Archivi categoria: libertarismo

Link interessanti

1) Qual è il governo più pericoloso del pianeta? Quello della Nord Corea, dell’Iran, cinese o qualcuno più vicino a noi? Una lista delle più recenti vittime illustri della land of the free.

2) Un giorno ti svegli e il governo non c’è più, il Parlamento è stato chiuso per sempre, le elezioni non vengono più indette. Il caos o una nuova rinascita? Ecco cosa succederebbe alla nostra società in questo ipotetico futuro.

Lascia un commento

Archiviato in libertariaNation, libertarismo

Vengo dalla luna

E’ un momento di totale straniamento per me col resto degli esseri umani. Non riesco più a sincronizzarmi con gli altri della mia specie sia per quanto riguarda la logica che per le questioni etiche. Mi sembra di essere un eretico in Arabia Saudita circondato da gente che applaude alle esecuzioni pubbliche e che non fa altro che annuire alle più strampalate leggi basate sulla Sharia.

Non capisco perché due adulti non si possano accordare liberamente sullo scambio che vogliono fare: lavoro in cambio di denaro. E non possano concludere questo accordo pacificamente senza l’intervento di una divinità che tutto vede e provvede.

Non capisco perché il datore di lavoro debba pagare un’indennità ad una persona che ha licenziato, non importa per quale motivo sono fatti suoi. La compagnia è sua ed è lui la fonte della ricchezza e solo lui può prendere decisioni a riguardo. Lo dico da lavoratore dipendente: se mi dovessero licenziare accetterei la cosa senza chiedere l’intervento dei picciotti di turno. Il mio diritto allo stipendio decade nel momento in cui il datore di lavoro non mi accetta più. Allo stesso modo di come il mio diritto all’affetto coniugale decade nel momento in cui mia moglie mi dovesse chiedere il divorzio.

Non capisco perché siamo maturati abbastanza per accettare la dissoluzione dei contratti matrimoniali ma non per quelli lavorativi.

Se mi dovessero licenziare non accetterei mai i soldi rubati ad altri individui con la forza, andrebbe contro la mia morale. Elemosina, furto, violenza per me sono tutti atti immorali. Una società basata sul furto e sulla violenza contro gli innocenti è immorale e dovrebbe far parte della storia barbarica che ci saremmo dovuti lasciare alle spalle insieme alla schiavitù e al genocidio.

Non sono un idealista e non penso che questa società da un giorno all’altro possa cambiare ma almeno vorrei seminare il dubbio sulla coscienza degli altri. Ormai da anni per ogni decisione che prendo penso sempre: quanta violenza è stata compiuta per farmi avere questo “servizio” o “diritto”? Quanti innocenti sono stati derubati per darmi questo? A volte non si può fare altro che accettare certe cose perché si è parte integrante del sistema e non si ha scelta ma a mio parere è giusto fare i conti con la propria coscienza ogni volta.

Siamo riusciti a costruire questi processi mentali di causa-effetto per molte cose: dalla guerra (se compro questo oggetto da questa compagnia che produce mine avrò sulla coscienza la morte di innocenti?) all’ambientalismo (se butto l’olio usato nel fiume quelli a valle avranno acqua inquinata?), dal vegetarianismo (se mangio carne accetto che altri esseri soffrano per me) alla nostra salute (se fumo o bevo troppo alcool posso ammalarmi) ma non siamo ancora riusciti a farlo per la tassazione (usando questo servizio accetto che tutti gli altri vengano derubati del loro lavoro). Che rimane ancora un tabù, un dogma della fede per cui chi lo contesta viene messo alla pubblica gogna o incarcerato.

Non esistono pasti gratis, non esistono diritti gratis, c’è sempre qualcuno che paga per i capricci o i privilegi che chiediamo. I diritti positivi sono delle illusioni che derivano dalla cieca fede alla religione a cui tutti siamo stati educati fin da bambini.

E sono disgustato dalle persone che superficialmente mi accusano di essere un orco, io che non alzerei le mani contro nessun altro essere umano, io che non ruberei dalle tasche degli altri neppure con la scusa che sono stati altri a farlo per me. Le stesse persone che fanno finta di niente mentre milioni di persone ogni giorno vengono schiavizzate, munte e uccise dalla minoranza di turno. Chi è l’orco, quello che dice agli scagnozzi di fare violenza contro gli altri o quello che non torcerebbe un capello al proprio vicino?

E’ giunto il momento di fare una rivoluzione delle coscienze: non possiamo continuare a vivere in queste condizioni usando lo stato per aggredire le persone, non possiamo più permettercelo. Lo dobbiamo alle nostre coscienze prima di tutto, altrimenti non ci possiamo arrogare il diritto di definirci diversi dagli altri animali di questo pianeta.

