meno come rilievo ed importanza. E’ come tornare indietro nel tempo. Addentrarsi in un romanzo fantasy per certi versi.

  16. è così.
    la miseria è nella testa prima che nella pancia.

    io sono contento che molti giovani e tra i più capaci vadano all’estero, vedano il mondo, aprano le menti. se riuscirò ci manderò anche i miei pargoli a costo di mandarli a pedate.

    il problema dell’italia è che non è ancora sostanzialmente uscita dall’arretratezza culturale, arcaica e rurale, della prima metà del novecento.

    mediamente provinciale, chiusa, un po’ bigotta, con lo sguardo magnetizzato dal proprio ombelico.

    di questi “emigranti” ne tornasse anche meno della metà tra qualche tempo avremo dove pescare una classe dirigente di ampie vedute, contemporanea quanto meno.

    abbiamo bisogno di un programma crash di modernizzazione delle menti.

  17. nb. non si tratta di tare genetiche o antropologiche. no, è semplicemente questione di isolamento. il caso della sardegna se volete è esemplificativo, ma l’italia intera è fatta di paesini e paesotti più che di città metropolitane.

    è il ristretto ambito di civile convivenza medio che fa la differenza. un paesino scozzese, gallese, vallone, turingio, alsaziano, bretone… son la stessa cosa di un paesino italico. il problema è che mediamente l’italia è fatta di paesini. e le città sono fatte per la metà da paesani.

  18. “non si tratta di tare genetiche o antropologiche.”

    Non le escluderei caro Ferrista. Magari non genetiche ma sicruamente la cultura dominante può essere causa di questa pigrizia. Non solo per la Sardegna ma per tutto il sud. E spesso il nord.
    E difatti gli italiani all’estero hanno spesso successo perché si trovano in un ambiente completamente differente e possono utilizzare le loro abilità e idee.

  19. Corrado

    http://www.ilportalesardo.it/archeo/quartucciu.htm
    10 km da Cagliari…
    Ci giochiamo di ruolo dal vivo e contendiamo la zona a fricchettoni, rave parties, wannabe sette sataniche e famigliole in scampagnata.
    Il posto è regolarmente uno schifo e serve mezza giornata per ripulire prima di giococare.

    Quanto poco ci vorrebbe per rimetterlo un minimo in sesto?

  20. fabri, la cultura evolve con il venire a contatto delle menti con menti use a pensieri diversi.

  21. sam

    Un’altro post che mi rende lieto di passare qui spesso. Però Fabri, c’è un però sul quale vorrei farti riflettere…
    L’isola dentro, il tesoro davanti agli occhi..
    Non tutti, amico, hanno la capacità di “fare” (di essere imprenditori, di creare siti, di ridare vita ad un territorio). Quando le generazioni che ti hanno cresciuto hanno vissuto di pastorizia o di agricoltura e questo ti hanno passato, è difficile fare questo strappo. E uno può avere anche le piramidi sotto al culo, sapere cosa sono, quanto valgono, ma non sapere cosa farsene.
    Non so come risolvere la questione (né vuole essere una giustificazione, semmai un ragionamento) ma l’emigrazione, penso sia perfino più facile come concetto che smuovere un terreno – anche mentale – tanto fermo.

  22. Shhhhh! Non dire a nessuno che esiste una Sardegna così, dove puoi goderti tutto quello che si vede nel post, senza avere tra i coglioni Briatore, Berlusconi, Lele Mora, l’Aga Khan, le loro pompinare di fiducia, i loro nani col berretto a sonagli, i loro yacht che sembrano portaerei del cazzo, i monovani con bidet da 50 mila euro al metro quadro e gli alberghi dove devi pagare pure per ogni goccia di pipì che fai nel water.
    Meraviglioso quel nuragi: lo sai che c’è una teoria che identifica la Sardegna con l’Atlantide di Platone, spostando le Colonne d’Ercole sul Canale di Sicilia?

  23. una decina d’anni fa o poco più la società per cui lavoravo fu incaricata di sviluppare un insieme di percorsi turistici nella zona dell’altopiano che sta tra gonnostramatza, siddi, lunamatrona (il nome non me lo ricordo purtroppo: mi sai ragguagliare?). io non me ne sarei dovuto occupare, ma la cosa mi incuriosiva: non ero mai stato in sardegna, ma seguii comunque tramite i colleghi che se ne occupavano gran parte dell’elaborazione. furono sviluppati i percorsi turistici, la segnaletica, i depliant illustrativi: poi però non se ne fece più niente. e del resto la persona che scrisse i testi della piccola guida (che era andata più volte in zona) ci aveva infilato una tale montagna di stronzate che forse è meglio così. ma che tristezza!

  24. @Corrado, parli del mio agro, vuoi vedere che siamo vicini di casa? 😉

  25. Corrado

    @Gians…
    io abito a Quartu Sant’Elena…

  26. Lu

    Io intanto mi segno tutti questi posti per la prossima volta che tornerò sull’isola…

  27. @ Corrado mi sento di scusarmi con Fabri per questa nostra carrambata. 🙂 io sto a Quartucciu.

  28. Corrado

    Manco a farlo apposta l’hanno fatto vedere oggi a Videolina!

  29. Bello quel posto Corrado! La prossima volta ci faccio un salto.

    Per Ferrista

    “fabri, la cultura evolve con il venire a contatto delle menti con menti use a pensieri diversi.”

    su questo non c’è dubbio. E chi è meno evoluto mentalmente se non un isolano che si vanta dela sua insularità?

    Per Sam

    Capisco quello che dici. Ma ha ancora senso quello che dici nel 2010? Quanti sardi sono andati all’estero e tornati? Possibile che nessuno riesca a portare aria fresca?

    Per Lector

    “lo sai che c’è una teoria che identifica la Sardegna con l’Atlantide di Platone, spostando le Colonne d’Ercole sul Canale di Sicilia?”

    sì affascinante, anche se non ho ancora letto il libro. la storia nuragica è forse una delle più affascinanti del mediterraneo. Vorrei fare più post su questo argomento.

  30. Per Marco

    Che peccato! La zona dovrebbe essere Marmilla (chiamata così perché le colline hanno una forma di mammella).

    Per Lu

    La prossima volta che torni fammi uno squillo che ti porto da qualche parte 😉 A mio parere la Sardegna si può visitare solo con qualche autoctono da guida altrimenti ci si perde o si perdono le bellezze nascoste.

  31. Lu

    Grazie, io sono un dilettante totale di sardegnologia. Ti farò sapere, ma temo proprio che non sarà quest’anno…

  32. Tutto molto bello. Vieni a visitarci.

    saludos da Percorsi di Sardegna

  33. Pingback: Sardegna. Terra unica in tutti i sensi | Dj L'Ova Blog

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