45 commenti

Archiviato in libertariaNation, libertarismo, spunti di lettura e scrittura, Uncategorized

Un alieno alla Casa Bianca

Sottotitolo: Ron Paul, il prossimo presidente degli USA (forse) nonostante neussno ne parli.

E’ ormai da mesi che seguo le primarie repubblicane americane. E’ veramente un peccato che in Italia le notizie arrivino al contagocce e ovviamente copiate dal mainstream americano. Un vero peccato perché quando Ron Paul arriverà tra i primi tre domani in South Carolina (per la terza volta dopo il New Hampshire e l’Iowa) i giornalisti italiani si chiederanno “chi era questo qui? Ah sì quello pazzo che i media USA dicono che non vincerà mai.”

La cosa che mi fa più rabbrividire della democrazia moderna è che se non hai l’appoggio dei grandi canali televisivi sei invisibile, inutile, “impossibile da votare” come i giornalisti americani ogni giorno ci dicono di Paul. Per mesi i giornalisti americani hanno riportato i sondaggi che davano Ron Paul secondo e a volte perfino primo in alcuni contesti ignorandolo completamente. Meno male che esiste internet perché Ron Paul ha un seguito enorme su Youtube, Twitter e blog vari e il suo seguito è composto principalmente da giovani, studenti e tantissimi militari.

Se non sapete chi è Ron Paul (sicuramente molti di voi non lo sanno) ve lo descrivo in pillole:

1) vuole chiudere TUTTE le basi americane all’estero, chiudere il rubinetto di denaro di spese militari con un taglio di 1.4 trilioni di dollari. Non vuole avere a che fare con nessuna guerra preventiva nel mondo al contrario del guerrafondaio Obama (ma non era il nobel per la pace votato per chiudere l’era Bush? Sveglia noglobal dei miei stivali).

2) ridurre i costi del governo federale del 10% e aprire una istruttoria per diminuire il potere della Federal Reserve Americana (FED) che è tra le più grandi reponsabili delle crisi economiche recenti. Basta con la stampa di nuovi bilioni di dollari ogni anno che aumentano l’inflazione e creano le crisi economiche.

3) abolizione di varie tasse come la tassa di successione e la diminuzione al 15% della corporate tax (come il nostro IRES). Inoltre Ron Paul è a favore dell’abolizione della income tax, la tassa sul reddito.

4) abolire l’Obamacare e lasciare le decisioni su sanità, pensioni a livello statale, non federale.

5) abolire il debito americano entro il 2016 per far ripartire l’economia americana.

6) vuole abolire il Patriot Act di bushiana memoria e il recente NDAA o indefinite detention act di Obama, ovvero la possibilità per il presidente americano di uccidere, arrestare o torturare qualsiasi cittadino americano senza processo e senza passare dal Senato. Basterebbe il fatto che Ron Paul vuole chiudere Guantanamo e fermare le torture della CIA. Ah, ma i pacifisti nostrani sono con il torturatore e assassino Obama. Ovviamente.

7) il suo stipendio da presidente sarà di $ 39000 annui (media americana).

Il bello di Ron Paul è che UNICO nel panorama americano degli ultimi cento anni. Non esiste una personalità con idee così aliene come Ron Paul nella storia degli USA fin dai padri fondatori. Così alieno che non sembra neppure americano e che in teoria dovrebbe avvicinarlo di più a molta della sensibilità europea. Paul non è né a destra né a sinistra dello spettro politico né per gli standard americani né europei. Uno che dice che la ragione del terrorismo contro gli USA è da imputare alla militarizzazione americana del mondo e non -come dicono tutti gli altri candidati- “perché i terroristi sono gelosi delle nostre libertà”. Uno che riceve fondi non da banche e lobby di potere ma da gente comune e dalle truppe all’estero che chiedono di tornare in patria.

Inoltre Paul predisse oltre dieci anni fa la crisi economica attuale, la house bubble, il terrorismo globale e le guerre in medioriente come potete vedere nel video qui sotto. Vi prego guardatelo perché è incredibile. E non è un caso che abbia azzeccato tutto quello che è successo negli ultimi dieci anni: ha semplicemente studiato i testi della Scuola Austriaca, perché che vi piaccia o no Ron Paul è un libertario, l’unico candidato alle presidenziali americane che promette pace invece che guerra, che vuole abbassare il debito americano, abbassare le tasse e l’inflazione, l’unica speranza che il mondo ha per un futuro prospero e pacifico.

27 commenti

Archiviato in libertarismo, politica

La forza del collettivismo

Un breve post natalizio che dedico a quei 30enni come me non ancora sposati o con figli, visto che molti di voi si ritroveranno intorno alle tavole imbandite per le feste insieme a decine di parenti.

Una delle cose più fastidiose delle mie brevi vacanze in Italia è quando le persone ti fanno le solite domande imbarazzanti tipo: “E tu quando te la trovi una ragazza?” oppure “E voi quando vi sposate?” o ancora “E voi quando avrete un bambino?” e se ne avete già uno vi chiedono “A quando il secondo?”. Tutto questo ovviamente di fronte ai genitori dell’uno o dell’altra giusto per rendere la cosa ancor più imbarazzante.

Le donne vecchie poi scrutano il corpo delle ragazze giovani in cerca di segni rivelatori e se non li trovano, forse per gelosia o cattiveria, le castigano di fronte alle loro madri. Ma la cosa non si limita ai vecchi visto che anche i giovani una volta sposati e con figli ti faranno con sorriso da veterano: “Adesso è il vostro turno eh!”  Magari anni prima venivano redarguiti dai vecchi e si sentivano frustrati allo stesso mio modo ora, ma il fatto stesso che hanno fatto quei “grandi passi” li rende immemori delle loro pene giovanili. Inutile poi far ritornare la memoria ai genitori quando anche loro venivano stressati dalla famiglia per le stesse cose e ora fanno lo stesso coi loro figli continuando la tradizione del “non farsi i cavoli propri” tutta italiana. Tra l’altro sono sicuro che molte coppie si sono lasciate proprio a causa di queste continue domande insistenti, a causa di questo fascismo soft del familismo italiano.

Nessuno si chiede se le persone a cui hai appena fatto quelle domande magari non vogliono sposarsi, oppure non possono o non vogliono avere figli*, o se ci sono problemi di relazione con i genitori della famiglia dell’altro partner. Nessuno si pone questi problemi, l’importante è farsi gli affari degli altri, costringere parenti, amici, vicini a fare quello che loro hanno già fatto e che è “normale” fare in una “società sana”. Perché alla fine è proprio questa la mentalità del collettivismo italiano, antropologico prima ancora che politico: le persone non hanno libertà di scelta e devono sottostare alla volontà collettiva che li vuole eterosessuali, sposati, con figli. La deviazione dalla norma è considerata scandalosa. E questo si ripercuote poi nella politica e sulla legislazione. Per fare una rivoluzione politica bisogna prima distruggere l’abitudine delle vecchie donne italiane di romperti il cazzo con queste domande imbarazzanti. E anche per i giovani: quando vi sposate o avete figli non andate in giro a imbarazzare quelli che non lo hanno (ancora) fatto. Il mondo vi ringrazierà.

*se vi viene voglia di fare la solita domanda “A quando un bambino?” ad una coppia fermatevi e contate fino a 5, poi chiedetevi: e se questa povera coppia non può avere figli? E se ci provano da anni e uno di loro è sterile? Perché devo infilare il dito nella loro piaga? Perché amplificare la loro sofferenza e magari contribuire all’implosione della coppia?

15 commenti

Archiviato in anticlericalismo, fuck the system, Italia provinciale, libertarismo, tristezze

Un necrologio

Di lui rimarranno le centinaia di frasi taglienti e acute sparse per riviste, video su Youtube e blog di internet e in breve verrà inserito in quelle raccolte di citazioni di personaggi famosi insieme a Voltaire, Bierce, Wilde e Churchill. Le sue frasi, come è normale, verranno usate da chiunque, anche da coloro che aveva sempre odiato e combattuto. Quelle contro gli ebrei verranno usate dai musulmani e dai antimsemiti, quelle contro i musulmani dai cattolici, quelle a favore del socialismo della sua giovinezza dagli statalisti socialisti. Chiunque banchetterà sulle sue ceneri letterarie.

Eppure solo chi l’ha letto durante la sua vita saprà che Christopher metteva nella “[…] colonna dell’odio: dittature, religione, stupidità, demagogia, censura, prepotenza e intimidazione. Nella colonna dell’amore: letteratura, ironia, humor, l’individuo e la difesa della libertà d’espressione.” [*]

Christopher Hitchens, per chi non lo ha conosciuto, è in queste parole. E pochi a questo mondo si sarebbero salvati dalle sue critiche. Per gli altri, per chi lo ha combattuto, maledetto, perfino circuito sul letto di morte per convertirlo al cristianesimo, per tutti questi ominicchi rimarrà un altro “ateo militante” che è morto (una etichetta cretina per grande gioia di tutti i titolisti dei giornali di questi giorni).

Ma chi era veramente Hitchens? Un uomo che semplicemente amava e usava la razionalità, l’unica cosa che secondo lui ci rende umani e liberi.

E basta questo per ricordarmi di Hitchens, nonostante spesso non la pensassi come lui su tante cose, senza etichette o categorie.

Grazie Hitchens, che la terra ti sia lieve.

*”In the hate column: dictatorship, religion, stupidity, demagogy, censorship, bullying, and intimidation. In the love column: literature, irony, humor, the individual, and the defense of free expression.”

Lascia un commento

Archiviato in anticlericalismo, giornalismo di merda, libertarismo, politica, spunti di lettura e scrittura, tristezze

La beffa dello Stato che tassa se stesso (ovvero tutti noi)

“Ammettiamo che il Ministero dell’istruzione, università e ricerca (MIUR) stanzi 500.000 euro per un progetto di ricerca scientifica. Può essere un centro di fisica che ha bisogno di un microscopio elettronico o un laboratorio di biologia che ha bisogno di microscopi e consumabili (pipette, petri dish, reagenti, farmaci, tavoli, cappe ecc.). Ebbene, quei soldi del ministero dati per il progetto non sono veramente 500.000. Pochi sanno infatti che un ricercatore deve mettere in conto l‘IVA al 21%. […]”

Alcune cose che forse non sapete sui finanziamenti alla ricerca scientifica. Continua qui.

1 Commento

Archiviato in Italia provinciale, libertariaNation, libertarismo, scienza

La fine della democrazia (finalmente)

“Una sospensione della democrazia.” dice non con una certa ragione Berlusconi (1). In realtà è scritto nelle regole della repubblica italiana (credo) che il Presidente della Repubblica possa buttar giù un governo e rifarne uno nuovo. Certo, pescare il Primo Ministro fuori dal Parlamento, quindi una persona non eletta è un po’ azzardato ma diciamo che sta nelle regole che tutti i parlamentari hanno sottoscritto giurando sulla Costituzione. Quindi c’è poco da lamentarsi. Quindi abbiamo un governo non eletto dagli italiani deciso dal Presidente della Repubblica non eletto dagli italiani sotto pressione degli eurotecnocrati non eletti dagli italiani e dei governi francese e tedesco non eletti dagli italiani.

Lungi da me fare l’apologia della democrazia parlamentare. Anzi considero la democrazia, e quel mostro figlia di quest’ultima che abbiamo oggi che è la oclocrazia, un peggioramento rispetto perfino alla monarchia (2). Un calderone dove tutti i servi si illudono di avere potere decisionale sulla vita del paese semplicemente con il loro voto nell’urna (lo chiamano governo del popolo), ma solo una sparuta minoranza ne ha le redini. Non che la decisione della maggioranza sia meglio -sia chiaro che una decisione cretina presa da 100 persone è identica a una decisione cretina presa da una sola persona- ma almeno risparmiateci l’ipocrisia di questi altisonanti “lo stato siamo noi”, “il popolo sovrano” ecc. ecc. A casa mia si chiama “magna magna”, oppure “organizziamoci in una lobby e fottiamo tutti gli altri”. Funziona che è una bellezza.

Dicevo lungi da me prendere le difese di questo sistema osceno, vorrei chiedere a chi ogni giorno difende la democrazia rappresentativa se quello che è successo in questi giorni sia normale. Che un uomo solo non eletto da consenso popolare possa eleggere un altro senza consenso popolare. Ammettiamo che Monti sia una persona per bene; ma per un attimo pensiamo a questo: e se non lo fosse? O se lo è ma tutt’ad un tratto la crisi e i poteri extraterritoriali come Europa, BCE e Vaticano decidessero di mantenerlo ad libitum finché tutto non è risolto – o meglio finché tutto non coincide con i piani degli eurocrati?

Ma soprattutto se c’è una cosa che questo nuovo governo Monti ci insegna è che la democrazia parlamentare ha fallito miseramente. Il governo Monti per me significa questo: centinaia di scimmie idiote elette dai cittadini non sono state in grado, neppure nel momento di crisi più profonda che questo paese ha attraversato, di mettere da parte i propri interessi economici e di potere per risolvere la situazione. La situazione era così disperata che il Presidente ha dovuto incaricare una persona non eletta e fare un nuovo governo di tecnici. In pratica il Presidente Napolitano vi ha appena detto che la democrazia rappresentativa non funziona e che l’unico modo per fare andare avanti le cose è prendere delle personalità che hanno esperienze tecniche e specialistiche come spesso faceva l’URSS con i suoi governi di tecnocrati. (3)

Note.

1. avanti il primo idiota che mi dice che sono diventato berlusconiano.

2. avanti il primo idiota che mi dice che sono monarchico.

3. avanti il primo idiota che mi dice che sono comunista.

34 commenti

Archiviato in anticlericalismo, fuck the system, Italia provinciale, libertarismo, politica, Smash the system, spunti di lettura e scrittura, tristezze